Le rilevazioni della scuola (PISA, Invalsi ecc) pongono l'accento sulle competenze scientifiche e matematiche. ho dei forti dubbi al riguardo. Il linguaggio logico matematico della scienza è complesso e soprattutto lontanissimo da quello naturale, e richiede anni per essere padroneggiato. Competenze di base (a parte quelle elementarissime come le operazioni fondamentali e la conoscenza di alcuni animali e piante ecc.) in matematica e scienze è un po' come competenze di base in latino: senza un sacco di studio non si capisce né la logica della lingua né si è in grado di leggere niente, neanche Fedro. Il risultato è che la matematica è considerata impossibile 8perché fatta a un livello troppo basico) e le scienze inutili (idem).
Quello che la scuola dovrebbe fare è insegnare la lingua (scritta). La cosa era evidente nel medioevo, dove la lingua dei colti era una lingua morta, e credo sia chiara nel mondo arabo dove l'arabo scritto è bassato sull'arabo classico che non è parlato. E va detto che il liceo non insegna la lingua. C'è un dottorando mio carissimo amico, con un ottimo curriculum, che è completamente incapace di fare l'analisi logica di una frase. E il fatto che non la insegni non è casuale: il liceo gentiliano si rivolgeva ai figli dei laureati, che la lingua l'avevano già acquisita in casa. E quando la scuola è diventata di massa si sono fatte millemila riforme, introducendo le innovazioni più fantasiose e pirotecniche e d'avanguardia, ma nessuno si è preoccupato del problema fodnamentale: come insegnare la lingua a italiana a persone che come lingua madre hanno il dialetto o al massimo la lingua televisiva (che è una non lingua)?
A dire il vero ci sono scuole che questo problema lo affrontnano e lo risolvono brillantemente, e sono gli snobbati istituti professionali. I ragazzi entrano i nqueste suole esprimendosi spesso con versi (quasi letteralmente e senza offesa, in quanto vengono da un background pochissimo letterato) e escosno che non sapranno forse scrivere un poema ma riescono a parlare un italiano corretto e articolato. Come avvenga non so, ma probabilmente non è neanche difficile.
In sintesi, non è casuale che gli anglosassoni dicano education per istruzione e literacy per cultura: la cultura è proprio saper leggere e scrivere (nelle varie lingue, che sono spesso proprie di ogni disciplina).
domenica 11 novembre 2018
Alternanza scuola lavoro
L'idea alla base della famigerata alternanza scuola lavoro non era di per sé malvagia: i ragazzi escono dal liceo in possesso sostanzialmente di un elenco di parole, ma non sono in grado di fare niente, il che per un imprenditore è esiziale. Fare non va inteso solo in senso manuale - anche manipolare mentalmente degli oggetti senza seguire una procedura prefissata consiste nel fare. Del resto la scuola gentiliana, una scuola già preistorica nel 1923 che non è mai stata messa in discussione nel suo impianto dalle millemila riforme, partiva da due presupposti 1) fare è compito delle plebi, mentre l'intellettuale deve ripetere la verità ricevuta 2) tranne un piccolo numero di avvocati medici e ingegneri gli altri diplomati andranno a fare gli impiegati, il che significa persone che ricopiano testi e riempiono moduli, senza che sia necessario capire cosa ci sia nel modulo e nel testo. Ovviamente questo poteva funzionare nell'Impero Romano, ma non in una società postindustriale, in cui anche a un impiegato è richiesta diciamo una dose di creatività.
Il problema è che dal dire al fare c'è di mezzo il mare, specialmente se una riforma della scuola la fai scrivere ai cattolici popolari, che sono altamente imprenditoriali però con i sussidi statali. Lèinsegnante è il merstiere più difficile del mondo, diceva Freud (insieme con il genitore e lo psicanalista) e io stesso, che pure ci ho riflettuto moltissimo, non saprei assolutamente cosa fare. Credo che la riforma della scuola superiore si faccia all'università, perché molti dei laureati finiscono a fare gli insegnanti, ma di più non saprei.
Il problema è che dal dire al fare c'è di mezzo il mare, specialmente se una riforma della scuola la fai scrivere ai cattolici popolari, che sono altamente imprenditoriali però con i sussidi statali. Lèinsegnante è il merstiere più difficile del mondo, diceva Freud (insieme con il genitore e lo psicanalista) e io stesso, che pure ci ho riflettuto moltissimo, non saprei assolutamente cosa fare. Credo che la riforma della scuola superiore si faccia all'università, perché molti dei laureati finiscono a fare gli insegnanti, ma di più non saprei.
mercoledì 7 novembre 2018
Natura matrigna
Gli alberi caduti a Roma e soprattutto in Veneto a causa del minitornado dei giorni scorsi hanno suscitato i commenti più vari. A Roma in particolare si è data la colpa non all'eccezionalità dell'evento meteorologico ma alle mancate potature. Per quanto il verde romano sia effettivamente trascurato, per quanto la maggior parte dei platani sia effettivamente cariata, e per quanto le critiche siano spesso velate da antipatia per l'attuale giunta comunale, nulla mi toglie dalla testa che ci sia di fondo l'idea che la natura e particolare le piante siano "pericolose". Del resto se i romantici tedeschi e inglesi esaltavano la natura, uno dei pochi romantici italiani (Leopardi) pensava che fosse matrigna.
domenica 4 novembre 2018
Rogo dei libri
Pasolini diceva che quello che non erano riusciti a fare i fascist (fsascistizzare l'Italia) c'erano riusciti i democristiani. Più o meno negli stessi anni Bradbury dice che quello che non erano riusciti a fare i nazisti (bruciare tutti i libri) era riuscito a farlo la televisione.
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venerdì 2 novembre 2018
neoDC
I grillini sono sostanzialmente dei neodemocristiani (il discorso in realtà vale anche per la Lega ma la cosa merita un discorso a parte). E in fondo non mi stupisce: agli italiani ,per lo meno quelli al di sopra dei 30 anni, tangentopoli non è mai andata giù. Capirai, a modo suo era una rivoluzione! cioè quello che il nostro popolo detesta e non ha mai voluto fare, unico tispetto a inglesi francesi americani russi cinesi ....).. E l'ultimo trentennio sostanzialmente è stato un rimpiangere gli anni '80, l'epoca dei sussidi e dell'evazione fiscale (cioè della privatizzazione della ricchezza pubblica - Andreotti, uno degli inventori di quel capolavoro diceva che l'Italia è un apese povero di gente ricca).
Quello che mi stupisce è che un partito neoD abbia potuto vincere le elezioni presentandosi come una forza moralizzatrice. Qualche volta stavo per cascarci pure io. Va detto che la DC non aveva facebook e no nera guidato da un web influencer (Casaleggio) cioè un manipolatore di social.
E se andiamo a vedere le politiche . sussidi, lottizzazione della televisione, condoni, liberismo sfrenato ma non dichiarato - sono assolutamente neodemocristiane. Ci sono tre differenze: i democristiani erano molto colti, i democristiani avevano la carità cattolica, e non pensavano di avere sempre ragione.
Quello che mi stupisce è che un partito neoD abbia potuto vincere le elezioni presentandosi come una forza moralizzatrice. Qualche volta stavo per cascarci pure io. Va detto che la DC non aveva facebook e no nera guidato da un web influencer (Casaleggio) cioè un manipolatore di social.
E se andiamo a vedere le politiche . sussidi, lottizzazione della televisione, condoni, liberismo sfrenato ma non dichiarato - sono assolutamente neodemocristiane. Ci sono tre differenze: i democristiani erano molto colti, i democristiani avevano la carità cattolica, e non pensavano di avere sempre ragione.
Hitler
Il fatto che lo stesso popolo che ha prodotto Beethoven si sia buttato nelle braccia di Hitler può risultare un po' un mistero (su cui la scuola di Francoforte si è lungamente arrovellata) ma si basa su un meccanismo semplicissimo. Hitler (che odiando se stesso odiava tutti) diceva ai tedeschi che erano tutti merde e essere maltrattati ai tedeschi piaceva, per il compiacimento masochistico così fondamentale per l'uomo e scoperto da Dostojevsky in un secolo in cui tutto sembrava tendere al progresso e riscoperto un po' dopo da Freud come istinto di morte. E se si considera che le tendenze masochistiche sono spesso particolarmente sviluppate nelle persone di alta moralità, allora paradossalmente il popolo tedesco, dalla moralità profondissima 8e disperata) risulta il più vulnerabile a queste mostruosità.
Poi non bisogna dimenticare che il nazismo sorse per evitare che in Germania avvenisse una rivluzione comunista (che avrebbe significato la vittoria definitiva del socialismo sul capitalismo), ma la spiegazione politica si colloca a un livello diverso da quella psicologica. In un popolo con un'altra psicologia Hitler ci sarebbe stato ugualmente, e sarebbe stato ugualmente terribile, ma le forme di questo terrore sarebbero state diverse, forse meno raccapriccianti.
Poi non bisogna dimenticare che il nazismo sorse per evitare che in Germania avvenisse una rivluzione comunista (che avrebbe significato la vittoria definitiva del socialismo sul capitalismo), ma la spiegazione politica si colloca a un livello diverso da quella psicologica. In un popolo con un'altra psicologia Hitler ci sarebbe stato ugualmente, e sarebbe stato ugualmente terribile, ma le forme di questo terrore sarebbero state diverse, forse meno raccapriccianti.
Nazismo
Quelli preoccupati del razzismo dilagante (ormai sembra una preoccupazione minoritaria) spesso fanno appello, come terapia, alla cultura. Il che è certo vero, ma non dimentichiamo che il nasismo, cioè il peggio di tutto (è stato veramente il peggio immaginabile) non è sorto in Algeria, è sorto in Germania, cioè nel paese di maggior cultura di tutti i tempi, e che i colonialisti che incutevano spaventose sofferenze alle popolazioni extraeuropee spesso erano gentlement raffinatissimi. Di atrocità è costellata la storia (e la preistoria) ma quello che rende intollerabili gli orrori moderni è anzi proprio il fatto che siano stati programmati e realizzati "scientificamente". La violenza è brutta, ma rimane umana, la sopraffazione cerebralizzata è mostruosa, e in questo senso informa l'intera società moderna, non solo le sue degenerazioni patologiche.
Io non so quale sia la vera terapia. Gli orrori tipo nazismo mi sembrano sostanzialmente una forma di hybris, ma gli antichi, che temevano moltissimo la vendetta degli dei non erano certo teneri.
Io non so quale sia la vera terapia. Gli orrori tipo nazismo mi sembrano sostanzialmente una forma di hybris, ma gli antichi, che temevano moltissimo la vendetta degli dei non erano certo teneri.
martedì 30 ottobre 2018
Boscimani, italiani, capitalismo, uguaglianza, comunismo, Fabri Fibra
tempo fa ascoltavo una trasmissione radiofonica in cui alcuen femministe sostenevano che nella pur egualitaria società dei boscimani tuttavia le donne occupavano una posizione subordinata. La cosa non mi convinceva, non tanto perché va contro parzialmente all'idea di comunismo primitivo di Marx, quanto perché nella società boscimane non c'è sostanzialmente differenziazione di ruoli tra uomini e donne (a parte l'uso di armi) e i rapporti sono vermane egualitari. Mi misi dunque a leggere un testo di antropologia sui boscimani. La sorpresa fu grande: anche se l'autore presentava quella oscietà come assolutamente egualitaria, sostanzialmente come una forma di comunismo primitivo, emergeva chiaramente dalla documentazione presentata e soprattutto dai discorsi degli informatori che i rapporti sono tutti asimmetrici, anche se in un modo paradossale per un occidentale (chi dà + in una condizione di inferiorità rispetto a chi riceve, a differenza di quello che succede in occidente): Da una parte questa asimmetria rovesciata (più dai e meno prendi) mi ricordava curiosamente l'Italia, dall'altra non mi convinceva che il concetto di comunismo primitivo (che Marx probabilmente traeva dallo studio delle comunità rurali tedesche, non da Rouseau) non mi sembrava sbagliato. Dopo averci pensato a lungo credo di aver trovato la soluzione: la società boscimane è assolutamente egualitaria e decisamente comunistica dal punto di vista economico (tutti i beni materiali sono condivisi) dall'aoltra è profondamente diseguale e asimmetrica dal punto di vista sociale. In un certo senso è lo specchio rovesciato delle società occidentali, in cui nonostante tutto si ha un'estrema uguaglianza sociale e una assoluta e radicale disuguaglianza economica (col risultato di riuscire a unire l'oppresione e la licenza): La società boscimane è quindi molto istruttiva per noi: ci insegna che occorre l'uguaglianza sociale unica con l'eguaglianza economica - cosa più facile a dirsi che a farsi a dire il vero; nella società boscimane stessa l'asimmetria di rapporti garantisce l'uguaglianza economica: i giovani e gli abili cacciatori sono in condizioni di inferiorità rispetto agli anziani.fisicamente deboli, il che impedisce l'accumulazione e mantiene l'equilibrio tra produzione e potere. Nel capitalismo l'accumulazione distrugge l'uguaglianza e nel socialismo si crea invece una specie di accumulazione di potere in chi è incaricato di gestire la società non controbilanciata da un potere economico.
Per quanto riguarda la società italiana la società boscimane, a cui quella italiana assomiglia moltissimo, permette di capire meglio le parole (geniali va detto) di Fibra: più dai (nella sfera economica) e meno prendi (in quella sociale). Nel capitalismo più dai nella sfera economica emeno prendi in quella economica, ma è il contrario in quella sociale,. E questa fondamentale contraddizione o forse fraintednimento spiega perché l'economia italiana si arricchisce ma non decolla mai, rimanendo sempre una società di elemosine e tributi, non di produzione e distribuzione.
Per quanto riguarda la società italiana la società boscimane, a cui quella italiana assomiglia moltissimo, permette di capire meglio le parole (geniali va detto) di Fibra: più dai (nella sfera economica) e meno prendi (in quella sociale). Nel capitalismo più dai nella sfera economica emeno prendi in quella economica, ma è il contrario in quella sociale,. E questa fondamentale contraddizione o forse fraintednimento spiega perché l'economia italiana si arricchisce ma non decolla mai, rimanendo sempre una società di elemosine e tributi, non di produzione e distribuzione.
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lunedì 29 ottobre 2018
Neanderthal e orsi polari
Con lo scioglimento dei ghiacci artici, gli orsi polari ovviamente sono destinati a non avere più un habitat in cui vivere. La cosa interessante è che sembra che non si stiano estinguendo, ma ibridandosi con l'affine orso bruno, da cui la specie polare deriva, perdendo così la loro identità genetica. Credo che qualcosa del genere sia avvenuto con i Neanderthal, che, forse anch'essi per un cambiamento climatico, sono stati assorbiti mediante ibridazione nel Sapiens. Il nostro genoma contiene una percentuale cospicua di DNA neanderthaliano, il che suggerisce che l'ibridazione sia stato un fenomeno esteso e forse generalizzato.
domenica 28 ottobre 2018
Postmoderno nella scienza
Uno studente, a cui consigliavo di studiare tassonomia, mi ha risposto che la tassonomia è noiosa. Lo stato dell'arte della scienza in questi ultimissimi anni, quella dello "storytelling", è proprio questo: non è importante che una ricerca sia vera o utile o interessante, basta che sia divertente..
Derrida e Trump
la post-verità di Trump e Salvini in fondo non è altro che una forma marcescente di postmoderno. Se tutto è narrazione, allora la narrazione di Martin Luther King e quella di un razzista sono aassolutamente equivalenti. Se Derrida - il principale colpevole di questo pasticcio (intellettuale, perché quello materiale è il fallimento dell'Unione Sovietica) - se Derrida fosse vivo forse si stupirebbe di osservare che l'autoritarismo si associa con il pesniero debole non con il pensiero forte, esattamente il contrario di quello che dicevano i padri fondatori del postmoderno (che erano tutti di sinsitra e antiautoritari).Derr
martedì 23 ottobre 2018
Nirvana, Dark Polo Gang
I Nirvana facevano la citazione ironica (ironica, no nparodistica, quindi talora di difficile comprensione) del post-punk. I Dark Polo Gang fanno la citazione ironica del gangsta rap. Accostare i Nirvana con la crew romana può sembrare romana però, a parte che anche i Nirvana erano musicisti mediocri, forse ci dice qualcosa sull spirito dei tempi
venerdì 19 ottobre 2018
The curse of postmodernism in science
Postmodernism ravaged in the 80s in fine arts and then passed without much trace. The footprint in literature was deeper, but the problem is that the ideas of postmodernism arrived recentlyin scicen (probably in coincidence with the spread of computer), Concepts such as story-telling and narrative are firmly established in science with dramatic consequences. Postmodernism is a curse in itslef, but in science it is particularly negative since science is based on the belief that truth exists (although nobody knows it) and is incompatible with the idea of narrative.
In the last number of PNAS there is a very interesting paper which analyses the phylogenetic diversity of mammals, comparing endangered, not endangered and extinct lineages. The true title is "phylogenetic diversity in mammals" but it was rephrased as "storytelling" "it will take 5 millions years to recover from the current extinction criss. This is not only trivial, it is also misleading. The only advantage is that it is suited to make a meme.
An I don't want to speak of the many fashionable, but unineteresting papers I read.
In the last number of PNAS there is a very interesting paper which analyses the phylogenetic diversity of mammals, comparing endangered, not endangered and extinct lineages. The true title is "phylogenetic diversity in mammals" but it was rephrased as "storytelling" "it will take 5 millions years to recover from the current extinction criss. This is not only trivial, it is also misleading. The only advantage is that it is suited to make a meme.
An I don't want to speak of the many fashionable, but unineteresting papers I read.
Rifiuto del lavoro
TEsi: chi non lavora non manegrà. Antitesi: io non voglio andare a morire all'Innocenti. Sintesi: autodeterminazione
sabato 13 ottobre 2018
Cattolici
Federico Moccia ha dichiarato sul Correre della Sera (quasi letteralmente) che quando un uomo ammazza la moglie la colpa è di tutti e due. Un cattolico è capace di dire cose che non direbbe nemmeno un nazista o libero. Pasolini (che era cattolico) diceva qualcosa del genere.
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