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domenica 13 marzo 2022

Decoro

 A Roma e non solo vedo spesso che tagliano le piante lungo i margini stradali senza togliere l'immondizia di cui sono inondati. L'ideologia del "decoro" si sta rivelando, credo, non solo l'apoteosi del pensiero piccolissimo borghese che alligna non solo nei grillini, ma un sostanziale bluff. Dicevano di voler migliorare la qualità della vita urbana ma temo fosse solo una scusa per distribuire appalti. Non ne sono sicuro ovviamente ma credo che prima o poi ne sapremo di più-

venerdì 4 marzo 2022

Zerocalcare e pippe mentali

 Lo straordinario successo di zerocalcare nasce soprattutto dal fatto che descrive con estremo realismo la montagna di pippe mentali che riempiono il cervello soprattutto dei piccolo borghesi maschi ma non solo, perché certe dinamiche di pensiero si ritrovano anche in donne trans e proletari. Da parte mia mi diverte moltissimo perché ci riconosco le pippe mentali e le paranoie degli altri.

domenica 17 giugno 2018

vecchia piccola borghesia

Michele Serra lo ripete spesso (almeno dai tempi di Berlusconi) che le destre fanno finta di stare con gli ultimi contro i primi e invece stanno con i ceti medi - il che non è una novità, anche Hitler e Mussolini avavno come blocco sociale di riferimento la piccola borghesia. Non è neanche nuovo il vittimismo, ma è invece nuovo (forse) il fatto che questi borghesi poveri pieni di rancore facciano finta di essere proletari (quando non sopravviverebbero un secondo alle difficoltà della vita dei proletari). Il problema però non p ovviamente che loro facciano le vittime, il problema è che molta sinistra (non parlo di quella neoliberale del PD) gli dia retta: il sovranismo di sinistra è il succo del pensiero di Infoaut, lintellettuale dissidente, contropiano ecc. (in forme diverse): Questa confusione impensabile per chi abbia più di sessant'0anni e quindi sia stato esposto agli anni 70 e al marxismo nasce come giustamente dice Michele Serra dalla mancanza di analisi di classe (e più in generale da basi culturali solide come poteva avere una volta anche un liberale o un democristiano) ma nasce anche dal fatto, che Marx conosceva bene ma che non sottolineava, che le classi non sono due, ma tre (upper lower e middle class), con la middle class che fa il proletario coi ricchi e il ricco coi proletari.

Comunque ho il sospetto che se ci capisco qualcosa (e non sono sicuro di capirci qualcosa) lo debba più alla filosofia antica che a Marx.

sabato 28 ottobre 2017

Populismi

I movimenti cosiddetti populisti sono tra di loro diversissimi - da Corbyn all'indeipendentismo catalano a Trump a Le Pen (che è il più arcaico). Sono sostanzialmente movimenti antiglobalisti, ma nella loro pur diversissima composizione sociale sono generalmente omogeneizzati dal ceto medio, cosa particolarmente evidente nel caso dei grillini. Marx diceva a proposito dei ceti medi che non sono in grado di rappresentarsi e devono essere rappresentai (il 18 brumaio) e infatti il ceto medio è stato la base sociale degli uomini forti da Napoleone III a Mussolini a Hitler a Peron a Berlusconi. Credo che per la prima volta i ceti medi,. attraverso questi movimenti, specialmente quelli più spostati a sinistra, stiano cominciando ad autorappresentarsi.

lunedì 25 agosto 2014

Feelings

I said that McEwans's novel "Enduring love" was illuminating. But it was illuminating in a dialectical way. In fact. not even a statement in the novel is true, and not even a feeling is deep. False conceptions and shallow felleing is the mark of middle class - but it is rarely so well described. Morevoer, if a false thesis is well presented. it is easy to find its anthitesis.

The main idea udnerlying the novel is that feelings and reason are at odd. This doesn't correspond to my experience. True skepticals are  wam and passionate - read the character of Socrates in Plato dialogues. And proletrians, thouth ardently passionate, are very clear-minded (see my previous post ). Although feelings can obscure reason (and reason repress feelings) there is no fundamanetal contradiction between the two, Only with a bad disposition of mind we can garble them. It is like right and left hand in knitting - the coordination is dificult and sometimes we make mistakes, but we don't claim that there is a fundamental contraditiction between left and right hand.

When I was a chid I often wondered "why feelings exist?" When I touch the fire I feel pain - but why? Why this long chain fire -> pain -> retreat? Would it not be simpler and faster fire->retrat? Thanks to the misunderstandings of McEwan I understood that we learn also with feelings. We learn through mental representations. These representations can be verbal, visual, and also made of feelings. Feeling representations are probably most primitive, and are present also in many animals, but for this very same reason they are also powerful and somtimes irreplaceable.

lunedì 18 agosto 2014

Scetticismo

Scetticismo non è dubitare di tutto, è lo stato mentale di sospensione di giudizio (epochè) ed è necessario al vero scienziato. E' molto vicino all'evangelico "non giudicate", che però si applica alle persone e non ai concetti, e richiede ugualmente intense energie spirituali. La piccola borghesia difficilmente raggiunge questo stato - il suo habitusi è quello del giudizio perenne - mentre è condizione standard nei proletari, che infatti sono, a modo loro, degli ottimi scienziati.

domenica 10 agosto 2014

Pasolini

Sono sempre piuttosto severo con Pasolini. Ma oltre che un profeta, era anche coraggiosissimo. La "Ricotta" fu subito ritirata dalle sale con l'accusa di vilipendio alla religione - un film spiritualissimo del quale Moravia disse "Molto più giusto sarebbe stato incolpare il regista di aver vilipeso i valori della piccola e media borghesia italiana," chiusa e cattiva ancor oggi, figuriamoci nel 1962.

domenica 26 giugno 2011

Proletari





La connotazione negativa di piccolo borghese e quella positiva di proletario, ancorché abbia origine di sinistra, sembra un dato acquisito. Identificando i primi con gli impiegati, i secondi con gli operai (il che è una supersemplificazione e si presta anche a critiche importanti, in quanto la distinzione tra borghesi e proletari passa piuttosto tra chi vive di lavoro e chi no, con i piccolo borghese in una posizione intermedia), e in base a un’analisi più psicologica che politica, il carattere degli impiegati si caratterizza per la falsa coscienza e per una certa difficoltà nel relazionarsi serenametne con gli altri, quella degli operai per l’affabilità e la socievolezza. I sottoproletari in questo assomigliano curiosamente per certi versi agli impiegati. La spiegazione usuale è il carattere socializzante della fabbrica rispetto a quello individualistico del lavoro impiegatizio. Tuttavia credo che sia più importante il rapporto tra spirito e corpo, che è stretto in chi usa le mani, e invece scisso in chi lavora con la penna (non si può dire col cervello, spesso, in quanto il lavoro impiegatizio è altrettanto ripetitivo di quello di un operaio, spesso di più).

lunedì 25 agosto 2008

classi sociali


Forse occorre un ripasso delle classi sociali – gran parte dell’operazione culturale che ha portato all’egemonia della destra è consistita nel non fare conoscere le classi sociali tra di loro.

  • i sottoproletari: quelli che vivono di piccola criminalità e di prostituzione
  • proletari: essenzialmente gli operai e i braccianti – di solito si pensa solo agli operati manifatturieri ed edili, ma comprende un numero più ampio di lavoratori
  • i piccolo borghesi: gli impiegati; tendono a suddividersi in una miriade di straterelli a seconda del reddito – Orwell si prendeva in giro dicendo di appartenere alla upper lower middle class – che cercano di distinguersi in ogni modo; ai ragazzetti piace distinguere i truzzi dai metallari dai punk dai fighetti ecc. – le varie fasce di reddito della piccola borghesia cercano di distinguersi in ogni modo. Storicamente lo strato di reddito più elevato della piccola borghesia veniva chiamato ceto medio – funzionari,dirigenti, professori universitari ecc. – ma oggi va di moda tradurre con ceto medio il termine middle class, cioè piccola + media borghesia – una traduzione assai impropria che nasconde una precisa operazione ideologica
  • la media borghesia: i professionisti (avvocati, notai ecc.)
  • l’alta borghesia: gli imprenditori I commercianti sono difficilmente classificabili: i piccoli commercianti fanno parte della piccola borghesia, i grandi commercianti della media e alta borghesia. I contadini sono ancora più difficilmetne classificabili, se sono braccianti sono sicuramente proletari, se sono piccoli proprietari sono una classe a sé probabilmene residua dell’epoca premoderna.
    In America, e in fondo anche in Italia, esiste una alta borghesia protetta dallo stato – in America latina soprattutto latifondisti, in America settentrionale i petrolieri, nella Germania nazista alcune grandi industrie come la Krupp – che nel caso dell’America latina viene chiamata borghesia compradora. Una classe che non esiste più è l’aristocrazia – nei paesi dove gli aristocratici sono ancora ricchi, per esempio in Inghilterra, non sono distinguibili dall’alta borghesia – che svolgeva un ruolo quasi identico a quello della borghesia protetta e compradora.
    In Inghilterra si parla di upper, middle e lower o working class - che corrispondono rispettivamente ad alta borghesia, media + piccola borghesia e proletariato e sottoproletariato – ma la classificazione è sottilmente divers,a perché non si basa sull’economia, ma sul potere sociale. Infatti, fino al 1830 circa la borghesia, anche ricchissima, era middle classe; solo dopo una parte entra a far parte dell’upper class, lasciandosi alle spalle piccola e media borghesia – non è un caso che l’abbozzo del 1827 della teoria dell’evoluzione di Darwin cadde nell’indifferenza assoluta, mentre l’Origine della specie, che è del 1853, scatenò un immenso clamore.
    Nota per i Marxisti: se è vero che quando Marx distingue proletariato da borghesia contrappone le prime due classi alle ultime tre –altri parleranno più tardi di proletariato sociale, che comprende le prime tre classi, enfatizzando la dicotomia tra lavoro dipendente e autonomo –il suo modello economico si limita al proletariato in senso stretto e all’altaborghesia, escludendo le altre classi che sono improduttive – un concetto già introdotto dagli economisti classici che però avevano in mente soprattutto l’aristocrazia, mentre Marx pensva soprattutto alla piccola borghesia. Si tratta di un processo di semplificazione tipico dei modelli scientifici, in cui occorre enucleare i fattori determinanti – potremmo dire la “sostanza” – dai fattori che possono essere tralsciati senza che il modello cessi di rappresentare realisticamente la reatà e che potremmo chiamare “accidenti” – e che possono essere introdotti successivamente in versioni più complesse del modello. In fisica il modello della caduta dei gravi è la caduta dei gravi nel vuoto, l’attrito dell’aria viene considerato sostanzialmente solo nelle applicazioni pratiche.

    Storicamente i sottoproletari e i piccolo borghesi sono tendenzialmente fascisti – l’invidia per la classe sociale che gli sta sopra è il loro sentimento dominante, e il fascismo è il figlio dell’invidia; i proletari sono socialisti, i piccolo borghesi che studiano (gli studenti universitari) e spesso quelli che lavorano nella cultura e nel pubblico impiego sono rivoluzionari (comunisti, anarchici ecc.); l’alta borghesia è liberale, ora liberale di destra ora liberale di sinistra. La borghesia protetta di solito ha simpatie naziste. Per quanto semplicistico, questo schema cattura abbastanza la realtà. Non spiega invece – nonostante una diffusa opinione – chicomanda in un dato momento – quest’ultimo è un problema di egemonia, prima di tutto egemonia politica - e poi anche di egemonia culturale.
    In Italia va di moda – sia a destra che a sinistra - l’idea che le idee politiche dipendano non da come uno si guadagna da vivere, ma dal grado di istruzione. L’istruzione è importantissima, ma quando uno deve costruire un modello esplicativo viene dopo.


sabato 16 agosto 2008

classi sociali

Forse, come inclinazione, avrei dovuto fare l’imprenditore. Purtroppo non me ne importa granché dei soldi, e con i soldi ho avuto sempre dei problemi, così mi tocca avere a che fare con impiegatucci (almeno nell’anima) e piccoloborghesi, a cui però interessano le stesse cose che interessano a me – in una parola, la cultura, l’ambito dei piccolo borghesi. Ho sempre avuto simpatia per i proletari, soprattutto per la loro capacità di inquadrare i problemi, e ho passato molto tempo in mezzo a loro – ma senza mai riuscire a sentirmi e a farmi sentire completamente uno di loro.

happy birthday, mamy

lunedì 21 luglio 2008

Walter Siti


Ho letto con piacere l'ultimo "pasoliniano" romanzo di Walter Siti, "Il Contagio". Descrive bene il mondo dei sottoproletari, il misto di nefandezze e purezza che lo caratterizza. Verso la fine il protagonista - dopo questa immersione tra i Lumpen - abiura tutti i principi di correttezza piccoloborghesi. Interessante e vero - però credo che Siti non abbia colto nei sottoproletari un tratto importante: la generosità. Marcello si dà chiaramente senza calcolare quanto otterrà, poco o tanto non gli importa, e in questo è completamente diverso dal borghese che non fa nulla senza pesare accuratamente il suo tornacono - monetario, affettivo, di potere, di piacere. Mio padre diceva "fai il bene e buttalo a mare, che Allah lo raccoglierà"; Marcello non ragiona molto diversamente, fa il bene e lo butta a mare, aspettando che Allah lo ricompensi con il denaro necessario per la cocaina (ovviamente Marcello sa anche che è meglio aiutarsi che dio t'aiuta).
Insomma, Siti è talmente chiuso nell'orizzonte borghese che non si è accorto che la correttezza borghese è necessaria quando i rapporti tra le persone sono di scambio "equo", mentre non significano nulla quando lo scambio è "infinito". E diventa naturale allora anche commettere oscene nefandezze con spito assolutamente puro.