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giovedì 15 novembre 2018

Guerre del re Sole, fuerre di Bush, rivoluzioni

Luigi XIV, per una politica di potenza, impegnò la Francia in una serie di costosissime guerre che gettarono il Paese in un crisi economica che durò ben cento anni e che fu all'origine della Rivoluzione Francese. Non posso non pensare alle guerre di Bush jr, in Afghanistan e Iraq, follemente costose, che sono la causa della crisi disastrosa del 2008 da cui, dieci anni dopo, non ci siamo ancora ripresi. L'America va, ma perché la Cina ha pagato le spese, col risultato che adesso arranca. E non so quali saranno gli sviluppi politici. Per ora i cosiddetti populismo stanno spazzando via la vecchia claasse politica, ma credo che sia ancora presto per trarre conclusioni.

martedì 22 novembre 2011

Spese militari



La crisi nasce dalle spese smisurate per le guerre di Bush e all'Italia basterebbe ritirare i soldati sparsi qua e là per far rientrare nelle casse dello stato l'importo di dieci finanziarie. E se fosse il banchiere Mario Monti a ritirarle, le truppe? Non succederà, il programma del nuovo governo sembra scritto dalla Marcegaglia, ma se dovesse succedere mi piacerebbe sentire i commenti.

sabato 26 febbraio 2011

crise globale

La crise globale a été causé par les instruments de finance derivés et par les titres "toxiques" - cela récite la sagesse conventionnelle. En realité, le systeme un peu baroque de la finance derivée avait deux but: 1) financer le système économique américain, qui avait cessé d'etre en équilibre depuis longtemps, depuis, du moins, le 1975; 2).financer les guerres en Iraq et en Afghanistan, qui ont été les plus couteuses de l'histoire. Encore, le système de la finance derivée était possible seulement car la Federal Reserve créait continuellement de la monnai en baissant les taux et en jouant avec les taux d'échange avec les autres monnaies - avec le résultat net d'un flux de monnai de l'Europe à l'Amérique.

Pur ce qui concerne le premier point, le système économique américaine a pratiquement cessé de croitre quand la frontière s'est fermée. Depuis, la croissance a été soutenue avec des mesures keynesiennes d'endettement publique, mais cela a fonctionnée à peu-près jusqu'au 1975, quand ces mesures ont abouti à une inflaction exponentielle, qui a porté a la fin de la parité dollar-or par Nixon - sur le web il y a une grande discussion sur le role de la monnai qui reconnait l'importance de la fin da la parité or mais qui ne met pas au point la question. Il y a eu après la tentative de libéralisation de Reagan, qui a abouti à la crise de la moitié des '80. et qui a été suivie par la nouvelle politique - inauguré par Clinton - qui est substantiellement une politique d'endettement keynesien, mais qui jou sur le fait que les dettes sont paiés par l'Europe et non par les Etats Unis. Cela est possible car aux USA on crée une énorme quantité de monnaie en baissant les taux, ce qui corréspond à un endettement, mais les dettes sont paiés par l'Europe à travers le taux d'échange du dollar qui est défavorable pour les monnaies européennes, euro compris est qui resulte, comme l'on disait, dans un flux de richesse de l'Europe aux USA.

La finance derivée entrait dans le cadre, car elle a connu un très grand developpement avec la fin de la parité or à la moitié des '70 (la formule de Black-Scholes qui détermine la valeur des derivés date due 1973). Elle est nécessaire pour la création et surtout pour la distribution de monnaie.

Le système fonctionnait assez bien, avec des crises pas très grandes, s'il n y avait eu la guerre en Iraq et en Afghanistan voulu par la bande de Bush. L'Amérique comprenait que sa domination politique et économique était en crise, et relancait en attaquant le coeur de l'Asie. Mais ces guerres ont eu des couts exorbitants, qui ont obligé à accélerer la création de monnaie - jusqu'au point que le système trop forcé s'est retrouvé les quatre fers à l'air.

domenica 13 dicembre 2009

Legge elettorale

Il caos politico culturale e morale italiano è il caos di un vuoto di potere, molto simile a quello della Somalia, conseguente allo sgretolamento della DC e del PSI dopo tangentopoli (e la caduta dei blocchi). Se però solo dello sfaldamento di una classe politica si trattasse, sarebbe ben poco danno – Prodi aveva sostituito egregiamente per ben due volte quella precedente. Il problema vero è la contrapposizione tra i vecchi “poteri forti”, cioè la grande borghesia industriale del Nord-ovest e la chiesa, e i poteri emergenti degli industriali del nord-ovest e forse della mafia imprenditrice. Nel post precedente ipotizzavo che una soluzione potrebbe essere il federalismo, che però, allo stato attuale delle cose, porterebbe probabilmente a una disgregazione del Paese. Un’altra soluzione che mi frulla per la testa – perché ovviamente soluzioni non ne ho – è quella di ridare centralità al parlamento che potrebbe rappresentare il luogo di mediazione tra le varie forze del Paese. Negli ultimi trent’anni ha avuto grande fortuna l’idea anglosassone che l’esecutivo debba essere fortissimo – idea smentita dal perfetto funzionamento della parlamentarissima Germania; sarebbe forse ora di liberarsi di queste posizioni puramente ideologiche. Un parlamento centrale richiederebbe, vista la polarizzazion geografica delle forze in campo, una legge elettorale che rafforzasse le rappresentanze locali. Una tale legge rischierebbe di schiacciare i ceti urbani delle grandi città (quelli progressivi, solitamente), proprio ciò che avviene negli Stati Uniti (il grande peso dato ai piccoli collegi nel sistema elettorale americano permette il persistere e spesso l’egemonia di forze reazionarie come quelle che hanno sostenuto Bush), ma forse un’opportuno disegno dei collegi elettorali potrebbe ovviare al problema. Il Mattarellum, per quanto mostruoso dal punto di vista estetico, in fondo funzionava; mentre il Porcellum garantisce potere quasi assoluto a una minoranza: Lega + Pdl, pur non raggiungendo la maggioranza assoluta dei votanti, hanno una maggioranza bulgara in Parlamento. Questa sproporzione tra rappresentazione nella popolazione e nel parlamento – e non la mancanza di buone maniere - è la vera causa dell’acutezza dei conflitti politici. Purtroppo, disegnare un sistema elettorale decente è ostacolato dal fatto che non bisogna toccare Casini, e anche dal fatto che in questo meraviglioso Paese raramente elaboriamo risposte nostre ai nostri problemi: di solito compriamo i format dagli stranieri.

venerdì 18 settembre 2009

New York


Gli ebrei, dopo duemila anni a fare l’ebreo errante – dando tantissimo alla cultura europea – si sono stufati e sono tornati nella terra promessa, che non è Israele, ma – come dice Moni Ovadia – New York: non a caso il cantore di New York è un ebreo, Woody Allen. Tra l’altro, New York è come a e a un mio caro amico ebreo piacerebbe che fosse la Palestina, una terra dove vivono tutti i popoli e tutte le razze; e dove, tra l’altro, gli ebrei neanche comandano veramente, seguendo in questo la legge mosaica dove solo Dio è re – un re che tra l’altro lascia completa libertà ai suoi sudditi, e che funge più che altro da modello - e agli uomini compete di amministrare la loro vita.
A questo punto, la distruzione del Rockfeller Center – queste erano le torri gemelle – sembra un attacco dei fascisti americani perliberarsi degli ebrei americani. Questo politicamente; la dinamica specifica dei fatti è marginale: il lavoro sporco potrebbero anche averlo fatto degli islamo-fascisti. Ed è possibile, purtroppo, che quello che non è riuscito a Hitler, sia riuscito così a loro. Per il resto del mondo cambia poco, però questo significa che forse l’America non è più il Paese della statua della libertà (statua scolpita a Parigi).