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martedì 8 luglio 2008

Non chiederci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l'ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo


The ideas are the same that a few years later were put forward by Popper (and in fact Montale was influenced by Husserl's phylosophy); the difference is that for Montale this conscience of limits of knowledge is a failure, whereas for Popper and for scientists it is a success.

venerdì 13 giugno 2008

Vuoto

Nel pensiero ebraico, almeno nella versione cabalistica, il dio che crea tutte le cose è non onnipotente (il potere è una questione squisitamente umana), ma totipotente, un po’ come l’ovulo fecondato, che non ha nessuna forma, può dare origine a qualsiasi cellula dell’organismo, alla cellula di un muscolo come a un neurone.
Il mito della creazione greco afferma che in origine era il chaos. Χάόσ non significa “disordine”, ma “vuoto” (da χάινω). Non si sa perché, da questo nulla saltano fuori Gea, la Notte ed Eros, e da questi tre principi si originano tutte le cose. Quindi dal nulla nascono le cose, e quindi in fondo le cose sono nulla, e la filosofia greca in fondo sta tutta qua – e in filosofia non ci siamo spostati di un millimetro, con l’eccezione di Spinoza, ma era ebreo, e forse di Husserl, ma non lo capisco. Probabilmente c’è un errore di logica matematica alla base, evidente nei paradossi di Zenone. I paradossi di Zenone sono molto simpatici, ma si basano sulla confusione tra infinitesimo e zero (dx= 0); se gli infinitesimi fossero zero non potremmo calcolare nemmeno l’integrale ∫dx = k – e abbiamo dovuto aspettare quindici secoli prima di sviluppare l’analisi.