Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post

martedì 7 novembre 2023

Soldi, libertà e berlusconismo

 Berlusconi è riuscito a convincere gli italiani, specialmente quelli delle giovani generazioni, che se hai i soldi puoi fare quello che vuoi. Invece è esattamente il contrario: se puoi fare quello che vuoi. cioè se hai una qualche forma di potere, individuale o collettivo, allora avara ancora i soldi. E va detto che ha avuto gioco facile perché nelle culture del nord è quasi scontato che la libertà è più importante del soldo, mentre per i cattolici la prima cosa sono proprio i denari, forse perché hanno governato storicamente su un Paese molto povero, e in profonda contraddizione con gli insegnamenti del fondatore di quella religione.

Sembra strano quello che dico, cioè che l'ìimportanza eccessiva data alla ricchezza sia un tratto culturale cattolico, ma un liberale, un imprenditore (non assistito) sa benissimo che i soldi alla fine si trovano, se hai le idee e la libertà-


domenica 18 novembre 2012

Giovani

Si sente spesso invocare: "largo ai giovani!". Ma la frase, come quasi tutto ormai, va tradotta, e il senso è "largo ai giovani da noi raccomandati!"

lunedì 16 febbraio 2009

Dr. House


Stavo vedendo, dopo molto tempo, una puntata del Dr. House. House è molto divertente, perché si prende continuamente in giro; ma se si prendesse sul serio - per quanto dal punto di vista medico la aserie sia assai didattica -sarebbe un perfetto fascista. Ai ragazzi piace moltissimo, ma, ahimé, in questa generazione sono un po' tutti vagamente fascisti. Non si può far loro una colpa di questo; il messaggio universale e unico che li ha martellati è: "fatti strada calpestando il tuo vicino"; i ragazzetti, in realtà, hanno rifiutato questo messaggio, ma qualcosa di questo lavaggio del cervello è rimasto loro attaccato.

lunedì 12 gennaio 2009

Onda


I ragazzi della generazione dell’Onda sono cresciuti con pochi contatti con gli altri bambini, che sono diventati pochi, ma immersi nella rete. Passano gran parte dei loro pomeriggi chattando, e delle loro mattinate e sere a scambiarsi messaggini. Questo modo di comunicare è assai diverso da quello a cui sono abituati i più vecchi: nei messaggi delle chat e del telefonino non viene trasmessa infatti il profluvio di informazione non verbale che riceviamo quando parliamo a quattr’occhi o anche al telefono. Quando ci parliamo, gran parte del significato, cioè cosa realmente sta pensando l’altro, viene infatti trasmesso in modo intuitivo e immediato da piccoli movimenti del viso o dal tono della voce; nei messaggi occorre ricostruire il significato con un ragionamento: “se A ha detto questo, e sta a casa, allora significa x, ma se sta dall’amico, significa y”. Al di là di questo, messenger insegna un sofisticato galateo sociale. Una persona invadente (che si “accolla”) o indelicata può, nella comunicazione a voce, compensare la sua invadenza con la simpatia o con il carisma, che sono fenomeni ampiamente non verbali; su messenger appare solo un rompiscatole e un maleducato, e viene presto sconnesso, in modo da dover imparare a contenere la sua invadenza. A conoscerli un po’, i ragazzi hanno grosse difficoltà nei rapporti diretti tra di loro e con i più grandi, mentre mostrano una grande sottigliezza nel ricostruire i contesti sociali. Si tratta, a ben vedere, di qualcosa di simile alla schizofrenia (forse la gioiosa schizofrenia di Deleuze?); lo schizofrenico infatti non è in grado di interpretare i messaggi non verbali, e si basa interamente sul senso delle parole; ma alcuni dei più grandi politici della storia – si pensi a Churchill, a Bismarck, e, nel nostro piccolo, a Cossiga – erano schizofrenici, e proprio il disturbo conferiva loro la genialità nello sciogliere le situazioni politiche più difficili; e anche i ragazzi dell’Onda si sono mostrati di straordinaria maturità politica – mille trappole sono state tese loro, e non ci sono caduti, mille ostacoli sono stati frapposti, e sono stati superati.

In altre parole, l’Onda – che continui oppure che si riveli la solita mobilitazione scolastica di prima delle vacanze di Natale – sembrerebbe la prima manifestazione politica della rete che connette ormai i giovani di tutto il mondo – ma non chi è più grande.