sabato 14 marzo 2026

Giuli e l'arte

 Il ministro Giuli ha fatto due importanti acquisizioni di opere d'arte comprando per un prezzo tutto sommato neanche altissimo un Caravaggio a un Antonella da messina, ma invece di essere apprezzato è stato da molte parti criticato non si sa bene perc hé se non per il fatto che lo scontro politico è stato sostituito dal tifo calcistico, per cui la squadra avversaria è il male assoluto. A parte Mussolini nessuno è il mael assoluto. 

Perè c'è un perè. Antonello e Caravaggio sono superstar, non so se il ministro sarebbe stato così solerte nel comprare che ne so un Carracci o un Lotto per non parlare di  un Ercole Roberti che il vasto pubblico non conosce. Non credo sia nenache un problema di farsi pubblicità con nomi comprensibili, credo che ci sia la mancanza di una politica culturale che vada al di là dello spettacolare. Giuli si atteggia a intellettuale, ma (potrei dire una sciocchezza) mi sembra che non abbia una cultura molto solida specialmente in un campo minato come l'arte in cui al contrario abbiamo avuto e abbiamo delle grandissime personalità spesso oscure o poco conosciute. Potrei sbagliarmi, magari questo lavoro paziente c'è, però vedo la stessa cosa nelle mostre che si svolgono a Roma, anche molto valide, ma tutte basate su quei soliti quattro o cinque nomi spettacolari senza un tantativo di fornire una vera analisi critica. Mi ha molto stupito per esempio la mostra sulle opere del Kunsthistorisches Museum a palazzo Cipolla, che una volta faceva mostre poco frequentate ma di grandissimo valore scientifico e che adesso anche esso si è convertitot alla asocietà dello spettacolo. A Vienna ci si arriva con due ore di aereo e lo stesso Kunsthistorisches non può essere ridotto a una sfilata di capolavori. Tutto il ruolo dei committenti, del tessuto di artisti anche minori, la temperie culturale viene compeltamente svalutata da questo che sostanzialmente non è altro che feticismo.

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