Sui social i post sull'uso corretto dell'italiano vanno di moda quasi quanto i gattini. L'impressione che ho è che le persone che li postano non abbiano poi tutta questa padronanza della nostra lingua. Per esempio (parlo dopo l'ascolto di diversi parlanti ossessionati dal congiuntivo) mi sembra che molti non conoscano le regole sull'uso del congiuntivo (che implicano la distinzione tra reale possibile e impossibile) ma semplicemente usino questo modo verbale quando il verbo segue determinate congiunzioni.
Un altro caso interessante è la famosa polemica su petaloso, che la crusca, nella risposta alla maestra che era rimasta colpita da questo neologismo (perché di questo si trattava) infantile, definiva corretto formalmente ma non accettabile in quanto non in uso. Le reazioni sono state molto fastidiose, non tanto perché segnalavano una certa supponenza (cioè di saperla più lunga della Crusca) unita alla incapacità di comprendere la sottigliezza degli accademici, che erano riusciti a unire delicatezza nei confronti di un bambino con una sintesi rapidissima della vecchia discussione tra grammatica normativa e grammatica descrittiva - quanto perché ancora una volta indicano scarsa padronanza dei mezzi linguistici - un parlante smaliziato usa qualche volta neologismi (il padre della Ginzburg nel famoso romanzo ne inventava a bizeffe ed era professore universitario).
L'Italia era fino a pochissimi anni fa divisa tra élites numericamente limitatissime e una immensa massa di contadini analfabeti. Furiose lotte sociali unite all'intervento di una borghesia illuminata (e anche la necessità di avere una forza lavoro più alfabetizzata in una società tecnologica) hanno garantito a queste masse l'accesso all'istruzione - solo che un po' la vergogna delle umili origini, un po' la mancanza di consapevolezza hanno fatto sì che queste moltitudini di recente alfabetizzazione pensino di aver raggiunto chissà quale livello solo grazie ai loro sgorzi individuali - non diversamente dall'impiegatuccio dal bottegaio e dall'industrialotto che pensano di essersi guadagnati i quattro soldi che hanno e non di aver sostanzialemnte ricevuto - da Craxi in poi - un mare di sussidi. Il fenomeno è generalizzato, ed è strettamente legata all'ascesa del populismo, con il suo mostruoso miscuglio di disumanità mancanza di umanità maschilismo e razzismo gli ex poveri di solito sono terribili, come ci raccontava Pasolini.
domenica 18 novembre 2018
The resurrection of kiingdoms
The traditional view of biological kingdoms - animals and plants - is that plants are immobile and animals mobile. Later it was added the conditions that plants are immobile and photosynthetic, and thus fungi, which are immobile but non-photosynthetic become a new kingdom in tis own.
There is a large number of unicellualr organisms which are of dubious position, however: microscopic algae are often very mobile and Euglena can shift from photosyntehtic to heterotrphic mode of life- The new kingdom of protists was thus erected to account for these uncertainities.
The rise of molecular phylogeny revolutionised the field: protists are in fact a very heterogeneous assemblages of groups of diverse affinity and fungi are closely related to animals. Both could be suspected from biochemistry (for instance fungi and animals share glycogen and chitin) and from morphology. We should speak of at least a dozen of kingdoms instead of the original two.
But recent advances in phylogenomics have however simplified the picture: there are only three big groups of eukaryotes: Diaphoretyks which include all plants (apart euglena and allied) and most protozoans; Excavates which includes Euglena and a few parasitic protozoans, and Amorpheaea which include Amoebae, Animals and Fungi. It is even possible that the suprgroups are only two, unikonts (with one flagellum in their cells, like in the spermatozoon of animals) and dikonts (with two flagella like spermidia of most plants and the largest part of protozoans). It is like that plants (dikonts) and unikonts (animals and fungi) are a resurrection of the old division, but with fungi in fact immobile animals, and with emphasis shifted to photosynthesis (which can anyhow be lost in many groups like many protozoans) and reproduction (dikonts have usually complex life cylce which lack in animals and fungi; it is a curse of courses of botany the sutdy of the complex cycles of algae and plants).
There is a large number of unicellualr organisms which are of dubious position, however: microscopic algae are often very mobile and Euglena can shift from photosyntehtic to heterotrphic mode of life- The new kingdom of protists was thus erected to account for these uncertainities.
The rise of molecular phylogeny revolutionised the field: protists are in fact a very heterogeneous assemblages of groups of diverse affinity and fungi are closely related to animals. Both could be suspected from biochemistry (for instance fungi and animals share glycogen and chitin) and from morphology. We should speak of at least a dozen of kingdoms instead of the original two.
But recent advances in phylogenomics have however simplified the picture: there are only three big groups of eukaryotes: Diaphoretyks which include all plants (apart euglena and allied) and most protozoans; Excavates which includes Euglena and a few parasitic protozoans, and Amorpheaea which include Amoebae, Animals and Fungi. It is even possible that the suprgroups are only two, unikonts (with one flagellum in their cells, like in the spermatozoon of animals) and dikonts (with two flagella like spermidia of most plants and the largest part of protozoans). It is like that plants (dikonts) and unikonts (animals and fungi) are a resurrection of the old division, but with fungi in fact immobile animals, and with emphasis shifted to photosynthesis (which can anyhow be lost in many groups like many protozoans) and reproduction (dikonts have usually complex life cylce which lack in animals and fungi; it is a curse of courses of botany the sutdy of the complex cycles of algae and plants).
Cos'è la destra cos'p la sinistra
Quello che dicono le (orride) destre è purtroppo vero: le persone di sinistra credono, spesso, di essere meglio del resto del mondo. E questo spiega, probabilmente, perché comandano Trump e Salvini e non Morales e Castro. Lenin era umilissimo e lui la rivoluzione l'ha fatta, non l'ha solo millantata.
giovedì 15 novembre 2018
Guerre del re Sole, fuerre di Bush, rivoluzioni
Luigi XIV, per una politica di potenza, impegnò la Francia in una serie di costosissime guerre che gettarono il Paese in un crisi economica che durò ben cento anni e che fu all'origine della Rivoluzione Francese. Non posso non pensare alle guerre di Bush jr, in Afghanistan e Iraq, follemente costose, che sono la causa della crisi disastrosa del 2008 da cui, dieci anni dopo, non ci siamo ancora ripresi. L'America va, ma perché la Cina ha pagato le spese, col risultato che adesso arranca. E non so quali saranno gli sviluppi politici. Per ora i cosiddetti populismo stanno spazzando via la vecchia claasse politica, ma credo che sia ancora presto per trarre conclusioni.
Onestà
Tra rubare un euro e guadagnare un milione onestamente gli italiani, ovviamente, preferiscono rubare un euro. Li fa sentire più fichi.
Democrazia moderna democrazia ateniese
Ho l'impressione che stia succedendo al mondo quello che successe alla democrazia ateniese: sta diventando una cretinocrazia in mano ai demagoghi.
Viene l'amaro in bocca pensando ai milioni che sono morti o sono finiti in prigione per farla, la democrazia.
Viene l'amaro in bocca pensando ai milioni che sono morti o sono finiti in prigione per farla, la democrazia.
lunedì 12 novembre 2018
Fagiolini
Massimo Fagioli si atteggiava a grande innovatore, ma non aveva fatto altro che prendere il concetto di istinto di morte del vecchio Freud e banalizzarlo. E banalizzando un concetto difficile lo ha reso comprensibile anche ai poveretti, guadagnandosi un successo di massa. A me personalmente piace di più il profondissimo Freud di Al di là del Principio del Piacere, vecchio e ormai ampiamente disilluso sul potere salvifico della psicanalisi, però un buon volgarizzatore forse merita il suo posto in paradiso. E siccome non esiste una psicanalisi giusta per tutti, ma una psicanalisi giusta per ciascuno, forse qualcuno se ne è giovato qanche.
domenica 11 novembre 2018
Comunisti degli anni '50 e post-verità
Leggendo i post sui social si ha la strana impressione che siano tornati i comunisti degli anni '50: se il partito dice che devo mettermi le mutande in testa è giusto mettersi le mutande intesta. Anche l'aria vagamente orwelliana dell'epoca della post-verità non è casuale: Orwell satireggiava la assoluta indifferenza ai fatti e alla logica del militante comunista.
Educazione, istruzione, literacy
Le rilevazioni della scuola (PISA, Invalsi ecc) pongono l'accento sulle competenze scientifiche e matematiche. ho dei forti dubbi al riguardo. Il linguaggio logico matematico della scienza è complesso e soprattutto lontanissimo da quello naturale, e richiede anni per essere padroneggiato. Competenze di base (a parte quelle elementarissime come le operazioni fondamentali e la conoscenza di alcuni animali e piante ecc.) in matematica e scienze è un po' come competenze di base in latino: senza un sacco di studio non si capisce né la logica della lingua né si è in grado di leggere niente, neanche Fedro. Il risultato è che la matematica è considerata impossibile 8perché fatta a un livello troppo basico) e le scienze inutili (idem).
Quello che la scuola dovrebbe fare è insegnare la lingua (scritta). La cosa era evidente nel medioevo, dove la lingua dei colti era una lingua morta, e credo sia chiara nel mondo arabo dove l'arabo scritto è bassato sull'arabo classico che non è parlato. E va detto che il liceo non insegna la lingua. C'è un dottorando mio carissimo amico, con un ottimo curriculum, che è completamente incapace di fare l'analisi logica di una frase. E il fatto che non la insegni non è casuale: il liceo gentiliano si rivolgeva ai figli dei laureati, che la lingua l'avevano già acquisita in casa. E quando la scuola è diventata di massa si sono fatte millemila riforme, introducendo le innovazioni più fantasiose e pirotecniche e d'avanguardia, ma nessuno si è preoccupato del problema fodnamentale: come insegnare la lingua a italiana a persone che come lingua madre hanno il dialetto o al massimo la lingua televisiva (che è una non lingua)?
A dire il vero ci sono scuole che questo problema lo affrontnano e lo risolvono brillantemente, e sono gli snobbati istituti professionali. I ragazzi entrano i nqueste suole esprimendosi spesso con versi (quasi letteralmente e senza offesa, in quanto vengono da un background pochissimo letterato) e escosno che non sapranno forse scrivere un poema ma riescono a parlare un italiano corretto e articolato. Come avvenga non so, ma probabilmente non è neanche difficile.
In sintesi, non è casuale che gli anglosassoni dicano education per istruzione e literacy per cultura: la cultura è proprio saper leggere e scrivere (nelle varie lingue, che sono spesso proprie di ogni disciplina).
Quello che la scuola dovrebbe fare è insegnare la lingua (scritta). La cosa era evidente nel medioevo, dove la lingua dei colti era una lingua morta, e credo sia chiara nel mondo arabo dove l'arabo scritto è bassato sull'arabo classico che non è parlato. E va detto che il liceo non insegna la lingua. C'è un dottorando mio carissimo amico, con un ottimo curriculum, che è completamente incapace di fare l'analisi logica di una frase. E il fatto che non la insegni non è casuale: il liceo gentiliano si rivolgeva ai figli dei laureati, che la lingua l'avevano già acquisita in casa. E quando la scuola è diventata di massa si sono fatte millemila riforme, introducendo le innovazioni più fantasiose e pirotecniche e d'avanguardia, ma nessuno si è preoccupato del problema fodnamentale: come insegnare la lingua a italiana a persone che come lingua madre hanno il dialetto o al massimo la lingua televisiva (che è una non lingua)?
A dire il vero ci sono scuole che questo problema lo affrontnano e lo risolvono brillantemente, e sono gli snobbati istituti professionali. I ragazzi entrano i nqueste suole esprimendosi spesso con versi (quasi letteralmente e senza offesa, in quanto vengono da un background pochissimo letterato) e escosno che non sapranno forse scrivere un poema ma riescono a parlare un italiano corretto e articolato. Come avvenga non so, ma probabilmente non è neanche difficile.
In sintesi, non è casuale che gli anglosassoni dicano education per istruzione e literacy per cultura: la cultura è proprio saper leggere e scrivere (nelle varie lingue, che sono spesso proprie di ogni disciplina).
Alternanza scuola lavoro
L'idea alla base della famigerata alternanza scuola lavoro non era di per sé malvagia: i ragazzi escono dal liceo in possesso sostanzialmente di un elenco di parole, ma non sono in grado di fare niente, il che per un imprenditore è esiziale. Fare non va inteso solo in senso manuale - anche manipolare mentalmente degli oggetti senza seguire una procedura prefissata consiste nel fare. Del resto la scuola gentiliana, una scuola già preistorica nel 1923 che non è mai stata messa in discussione nel suo impianto dalle millemila riforme, partiva da due presupposti 1) fare è compito delle plebi, mentre l'intellettuale deve ripetere la verità ricevuta 2) tranne un piccolo numero di avvocati medici e ingegneri gli altri diplomati andranno a fare gli impiegati, il che significa persone che ricopiano testi e riempiono moduli, senza che sia necessario capire cosa ci sia nel modulo e nel testo. Ovviamente questo poteva funzionare nell'Impero Romano, ma non in una società postindustriale, in cui anche a un impiegato è richiesta diciamo una dose di creatività.
Il problema è che dal dire al fare c'è di mezzo il mare, specialmente se una riforma della scuola la fai scrivere ai cattolici popolari, che sono altamente imprenditoriali però con i sussidi statali. Lèinsegnante è il merstiere più difficile del mondo, diceva Freud (insieme con il genitore e lo psicanalista) e io stesso, che pure ci ho riflettuto moltissimo, non saprei assolutamente cosa fare. Credo che la riforma della scuola superiore si faccia all'università, perché molti dei laureati finiscono a fare gli insegnanti, ma di più non saprei.
Il problema è che dal dire al fare c'è di mezzo il mare, specialmente se una riforma della scuola la fai scrivere ai cattolici popolari, che sono altamente imprenditoriali però con i sussidi statali. Lèinsegnante è il merstiere più difficile del mondo, diceva Freud (insieme con il genitore e lo psicanalista) e io stesso, che pure ci ho riflettuto moltissimo, non saprei assolutamente cosa fare. Credo che la riforma della scuola superiore si faccia all'università, perché molti dei laureati finiscono a fare gli insegnanti, ma di più non saprei.
mercoledì 7 novembre 2018
Natura matrigna
Gli alberi caduti a Roma e soprattutto in Veneto a causa del minitornado dei giorni scorsi hanno suscitato i commenti più vari. A Roma in particolare si è data la colpa non all'eccezionalità dell'evento meteorologico ma alle mancate potature. Per quanto il verde romano sia effettivamente trascurato, per quanto la maggior parte dei platani sia effettivamente cariata, e per quanto le critiche siano spesso velate da antipatia per l'attuale giunta comunale, nulla mi toglie dalla testa che ci sia di fondo l'idea che la natura e particolare le piante siano "pericolose". Del resto se i romantici tedeschi e inglesi esaltavano la natura, uno dei pochi romantici italiani (Leopardi) pensava che fosse matrigna.
domenica 4 novembre 2018
Rogo dei libri
Pasolini diceva che quello che non erano riusciti a fare i fascist (fsascistizzare l'Italia) c'erano riusciti i democristiani. Più o meno negli stessi anni Bradbury dice che quello che non erano riusciti a fare i nazisti (bruciare tutti i libri) era riuscito a farlo la televisione.
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venerdì 2 novembre 2018
neoDC
I grillini sono sostanzialmente dei neodemocristiani (il discorso in realtà vale anche per la Lega ma la cosa merita un discorso a parte). E in fondo non mi stupisce: agli italiani ,per lo meno quelli al di sopra dei 30 anni, tangentopoli non è mai andata giù. Capirai, a modo suo era una rivoluzione! cioè quello che il nostro popolo detesta e non ha mai voluto fare, unico tispetto a inglesi francesi americani russi cinesi ....).. E l'ultimo trentennio sostanzialmente è stato un rimpiangere gli anni '80, l'epoca dei sussidi e dell'evazione fiscale (cioè della privatizzazione della ricchezza pubblica - Andreotti, uno degli inventori di quel capolavoro diceva che l'Italia è un apese povero di gente ricca).
Quello che mi stupisce è che un partito neoD abbia potuto vincere le elezioni presentandosi come una forza moralizzatrice. Qualche volta stavo per cascarci pure io. Va detto che la DC non aveva facebook e no nera guidato da un web influencer (Casaleggio) cioè un manipolatore di social.
E se andiamo a vedere le politiche . sussidi, lottizzazione della televisione, condoni, liberismo sfrenato ma non dichiarato - sono assolutamente neodemocristiane. Ci sono tre differenze: i democristiani erano molto colti, i democristiani avevano la carità cattolica, e non pensavano di avere sempre ragione.
Quello che mi stupisce è che un partito neoD abbia potuto vincere le elezioni presentandosi come una forza moralizzatrice. Qualche volta stavo per cascarci pure io. Va detto che la DC non aveva facebook e no nera guidato da un web influencer (Casaleggio) cioè un manipolatore di social.
E se andiamo a vedere le politiche . sussidi, lottizzazione della televisione, condoni, liberismo sfrenato ma non dichiarato - sono assolutamente neodemocristiane. Ci sono tre differenze: i democristiani erano molto colti, i democristiani avevano la carità cattolica, e non pensavano di avere sempre ragione.
Hitler
Il fatto che lo stesso popolo che ha prodotto Beethoven si sia buttato nelle braccia di Hitler può risultare un po' un mistero (su cui la scuola di Francoforte si è lungamente arrovellata) ma si basa su un meccanismo semplicissimo. Hitler (che odiando se stesso odiava tutti) diceva ai tedeschi che erano tutti merde e essere maltrattati ai tedeschi piaceva, per il compiacimento masochistico così fondamentale per l'uomo e scoperto da Dostojevsky in un secolo in cui tutto sembrava tendere al progresso e riscoperto un po' dopo da Freud come istinto di morte. E se si considera che le tendenze masochistiche sono spesso particolarmente sviluppate nelle persone di alta moralità, allora paradossalmente il popolo tedesco, dalla moralità profondissima 8e disperata) risulta il più vulnerabile a queste mostruosità.
Poi non bisogna dimenticare che il nazismo sorse per evitare che in Germania avvenisse una rivluzione comunista (che avrebbe significato la vittoria definitiva del socialismo sul capitalismo), ma la spiegazione politica si colloca a un livello diverso da quella psicologica. In un popolo con un'altra psicologia Hitler ci sarebbe stato ugualmente, e sarebbe stato ugualmente terribile, ma le forme di questo terrore sarebbero state diverse, forse meno raccapriccianti.
Poi non bisogna dimenticare che il nazismo sorse per evitare che in Germania avvenisse una rivluzione comunista (che avrebbe significato la vittoria definitiva del socialismo sul capitalismo), ma la spiegazione politica si colloca a un livello diverso da quella psicologica. In un popolo con un'altra psicologia Hitler ci sarebbe stato ugualmente, e sarebbe stato ugualmente terribile, ma le forme di questo terrore sarebbero state diverse, forse meno raccapriccianti.
Nazismo
Quelli preoccupati del razzismo dilagante (ormai sembra una preoccupazione minoritaria) spesso fanno appello, come terapia, alla cultura. Il che è certo vero, ma non dimentichiamo che il nasismo, cioè il peggio di tutto (è stato veramente il peggio immaginabile) non è sorto in Algeria, è sorto in Germania, cioè nel paese di maggior cultura di tutti i tempi, e che i colonialisti che incutevano spaventose sofferenze alle popolazioni extraeuropee spesso erano gentlement raffinatissimi. Di atrocità è costellata la storia (e la preistoria) ma quello che rende intollerabili gli orrori moderni è anzi proprio il fatto che siano stati programmati e realizzati "scientificamente". La violenza è brutta, ma rimane umana, la sopraffazione cerebralizzata è mostruosa, e in questo senso informa l'intera società moderna, non solo le sue degenerazioni patologiche.
Io non so quale sia la vera terapia. Gli orrori tipo nazismo mi sembrano sostanzialmente una forma di hybris, ma gli antichi, che temevano moltissimo la vendetta degli dei non erano certo teneri.
Io non so quale sia la vera terapia. Gli orrori tipo nazismo mi sembrano sostanzialmente una forma di hybris, ma gli antichi, che temevano moltissimo la vendetta degli dei non erano certo teneri.
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