mercoledì 24 agosto 2016

Creazionismo, darwinismo, deriva, Piovani

Mi piace la sincerità con cui Telmo Piovani, il nostro Dawkins, difende il darwinismo. Però ho il sospetto che gli sfugga la, diciamo così, struttura logica dell'evoluzione.

Primo: evoluzione significa semplicemente cambiamento (nell'ottocento il termine italiano era di solito "trasformismo"): Si può avere evoluzione per deriva genetica (che non è minimamente darwiniana), oppure per trasmissione di caratteri acquisii (che sembrano impossibili, anche se l'epigenetica potrebbe rappresentare un'eccezione): Del resto il gruppo delle Scienze negli anni '80 era ferocemente lamarckiano e antidarwiniano, e pubblicizzava i libri di Serrmonti, feroce antidarwiniano.

Secondo, al paragrafo 7 Pievani afferma che cambiamenti di pressione selettiva causano modificazioni delle frequenze di una certa variante in una data popolazione. Il problema è che questa affermazione, la formulazione sintetica del darwinismo, non è falsificabile, ma non è falsificabile perché è necessariamente vera o se vogliamo è quasi una tautologia. Pressione selettiva significa mortalità, e ovviamente differenze di pressione selettiva (non cambiamenti a essere rigorosi) necessariamente significano cambiamenti di frequenze se esiste più di una varietà

Dacciamo un esempio numerico: ho 10 A e 10 B (frequenze 0.5 e 0.5). Se muoiono 1/3 di A e 1/2 di B alla seconda generazione ho 3 A e 5 B (frequenze 0,3 e 0,6). Alla generazione successiva ho 1 A e 3 B (frequenze 0.26 e 0.74) finché A non si estingue.

Questa relazione, difficile da padroneggiarese espressa a parole ma facilissima se espressa con un esempio numerico (o in formule), come tante leggi economiche che sono trasparenti in formule e oscure a parole, è assolutamente necessaria Se ci sono differenze di mortalità costanti necessariamente si ha microevoluzione.

Però un fenomeno matematicamente necessario potrebbe non esistere in natura se non sono verificati i presupposti. Un centauro con tre gambe non potrebbe camminare velocemente, il problema perà è che non esistono i centauri. In termini evoluzionistici il problema è: esistono realmente differenze di mortalità? la cosa non è assolutamente scontata perché un cambiamento di frequenze (osservato, come nel caso della farfalla melanica) potrebbe dipendere da deriva genetica (o altri meccanismi non ancora escogitati). Qui l'importanza degli esperimenti sui fringuelli. In un certo senso non provano la selezione, escludono la deriva genetica, e come dice Sherlock Holmes, una volta escluso l'impossibile quello che rimane è vero. Nel caso della selezione è ancora più vero, perché data mortalità differenziale, l'evoluzione è marematicamente necessaria.

Detto questo, Piovni dice anche "Associata a questa critica inconsistente ve n’è un’altra non meno risibile: quella secondo cui non vi sarebbe prova empirica del passaggio da cambiamenti microevolutivi (molecolari, genetici) a cambiamenti macroevolutivi". Però nonostante l'articolo sia interminabile, non dice perché risibile, il che vuol dire che è in difficoltà. Infatti a rigore non abbiamo una prova che per esempio la comparsa delle piume nei dinosauri non fosse dovuta a deriva genetica. Anche se ovviamente sembra assai improbabile. Però l'argomento che abbiamo è che un carattere così importante per la sopravvivenza non sia legato a mortalità differenziale, ancora una volta una prova logica, non empirica.


Io personalmente non sono un fanatico della selezione, ho l'impressione che ci debba essere qualcosa dui abbastanza simile a quello che propongono Lewontin e Gould, cioè che la selezione su un carattere comporti l'evoluzione di tutta una serie di caratteri neutrali ma correlati al primo (che poi è un'ipotesi che Darwin fa nell'origine della specie per l'occhio). Però sono un fanatico dell'evoluzione, anche a me sembra che ci sia qualcosa di grandioso in questa visione della vita per cui dalle forme più semplici si sviluppano infinite forme meravigliose (mentre il fissismo mi sembra veramente l'album delle figurine). E l'evoluzione è un concetto diverso dalla selezione naturale (ci insegnavano evoluzione per selezione naturale). E l'evoluzione, come dice un mio giovane amico, è un fatto. Basta mettere i fossili del cavallo in fila, o anche i fossili dell'uomo. Poi se uno non vuol guardare nel cannocchiale, liberissimo. Se poi pensa che tra Australopithecus afarensis e Homo habilis manca l0anello mancante non sarà mai soddisfatto, perché se venisse scoperto un intermedio tra i due, Z, allora mancherebbe l'intermedio tra Z e Homo habilis e così all'infinito. Una specie di paradosso di Zenone.



domenica 14 agosto 2016

Lagrange. Heisenberg, Feynamn, determinimso

Lagrnage sosteneva che, utilizzando le leggi della meccanica scoperte da Newton, conoscendo la posizione e la velocità di ogni particella dell'universo si sarebbe potuto calcolare tutto il futuro e tutto il passato. E non si limitò a enunciare la possibilità, sviluppò una funzione matematica, detta appunto lagrangiana, che permette di trattare in modo relativamente facile i sistemi di molte particelle.

Mancava solo la possibilità di specificare posizione e velocità di ogni atomo, il che non era possibile nel '700 ai tempi di Lagrange. Quando questo però divenne possibile, i fisici si accorsero che proprio la lagrangiana dava infinite soluzioni, che è la base matematica del principio di indeterminazione di Heisenberg. Dal punto di vista storico in realtà du prima scoperto - empiricamente - il principio di indeterminazione, e solo molti anni più tardi la formulazione della meccanica quantistica in termini di lagrangiana (da Feynaman), ma l'ordine logico è esattamente l'opposto.

Infinito, mondo, matematica

Come al solito la lezione di Daverio è estremamente interessante. Il punto fondamentale, mi sembra, è che sia possibile raggiungere una conoscenza scientifica completa del mondo (scrivere l'equazione del mondo). Gli scienziati non lo dicono ma pensano che ci siamo quasi arrivati, Io però penso che probabilmente il mondo è infinito, anzi, infinitamente infinito (come i numeri reali rispetto ai numeri razionali) e quindi sostanzialmente qualsiasi equazione, qualsiasi algoritmo, descriverà sempre un infinitesimo del mondo.



giovedì 23 giugno 2016

Sintesi

Marx dice che il comunismo è quel movimento reale che fa la sintesi dialettica dello stato di cose presenti. Di solito questa frase famosa viene tradotta con !"abolisce", ma in tedesco è aufhebt, che significa sintesi dialettica. Un'interpretazione diffusa ma errata pensa che il comunismo (e la rivoluzione) si situino nel momento dell'antitesi - che è anche più facile, basta fare il contrario di quello che esiste - ma la sintesi è assai più difficile. La sintesi spesso  prende la forma di un rovesciamento dialettico, ma non è sempre così.

lunedì 13 giugno 2016

Piccolo dizionario marxiano II

Critica: Critica è un termine kantiano molto usato da Marx. Significa approssimativamente mantenere i risultati cambiando i fondamenti. Per esempio, la critica di Feuerbach mantiene i risultati (dio è una proiezione dei nostri desideri) cambiando i fondamenti in fondamenti materialistici,.

Critica dell'economia politica: questa espressione è il sottotitolo del Capirale (oltre che di un libretto preparatorio alla grande opera). Per il significato di critica vedi; quello che vorrei chiarie è chi è l'economia politica: Adamn Smith. In sostanza il capitale dice che il capitalismo, che si riprometteva di portare la ricchezza alle nazioni, in realtà porta povertà, caduta tendenziale del saggio di profitto fino alla stagnazione (cosa già ammessa da Smith) e crisi ricorrenti. Smith non viene quasi mai citato da Marx nella sua vasta opera, anche nei Grundrisse gli accenni sono brevissimi, ma è il convitato di pietra di tutto il suo lavoro. Purtroppo se non si è letto o per lo meno non si conosce Smith l'economia marxiana, che ne reappresenta sostanzilamente l'antitesi, è abbastanza incomprensibile.

Rivoluzione: rivoluzione non significa fare tabula rasa e ricominciare da capo, come pensava Nietzsche e come si pensava negli anni '70: etimologicamente e logicamente rivoluzione significa rovesiamento, cioè mettere sopra quello che sta sotto, oppure (equivalentemente) invertire i rapporti di dipendenza. Quando la claasse subalterna prende il potere, rovescia i rapporti tra le classi, e questo comporta un cambiamnento più profondo e radicale che se si distruggesse tutto. Quando Copernico sposta il centro del sistema solare dalla terra al sole compie una oggettiva rivoluzione che cambierà completamente, come diretta conseguenza, la fisica, portando alla nascita della fisica moderna. La rivolzuione copernicana è un rovesciamento dialettico e un ottimo esempio di Aufhebung.

Rovesiamento dialettico: un tipo particolare ma molto comune in Marx e Hegel di sintesi dialettica è il rovesiamento dialettico, che si ha quando un'antitesi dipende dalla tesi. Se AT<-t -="" a="" accorge="" antitesi.="" cambiamento="" certo="" che="" ci="" consiste="" dal="" dall="" del="" di="" dialettica="" dialettico="" dipende="" dipendere="" far="" fare="" forma="" i="" il="" importante="" la="" logico="" ma="" marx="" materiale="" meno="" mentre="" nel="" nella="" non="" padrone="" per="" pu="" punto="" rovesiamento="" se="" servo-padrone="" servo="" si="" siccome="" tanto="" tesi="" un="" una="" vista="">padrone
che viene a dipendere dal servo. La rivoluzione è un tipo di rovesciamento dialettico.
Sintesi dialettica (Aufhebung). Aufheben significa letteralmente togliere; nei testi marxiani viene solitamente tradotto con abolire. In realtà il senso reale è "spostare il punto di vista". La triade dialettica consiste infatti nella tesi, nell'antitesi che ne è il suo perfetto contrario, e nella sintesi (Aufhebung) che consiste nel riconsiderare il problema da un altro punto di vista (che dà origine a una nuova coppia tesi-antitesi).

Destra e sinistra

Se destra è il partito dell'alta borghesia, sinistra il partito del proletariato, i partiti che rappresentano il ceto medio (attualmente essenzialmente i 5stelle) hanno ragione a dire di non essere né di destra né di sinistra.

In realtà è sinistra chi sta dalla parte del più debole; quindi i 5 stelle sono di sinistra quando lottano contro la cosiddetta casta, e di destra quando sono contro gli immigrati o i gay (anche se le loro posizioni al riguardo sono assai poco chiare)

martedì 7 giugno 2016

Piccolo dizionario marxiano I

Marx, nonostante le apparenze, va molto di moda, specialmente su social. Mi accorgo però che molti dei commenti, per quanto validi e utili, sono fatti da persone che non padroneggiano bene la dialettica. In effetti, anche se Marx fa riferimenti qua e là del procedimento dialettico, dà per scontato che uno conosca questo metodo (che deriva da Hegel) nella sua forma materialistica.
In effetti, chi conosce la dialettica tende a leggere Marx in un modo molto più sottile del solito. Lacan, per esempio, che pure era un conservatore, utilizza massicciamente concetti marxiani, anche se questi sono in una forma in cui possono apparire irriconoscibili; Jeremy Rifkin, che non è certo comunista, anch’esso si basa sui concetti eonomici marxiani, anche se anche in questo caso in una forma apparentemente irriconoscibile. Chi non conosce la dialettica tende invece a reiterare sostanzialmente le frasi di Marx (perché in fondo ne capisce la forma ma non il contenuto reale).


Anarchia: Marx non parla mai di forme di governo o di diritto, in quanto queste derivano dalla composizione delle classi. Però un bellissimo libro di Engels – ma chiaramente suggerito nelle linee fondamentali di Marx – si chiama la nascita della famiglia, della proprietà privata e dello stato. Parla di antropologia (molti marxisti pensano che l’antropologia sia sempre al servizio del colonialismo, ma evidentemente non sanno che esiste questo libro), ma implicitamente il titolo suggerisce che come famiglia proprietà rprivata e stato sono nati, così un giorno finiranno. E il comunismo comincia proprio quando proprietà privata famiglia e stato scompaiono. Non a caso Lenin (in Stato e Rivoluzion) afferma che i comunisti hanno lo stesso scopo degli anarchici – si potrebbe addirittura sostenere – paradossalmente . che il marxismo è una varietà di anarchia storicista e economicista.

Astratto: Nel linguaggio comune astratto significa grosso modo figurato, mentale, mentre concreto significa fisico. Nel linguaggio della dialettica marxiana il significato è completamente diverso. Concreto è l’unità di tutte le determinazioni, mentre astratto è ciò che non sintetizza tutte le determinazioni. Il concetto si capisce facilmente con un esempio. “Il sole è caldo” è una singola determinazione, e perciò è estratto; il sole è giallo è una singola determinazione, “il sole è una stella” è una singola determinazione e quindi astatta. “Il sole è una stella di media grandezza” è concreto in quanto unisce queste tre determinazioni: stella, gialla, calda. Ovviamente possiamo pensare ad altre determinazioni (il sole sta al centro del sistema solare) che non sono comprese in questa  sintesi di determinazioni, anzi, possiamo aggiungere un numero infinito di determinazioni, per cui il movimento dall’astratto al concreto (movimento reale) è potenzialmente infinito: il reale è un limite (il reale è l’impossibile come diceva Lacan).

Materialismo: Nel linguaggio comune materialista è chi pensa che esiste solo la realtà fisica, ma nel linguaggio marxiano materialista è chi pensa che il reale sia concreto (vedi ).

Movimento reale: il ciclo dialettico passa dall’astratto al concreto e poi di nuovo all’astratto. Però un ciclo può avvenire in due sensi: partire dall’astratto e arrivare al concreto oppure partire dal concreto e arrivare all’astratto. Nel primo caso si ha il materialismo (vedi) nel secondo caso l’idealismo (Hegel, ma in realtà quasi tutta la filosofia occidentale).



Cultura di governo

La DC rimproverava sempre al PCI di non avere cultura di governo. Era un argomento piuttosto sofistico, ma evavno perfettamente ragione - appare del tutto evidente adesso che al governo ci stanno, per quanto trasformati in PD post-bersaniano neoliberista. Renzi - al di là del contenuti, nel metodo è estremamente approssimativo. L'arroganza stessa, il lasciatemi lavorare, è tipico di chi il potere non l'ha mai avuto e improvvisamente gli è piombato addosso - i caporali sono arroganti, i generali mai, perché sanno prima di tutto che il potere viene e va, e poi che la base del potere è, in fin dei conti, il consenso.

mercoledì 25 maggio 2016

Venezuela and oil

The price of oil has drastically rised. This occurred in coincidence with the demise of the Bolivarian government in Venezuale, and this is not casual. Price of oil was traken artificially low by Saudi Arabia in order (in their words) to outcompete noncompetitive producers - read to destroy the economy of Venezuela and cause the collapse of the government. Now the mission is accomplished and oil can return to healthier prices (still low, since it sholud reprzsent a stimulus for the struggling Western economies.

domenica 15 maggio 2016

Tutto comincia da 1

Leggevo una pubblicità che dice "tutto comincia da zero". In realtà tutto comincia da 1 - 0 resto eternamente 0.

venerdì 13 maggio 2016

Philosophers have only variously interpreted the world

I read on wikipedia the famous 11th thesis on Feurbach translated as "The philosophers have only interpreted the world, in various ways. The point, however, is to change it", but in german it reads as Die Philosophen haben die Welt nur verschieden interpretiert; es kommt aber darauf an, sie zu verändern.which could better be translated as "Philosopher have variously only interpreted the wordl; now their task is to change it".

This thesis has two meaning (since it is a dialectic synthesis): politics need philosophers (as already stated by Plato) but also that philosophy can be greatly benefit form politics.

martedì 10 maggio 2016

Cerco un centro di gravità permanente

"Cerco un centro di Gravità Permanente" di Battiato è un po' come le "Demoiselle d'Avignon": spiega in modo estremamente chiaro (per chi sa guardarlo) tutto quello che farà dopo.


Sommi cretini

Ho letto definire renzi il sommo cretino. Ma non c'è nulla di nuovo nella logica del potere in Italia. Proprio il fatto che è inetto legittima il suo potere. Se fosse intelligente e capace in fondo non ci inchineremmo a lui, ma alla ragione e all'utilità, invece ci inchiniamo al suo potere non solo senza ragione ma addirittura contro ragione. Ma fosse solo Renzi! Il potere in Italia funziona sempre in questo modo - con una breve parentesi durante la guerra fredda, in cui non si poteva scherzare. Ubu Roi era un dilettante al confronto

Attacco globale. crisi finanziaria

In un post precedente collegavo la riforma della scuola italiana con quella - del tutto analoga - messicana e mi chiedevo se non fossimo in presenza di un attacco globale contro gli elementi sociali delle democrazie liberali.

Anche se la strategia non mi è per nulla chiara, alcuni punti stanno diventando più delineati. Il - sostanziale - colpo di stato in Brasile contro Dilma Roussef, i prezzi del petrolio tenuti artificialmente bassi dall'Arabia Saudita (su mandato americano) che ha provocato il collasso del Venezuela, sono del tutto paralleli alla "rottamazione" renziana del settore socialdemocratico del PD che in questo momento sta investendo soprattutto Roma con l'attacco radicale alle forme di autogestione "riconosciuta" che caratterizzavano la vita culturale della città dai tempi di Rutelli e Veltroni (Dal Verme, palestra popolare di San Lorenzo ecc.).

Essenzialmente è un attacco agli elementi socialdemocratici nella sfera di ingluenza american (Italia e Sud America). Per il Sud America penso che si tratti del fatto che, dopo una lunga fase in cui le energie statunitensi erano tutte concentrate sul Medio Oriente, adesso, nel momento in cui Obama si è sostanzialmente ritirato da quello scenario. E' quindi possibile "riprendersi" il sud America perduto. Però alla spiegazione politica potrebbe affiancarsene una economica. Il sistema economico mondiale è infatti ormai una faase di crisi di sovrapproduzione (stagnazione) strutturale, da cui non sembra esserci via di uscita, né con le tecnologie informatiche, né con le politiche monetarie che sono arrivate al punto dei tassi di sconto negativi. Può darsi che dalla crisi si pensi di uscire con la depredazione delle risorse pubbliche, una specie di eldorado. La depredazione però è rischiosa: l'oro saccheggiato dagli Spagnoli nel 500 causò un'inflazione tale da mandare in crisi totale l'economia spagnola per circa cinque secoli.

martedì 26 aprile 2016

Pasolini e la grazia dei semplici

Pasolini sosteneva di non sopportare chiunque avesse un titolo di studio superiore alla terza media, in quanto la scarsa istruzione conferisce una certa grazia che si perde con la scolarizzazione per essere riacquistata solamente a livelli altissimi di sapere. Per quanto effettivamente i semplici abbiano una grazia particolare, quale errore in questa pur grande intuizione! La grazia di cui parla Pasolini è quella che nasce dal non possedere nulla, e solo indirettamente è correlata con il grado di istruzione. GLi operai, con cui Pasolini aveva poca domestichezza, posseggono quella stessa grazia dei pastori e dei contadini molto poveri (a quella si riferisce) pur essendo un po' più scolarizzati, in quanto non poratno il fardello della proprietà.