Prediligi le alicette marinate di cui ingolli quantità inverosimili
a ogni ora del giorno e della notte. Più volte Aldiligo, il tuo
acerrimo nemico, ha tentato di aggiungere un potente veleno alla
agognata pietanza ma ogni volta un effluvio impercettibile, un
insensibile segnale delle papille gustative ti hanno fatto sventare
l’attentato e consegnare il fellone nelle sicure mani della polizia
giudiziaria. Si tratta infatti di tentato omicidio parainternzionale
con l’aggravante dell’adulterazione di materie prime essenziali,
per cui sono previste pene severe e misure draconiane.
Ti pasci
immancabilmente di guano di cammello, certo che in quell’escremento
disgustoso si celi il segreto dell’eterna giovinezza. Adduci
infatti che un particolare dittero che si nutre solamente di quelle
feci possa vivere fino a tre anni, diversamente dalle poche settimane
di vita delle congeneri, e che dove cadono le fatte del gibboso
animale l’erba cresca rigogliosa e verde per tutto l’anno come se
non conoscesse stagioni. Quando sei satollo di questo pasto
abominevole, conservi come una preziosa reliquia gli avanzi in
sacchettini di organza bianca con un nastrino d’oro che riponi in
un madia decorata a colori vivaci appositamente destinata alla
bisogna.
Agglutini materiali
allotri ed eterogenei in una fanghiglia liquidescente di coloree tra
il vermiglio e l’ostro, che applichi ai lombi e all’inguine come
un unguento prezioso, e proclami orgoglioso “solo questa tinta
sublime appaga le mie pupille, solo questo effluvio mesto di cloaca e
di morta scaturigine mi si confà, solo questa consistenza
vomitevole questa tessitura grumosa e spiacevole mi si addicono”.
Per il suo
compleanno volevo regalare a Ornella un babirussa.
Un babirussa, che
carino! Con la nuda pelle irta di rade setole e il grugno adorno di
lunghe zanne ricurve!
Purtroppo al negozio
mi hanno detto che li avevano terminati e ho dovuto ripiegare su una
tiara d’ora tempestata di gemme.
Che disappunto! Che
scorno!