Io non ho peli sulla lingua! Dico asino al bue e cornuto al somaro,
sfrego i pitoni con sapone di marsiglia per eliminare il lezzo
vomitevole di rettile, e avvolgo i ghiri intorno a lunghi fiammiferi
svedesi per riporli nelle confortevoli scatolette dove possano
passare serena,emte il letargo.
Qual è il tuo nome
atroce? Il mio nome non è atroce, il mio nome è Atroce. Me lo
impose la mia nonnnetta quando neonato emettevo peti disgustosi e
intollerabili e piangevo con un falsetto gutturale che strideva alle
orecchie come il gesso sulla lavagna. I miei genitori avrebbero
voluto chiamarmi Clodoveo, ma la nonnetta Agata fu irremovibile:
Atroce fu la scelta e Atroce fu.
Un pedofilo mi ha
seguito al parco guatandomi con occhio lùbrico!
Ma hai 76 anni!
I vecchi sono come
bambini!
Ti pasci dunque di
soncide oleraceo! Come preso da un dissennato furore ne inghiotto
golosamente un mannello dietro l’altro, e quando con la lingua
sfioro avido le rrorbide fronde una folgore mi trafigge e come
un’estasi mi percuote i lombi.