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martedì 20 settembre 2011

Rendite

Il capolavoro dei democrsitiani è stato di passare al capitalismo senza abolire le rendite feudali - un capolavoro che non è riuscito in nessun paese del mondo, e a cui pensava Pasolini quando parlava di sviluppo senza progresso. In America, per esempio, i ricchi non pagano sostanzialmente tasse, però non usufruiscono di servizi pubblici; in Italia non pagano sostanzialmente tasse, e insieme usufuriscono di servizi pubblici - l'evasioen fiscale si configura quindi come un gigantesco sussidio ai privilegiati. Prodi aveva tentato di iniziare ad intccare le rendite - programma eminentemente liberale - con il risultato che ha gettato nel panico la destra rentière e la sinistra - per tradizione non certo liberale.

mercoledì 19 novembre 2008

Fannulloni


Il ministro Brunetta ha definito l’Italia un Paese dominato dalle rendite, dai poteri forti, dai fannulloni. Sono perfettamente d’accordo con questa analisi; purtroppo sono proprio i titolari di rendite, i poteri forti, e i fannulloni che sono andati al governo. Di per sé non ci sarebbe niente di nuovo sotto il sole – chi ha soldi e potere vuole tenerseli – la cosa grottesca è che quando i titolari di rendite, i poteri forti e i fannulloni accusano gli altri dei loro vizi – usano il termine “sinistra” per indicare gli altri – sono assolutamente in buona fede, perché sono del tutto convinti di essere alacri lavoratori, di non essere protetti, di non avere potere, e proiettano i loro vizi sugli altri. Si tratta di un fenomeno analogo alla psicosi, che consiste proprio in un allontanamento dalla realtà – in genere causato o dalla megalomania o dai complessi di inferiorità, e co-causato dagli sbalzi di umore.
In altre parole, non basta più la politica, occorre la psichiatria

giovedì 4 settembre 2008

nuovi Trimalcioni

Scrivevo che Trimalcione, tanto disprezzato non solo dagli intellettuali del tempo ma credo da tutti i contemporanei, avrebbe potuto anticipare il capitalismo e quindi la Rivoluzione Industriale di 15 secoli, se non avesse preferito diventare un rentier – se avesse affermato i suoi valori invece di adeguarsi a quelli del tempo. Mi chiedevo anche chi sono i nuovi Trimalcioni, che disprezziamo proprio perché uomini nuovi. Credo che la risposta vada cercata nei poveracci, che qualcuno ha chiamato “neoproletari”, che vivono di sogni – la maggica Roma, comprarsi le Nike, diventare velina o calciatore. Già da molto tempo ci siamo accorti che il tardo capitalismo non vende più cose, ma sogni – forse converrebbe prendere sul serio questo cambiamento, ma sono il primo a non sapere come debba essere affrontato. Il keynesismo nacque da un cambiamento di prospettiva, dal considerare l’indebitamento dello stato - fino a quel momento per la saggezza convenzionale un orrore, anche perché era stato un bel problema per i monarchi assoluti dal XV al XVIII secolo - come un fattore positivo di crescita dell’economia.
Certo è che i nuovi Trimalcioni non sono i ricchi, che non vivono più né di rendita né di investimento e forse neanche più di sfruttamento o di rapina, ma di fumo, con cui coprono una montagna di debiti – arriverà il momento in cui il fumo leggero e inebriante si dissolverà, e la montagna ci apparirà in tutta la sua durezza, e ci sarà il ritorno alla realtà agognato dai fautori dell’”autenticità”. Eppure, forse, proprio questa massa smisurata di debiti, sottratti al controllo di quei personaggi - questi sì ormai al di fuori della realtà - che giocano con hedge funds derivati e futures – tanto le spese ricadono sui poveracci - potrebbe iniziare un nuovo ciclo – ma non chiedetemi come, sto ragionando su un’analogia, non su un modello

mercoledì 3 settembre 2008

La Cena di Trimalcione



La cena di Trimalcione, l'unico brano completo del Satyricon di Petronio, ridicolizza il liberto arricchitosi favolosamente, ignorante e volgare. E' la satira della decadenza di Roma, e ancora lo leggiamo così. Recentemente l'ho riletto - Petronio è un grandissimo scrittore - e mi ha colpito un passo che non ricordavo, in cui Trimalcione racconta la sua storia. Ha iniziato facendosi prestare i soldi dalla moglie e li ha investiti nel commercio, all'inizio ha avuto dei rovesci che hanno rischiato di rovinarlo, ma poi le speculazioni hanno cominciato ad andare sempre meglio, espandendo enormemente la sua ricchezza. A questo punto, dice, preferì non tentare oltre la fortuna e si ritirò dai commerci vivendo della rendita dei suoi terreni. Sembra una frase insignificante, ma significa che Trimalcione, un emprunteur, quindi un capitalista a tutti gli effetti, si era ritirato dall'impresa per diventare un latifondista, un rentier. In altre parole, i molti Trimalcioni di Roma stavano per far nascere il capitalismo già nel II secolo d.C., e si sono fermati probabilmente proprio perché si vergognavano delle loro speculazioni - proprio quello che gli imputa Petronio. Abbiamo dovuto aspettare 1500 anni per arrivare alla Rivoluzione Industriale. E in mezzo abbiamo dovuto avere il Medioevo.




Chissà chi è, oggi, il Trimalcione che prendiamo in giro, e quale nuova fase di sviluppo dell'umanità bloccherà il suo ritirarsi dalla scena.