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martedì 31 marzo 2020

Psichology

Today we are all obssessed with our mind. But it seems strange to me that psichology as a science and a philosophy us very recent stuff - actyallu it dates to the end of 19th century. Today we rthink to the discovery of unconscious by Freud. but the attempts to understand the mind scientifically  (and Freud believed to be a scientist,  not a philosopher) all begun in the late 19th century, probably as a aconsequence of the creation of large mental hospitals. But also in philosophy the study of the mind is very recent: Nietsche thought that nobody before him had addressed the problem of the psyche and in fact the ancient philosophy and religion did not address the mind, but the soul.

domenica 1 aprile 2018

L'invenzione del cristianesimo

Carino questo testo - e tra l'altro è grosso modo quello che è successo -  però l'autore probabilmente è poco familiare con i giochi di potere e i complotti reali - che si fanno prendendo un gruppettino insignificante e facendolo gonfiare in modo che si contrapponga alle forze veramente rivoluzionarie - spesso però poi il gruppettino fa da solo - Hamas era un gruppetto finanziato da Israele ed è divenatto poi il suo maggior nemico.

Il finale (nietzchiano) direi che ne è la riprova. Uguaglianza e libertà sono idee decisamente ebraiche - l'antico testamento ne è inzuppato - lontanissime dalla mentalità greco-romana (pernso alla democrazia ateniese, in cui il concetto di uguaglianza non esisteva proprio, esisteva il concetto di molti, come dice tucidide), ed era il pensiero anche degli zeloti, quelli che facevano veramente paura ai romani e contro i quali i romani finanziarono i primi cristiani, dopo averli infiltrati (da personaggi come Paolo che però credo facesse il doppio gioco). In fondo la storia di Pilato che cerca di salvare cristo e degli ebrei (in realtà degli zeloti) che scelgono Barabba dice proprio questo, e credo che anche il tradimento di Giuda abbia a che fare con questa storia

domenica 20 maggio 2012

Barbari

Non molto tempo fa Baricco, in una serie di articoli su “Repubblica”, annunciava sulla fine dell’era cominciata all’inizio del XIX secolo col romanticismo e ammoniva dell’arrivo dei barbari, che sostituiscono la superficie alla profondità. Mi sono ricordato di questi testi leggendo le ultime pagine di “Le Parole e le Cose” di Foucault, in cui, dopo aver analizzato l’epoca “classica” (XVII-XVIII secolo) studiava le basi della cultura dei secoli XIX e XX, e scorgeva nella filosofia di Nietzsche l’annuncio della fine della configurazione epistemologica nata negli ultimi anni del XVIII secolo. “Più che la morte di Dio, - o piuttosto sulla scia di questa morte … - quello che Nietzsche annuncia è la fine del suo uccisore; è la frantumazione del volto dell’uomo nel riso, e il ritorno delle maschere, la disperione della profonda rincorsa del tempo da cui si sentiva trasportato e di cui sospettava la pressione nell’essere stesso delle cose, è l’identità del Ritorno dell’Uguale e dell’assoluta dispersione dell’uomo.” E’ un testo degli anni ’60 – contemporaneo quindi dei lavori di Andy Warhol – ma letto oggi sembra descrivere con precisione scientifica la scomparsa del regno della profondità e la nascita di quello della superficialità. Mi era già venuto il sospetto che Nietzsche fosse il profeta dei nostri tempi. Nietzsche è gettonatissimo, infatti, tra i ragazzi del liceo.

sabato 4 luglio 2009

Aphorysmata

Enim quae scribo aphorysmata, quasi Nietzschiania simulacria, nisi Nietzsche a systemate fugiat, ego ad systematem progrediar. Tamen, systema meus non sicut cathedralis – a Nietszche abhorrita - sed retie.

domenica 28 giugno 2009

cicli

Nel film “The Millionaire” – di cui ho parlato altre volte – la storia segue un andamento ciclico, simile all’eterno ritorno nietzscheano – ma Nietzsche prende l’eterno ritorno dagli antichissimi veda. Credo che i cicli nascano dal fatto che ognuno ha una sua legge, e che quindi tenda a interagire con il resto del mondo fondamentalmente sempre secondo lo stesso schema; se la legge del soggetto è però sempre la stessa, sempre diverse sono le interazioni, cosicché i cicli successivi non sono mai uguali ai precedenti. Questa visione ha il limite di essere statica; le risposte che il soggetto dà alle sfide che il resto del mondo gli pone modificano, anche se lentamente, la legge del soggetto, che così evolve – forse la dialettica è un tentativo di rappresentare questa evoluzione del soggetto.

venerdì 18 luglio 2008

guerra

Risolvere un difficile problema dà la stessa scarica di adrenalina che dà la guerra. Ma quest’adrenalina, per chi la conosce, lascia un retrogusto amaro – si dice che i pugli diventino signori. I greci sono stati i più grandi esaltatori della guerra, ma già nell’Iliade avevano dei dubbi: solo un professore tedesco di filologia poteva pensare che la psiche umana si riducesse alla volontà di potenza.

mercoledì 16 luglio 2008

massoni


Oggi va molto parlare delle sette segrete. La cosa mi annoia un po’, perché dal punto di vista politico che le sette segrete ci siano o non ci siano cambia ben poco – i signor che ne fanno parte comanderebbero ugualmente anche se fossero organizzari in altro modo più essoterico. Il punto del problema è che questi signori – massoni, illuminati, rosacroce, skull & bones, ecc. – sono, come dice un mio amico carissimo, al di là del bene e del male – non loro soltanto, oggi tutti sono al di là del bene e del male, Nietzsche è il grande vincitore dello scontro del novecento. In antico si pensava che distinguere il bene e il mare fosse una virtù immediata dell’anima – il fatto è rimastro nei film giudiziari americani, in cui si dice “è capace di distinguere il bene dal male” per intedere “è sano di mente?”. Con l’avvento della modernità ci si è accorti che l’idea era piuttosto ottimistica, e quando questa consapevolezza si è fatta strada, gli amanti delle verità assolute, invece di imparate a trattare con le difficoltà che nascono dalle cose incerte, si sono buttati sul nichilismo. Insomma, è sempre il solito problema che molti non riescono ad accettare la solidità di verità incerte e finite, credendo che la verità valga solo quando è assoluta, eterna, infinita (cioè quando coincide con dio – guarda dove si va ad annidare questo personaggio). Essere al di là del bene e del male sembra il massimo del moderno, ma in realtà è il massimo dell’antico.

noumeno

Nietzsche critica Kant per il concetto di noumeno. Il problema di fondo, suo e di altri, è che vedono il noumeno come qualcosa, quando il noumeno è un non-qualcosa, un limite alla conoscenza che è interno alla conoscenza stessa e sempre si ripresenta esattamente come l’orizzonte più viene avvicinato e più si allontana.
Nietzsche non è stato il solo, anzi, ma è esemplare perché l’abbandono del noumeno porta direttamente al nichilismo. Agli esami di stato, i ragazzini portavano tutti Nietzsche, e ci saraà un senso che va al di là del fatto che si tratta di un autore meno “tecnico” per esempio di Hegel e di Kant. Il nichilismo del postmoderno è l'aria in cui questi ragazzetti sono nati.

martedì 24 giugno 2008

Nichilismo


Nietsche dice in fondo soltanto che il mondo non ha assolutamente nessun senso, e che bisogna di ciò mettersi l'anima in pace. Giustamente aveva capito che i greci prima di socrate la pensavano esattamente come lui.

Il nichilismo nietzschiano ha gli stessi pregi del sistema tolemaico: salva tutte le apparenze (cioè corrisponde con ciò che si vede), è logico, e ha il solo difetto di essere falso. Il mondo infatti è pieno di senso, solo che si faccia lo sforzo di vederlo in movimento, e non staticamente (come facevano i greci).

L'insensatezza del mondo corrisponde sostanzialmente all'indipendenza tra le cose - non siamo molto lontani dalle monadi senza finestre.