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martedì 18 marzo 2025

Proletari

 I proletari in fondo non hanno mai voltuo il potere, del potere non gliene importava niente (importa invece moltissimo alla borghesia): Lenin si è inveentato il partitto essenzialmente per costringere i proletari a prendere il potere. Quello che i proletari volevano era studiare, e tutto sommato almeno in alcuni paesi con lotte furiose ci sono riusciti. Volevano il sapere per capire, non per trovare lavoro, e siccome questo spaventa il potere stanno cercando di modificare la scuola in modo che non sia finalizzata alla consocenza ma a trovare lavoro.

domenica 3 dicembre 2023

Berlusconi e il cattolicesimo

 Da qualche parte dicevo che Berlusconi ha convinto i giovani che i soldi danno il potere, quando è ovvio il contrario,, cioè che il potere dà i soldi. Però pensandoci bene mi sono reso conto che l'idea in fondo è squisitamente cattolica, e Berlusconi ha avuto facile gioco nel convincere gli italiani di quello che in fondo, da buoni cattolici, pensavano già - i cattolici quando vedono soldi e sesso non capiscono più niente. 

giovedì 20 maggio 2021

Macchine

 Le macchine, per quanto possano sembrare intelligenti, sono decisamente stupide (per ora). Però la - se i bammbini sono tutti geni - una bella fetta dia dulti ha rinunciato alla sua intelligenza per obbedire a un padrone ed è ben contenta adesso di obbedire a una stupida macchina,

mercoledì 2 dicembre 2020

Destra e principio di non contraddizione

 E' di oggi la notizia che un politico di ultradestra ungherese, in pubblico acerrimo nemico degli omosessuali, facesse gigantesche orge maschili. Ci stupisce sempre come la destra non si curi del principio di non contraddizione. La cosa però non è illogica. Il principio di non contraddizione è uno degli strumenti principali se non lo strumento principale per la conoscenza razionale della verità, ma per la destra la verità non si conosce razionalmente, verità è quello che l'autorità decide che sia.

mercoledì 27 maggio 2020

Disciplina

Disciplina non significa ma obbedire ma darsi una regola di comportamento. E anzi quelli che sono abituati ad obbedire spesso mancano di disciplina, perché la regola la prendono da un altro. la profonda indisciplina del popolo italiano è strettamente legata con secoli di servità - forse se arrivasse finalmente un governo democratico per davvero diventeremmo seri come lo furono i partigiani e come più o meno siamo stati durante il lockdown.

domenica 30 settembre 2018

Semafori

A Roma c'è un numero di semfaori inspiegabile con le necessità del traffico. Si spiega con il ragionamento del pizzardone e dell'italiano: "tu vuoi decidere da solo quando passare? Ma cosa ti sei messo in testa - devi aspettare che IO ti dò l'autorizzazione.

Questurini

Il Messaggero di oggi, nelle pagine di Roma, descrive con toni apocalittici un "ave" (in realtà una normalissima festa) alla Sapienza. Il giornale di Caltagirone non meriterebbe grande attenzione se non esprimesse un sentire ahimé diffuso. Se infatti i rave (quelli veri) in Germania Svezia e Svizzera sono pubblicizzati dalle autorità di governo (sulle coste atlantiche di Europa l'approccio dello stato è diverso più informale ma analogo) e se De magistris, che ha dichiarato i centri sociali bene comune qui è un fatto iperardicalissimissimo mentre in Mittleueropa è un'ovvietà non a Berlino ma nelle più sperdute campagne della cattolica Baviera, l'Italia non perde occasione di ricordarci che è fondamentalmente un apese di bigotti e questurini. Li descrive benissimo "il Marchese del Grillo", specialmente se si toglie di mezzo la fastidiosa figura di Sordi che recita un uomo di mondo che proprio non esiste: sempre inginocchiati a farsi il segno della croce.

tra l'altro anche la sottolineatura "illegale" che fa tremare la piccola borghesia italiana (quella francese che forse è anche più reazionaria no per esempio) va interpretato: illegale in un paese dove vige la rule of law significa che non rispetta le leggi, in Italia significa che non rispetta l'autorità - e cìè un abisso, perché la aseconda interpretazione è medievale (come la Chiesa del resto).

sabato 30 settembre 2017

Capo

Il capo è prima di tutto colui che difende la sua tribù nei momenti di difficoltà. In questo senso è colui che decide nello stato di eccezione schmittiano. In Italia abbiamo sempre pensato che è un despota che non si cura dei suoi subalterni, col risultato di aver avuto quasi sempre macchiette ridficole, maligne e vendicative.

martedì 7 giugno 2016

Cultura di governo

La DC rimproverava sempre al PCI di non avere cultura di governo. Era un argomento piuttosto sofistico, ma evavno perfettamente ragione - appare del tutto evidente adesso che al governo ci stanno, per quanto trasformati in PD post-bersaniano neoliberista. Renzi - al di là del contenuti, nel metodo è estremamente approssimativo. L'arroganza stessa, il lasciatemi lavorare, è tipico di chi il potere non l'ha mai avuto e improvvisamente gli è piombato addosso - i caporali sono arroganti, i generali mai, perché sanno prima di tutto che il potere viene e va, e poi che la base del potere è, in fin dei conti, il consenso.

martedì 10 maggio 2016

Sommi cretini

Ho letto definire renzi il sommo cretino. Ma non c'è nulla di nuovo nella logica del potere in Italia. Proprio il fatto che è inetto legittima il suo potere. Se fosse intelligente e capace in fondo non ci inchineremmo a lui, ma alla ragione e all'utilità, invece ci inchiniamo al suo potere non solo senza ragione ma addirittura contro ragione. Ma fosse solo Renzi! Il potere in Italia funziona sempre in questo modo - con una breve parentesi durante la guerra fredda, in cui non si poteva scherzare. Ubu Roi era un dilettante al confronto

giovedì 24 dicembre 2015

Autorità e potere

Il potere sveglia, l'autorità rincoglionisce. Questo è vero per chi lo subisce, ma soprattutto per chi lo eseercita.

lunedì 27 aprile 2015

Cultura

Ci inventiamo di tutto per far piacere il sapere alla gente: trasmissioni culturali, riforme scolastiche, mostre. Ma se è vero che sapere è potere, il sapere serve a chi ha almeno un po' di potere, a chi è meramente esecutore serve assai a poco e difficilmente lo cercherà. Se dessimo alla gente il potere,  non sarebbe neanche necessario farla studiare. Le idee sono nell’aria, bisogna solo aver voglia di assorbirle.

martedì 23 dicembre 2014

Il potere logora chi non ce l'ha

Il potere logora chi non ce l'ha. Bisognerebbe che tutti ce l'avessero.

giovedì 26 giugno 2014

Sapere e potere

Sapere è potere, dicevano le nonne. Più concretamente, la Chiesa ha avuto per due millenni un immenso potere fondato appunto solamente sul sapere - che infatti vorrebbe tenersi tutto per se, sconsigliando i giovani di studiare e invitandoli ad andare a lavorare. Sullo stesso argomento, Tremonti affermava che la cultura (il sapere) non si mangia. Anche il potere non si mangia

martedì 28 maggio 2013

Machiavellismo

Machiavelli bene o male è uno dei padri del pensiero laico, in un Paese, l'Italia, in cui i laci sono pochissimi. Il principe è fondamentalmente un appello a Lorenzo il Magnifico per unificare l'Italia. Mi sembra però che anche i più vicini al sentire di Machiavelli -  che era repubblicano e patriota - forse non lo capiscano pienamente. Si dice che per Machiavelli la politica debba seguire una morale diversa da quella corrente, ma qual è questa morale? Spesso si dimentica che tutta la prima parte del "Principe" è una critica degli esereciti mercenari e una difesa dell'esercito di leva. E in questa parte sta il vero senso teorico del "Principe": la politica è guerra. In guerra non tutto è pemesso, anche se la morale di guerra (e i codici di guerra) sono diversi da quelli di pace: le atrocità non sono ammesse neanche se portano alla vittoria, è permessa la frode ma non la slealtà, i nemici si possono uccidere ma ogni combattente deve essere rispettato, ecc. L'idea in realtà non è nuova: un re è legittimo o per eredità, o perché ha conquistato un regno in guerra. Non a caso a Napoleone sconfitto a Waterloo venne lasciato il regno dell'Elba - un po' era uno sberleffo, un po' nasceva dal fatto che ormia il titolo di re se l'era conquistato per diritto di guerra.
La novità  - immensa - è che se abbiamo diversi attori in guerra, possiamo studiare scientificamente le leggi che portano al prevalere di una parte o dell'altra, cosa che non sarebbe possibile se il potere discendesse da dio come sosteneva San Paolo o se avesse una legittimazione morale.

Personalmente penso che non solo la guerra debba essere superata, ma che in fondo lo sia già stata. Machiavelli resta un faro, ma servirebbe un nuovo Machiavelli che ci insegnasse quali sono le leggi della politica in un regime di pace. Le leggi della guerra spesso erano dure, ma erano leggi del cambiamento. Abbiamo molta giurisprudenza, molti principi, ma nessuno che ci permetta di gestire il cambiamento in tempo di pace.

mercoledì 17 agosto 2011

Aura

In a recent post I wrote that pieces of art that don't share power don't have aura. Does this mean that art is not intrinsic in the piece of work, but is in the eye of the watcher, not the individual eye, but in the collective eye?

lunedì 15 agosto 2011

Aura


At last I visited the MAXXII, because I wanted to see the exposition of Michelangelo Pistoletto - a great artist, would he be born outside Italy, he will be famous as Damien Hirst or Jeff Koons, but perhaps he doesn't care. The museum is dedicated to italian art after 1980, and I was impressed by the fact that the fine works here exposed are often very poetic, but they lack the aura that I instead found in a work of the Chapman - one of the two only foreign artists present. What is thus aura? The works of the italian artists were more creative, and the fightful figurines of Chapham are somewhat artistically cheap, but probaby they are more relevant, since they tell us something important about the XXth century. And since their quotation are much higher, so that they share the aura of power.

lunedì 25 agosto 2008

Roma


“Chi arriva a Roma da altre città, soprattutto se del Nord, fatica a capire il misto di cinismo, rassegnazione e ironia con il quale il popolo romano considera la sfarzosa, padronale presenza della Chiesa. Con il tempo si comprende che l’atteggiamento è figlio di una superiore concezione della Storia. (…) In fondo, per i romani è soltanto la seconda volta (dopo l’Impero). La città è convinta di poter sopravvivere un giorno anche alla fine della Chiesa e nel frattempo continua a coltivare i suoi costumi pagani, precristiani, eterni. Si è sempre protetta e conservata così da ogni potere, che per i romani si identica con l’inganno. Tutto il potere materiale di cui per secioli ha goduto e ancora oggi gode la Chiesa ha come origine un documento falso, la famosa Donazione dell’Imperatore Costantino.” (Cruzio Maltese, La Questua)

Purtroppo, il potere non è solo inganno, ma soprattutto violenza – violenza di togliere le tue cose, di ferirti, di ucciderti. I cileni, nel 1972, avevano smesso di credere all’inganno, e sono stati eliminati fisicamente.