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giovedì 6 giugno 2024

Elezioni in Sud Africa

 Sulle recenti elezioni in Sudafrica i commenti si sono incentrati sul fatto chel'African national Congress, il partito di Mandela, per l prima volta ha perso la maggioranza assoluta. Ma in realtà quello che è successo è che l'asse politico si è spostato a sinistra, con i partiti radicali che hanno avuto un ottimo successo. E qualcosa di abbastanza simile è successo in India.

L'occidente va a destra mentre isl sud del mondo va a sinistra?

lunedì 24 maggio 2021

Rock

I grandi concerti rock sono essenzialmente una messa- e del resto la musica africana da cui il rock deriva era in essenza la loro religione.




venerdì 14 giugno 2019

Arte africana e arte del medioevo

Leggevo su un libro di arte africana che in questo continente non esiste l'arte per l'arte e che quelle opere che estrapoliamo per porle nelle collezioni hanno sempre un significato pratico e religioso. Se è per questo il discorso vale esattamente negli stessi termini per l'arte del medioevo, in cui infatti non esiste ancora il concetto di artista o meglio non esiste il concetto di artista come distinto da quello di artigiano. Forse in realtà il discorso vale per l'arte tutta, e l'eccezione sarebbe rappresentata dall'arte classica e dalla sua ripresa in occidente in età moderna.

martedì 30 ottobre 2018

Boscimani, italiani, capitalismo, uguaglianza, comunismo, Fabri Fibra

tempo fa ascoltavo una trasmissione radiofonica in cui alcuen femministe sostenevano che nella pur egualitaria società dei boscimani tuttavia le donne occupavano una posizione subordinata. La cosa non mi convinceva, non tanto perché va contro parzialmente all'idea di comunismo primitivo di Marx, quanto perché nella società boscimane non c'è sostanzialmente differenziazione di ruoli tra uomini e donne (a parte l'uso di armi) e i rapporti sono vermane egualitari. Mi misi dunque a leggere un testo di antropologia sui boscimani. La sorpresa fu grande: anche se l'autore presentava quella oscietà come assolutamente egualitaria, sostanzialmente come una forma di comunismo primitivo, emergeva chiaramente dalla documentazione presentata e soprattutto dai discorsi degli informatori che i rapporti sono tutti asimmetrici, anche se in un modo paradossale per un occidentale (chi dà + in una condizione di inferiorità rispetto a chi riceve, a differenza di quello che succede in occidente): Da una parte questa asimmetria rovesciata (più dai e meno prendi) mi ricordava curiosamente l'Italia, dall'altra non mi convinceva che il concetto di comunismo primitivo (che Marx probabilmente traeva dallo studio delle comunità rurali tedesche, non da Rouseau) non mi sembrava sbagliato. Dopo averci pensato a lungo credo di aver trovato la soluzione: la società boscimane è assolutamente egualitaria e decisamente comunistica dal punto di vista economico (tutti i beni materiali sono condivisi) dall'aoltra è profondamente diseguale e asimmetrica dal punto di vista sociale. In un certo senso è lo specchio rovesciato delle società occidentali, in cui nonostante tutto si ha un'estrema uguaglianza sociale e una assoluta e radicale disuguaglianza economica (col risultato di riuscire a unire l'oppresione e la licenza): La società boscimane è quindi molto istruttiva per noi: ci insegna che occorre l'uguaglianza sociale unica con l'eguaglianza economica - cosa più facile a dirsi che a farsi a dire il vero; nella società boscimane stessa l'asimmetria di rapporti garantisce l'uguaglianza economica: i giovani e gli abili cacciatori sono in condizioni di inferiorità rispetto agli anziani.fisicamente deboli, il che impedisce l'accumulazione e mantiene l'equilibrio tra produzione e potere. Nel capitalismo l'accumulazione distrugge l'uguaglianza e nel socialismo si crea invece una specie di accumulazione di potere in chi è incaricato di gestire la società non controbilanciata da un potere economico.

Per quanto riguarda la società italiana la società boscimane, a cui quella italiana assomiglia moltissimo, permette di capire meglio le parole (geniali va detto) di Fibra: più dai (nella sfera economica) e meno prendi (in quella sociale). Nel capitalismo più dai nella sfera economica emeno prendi in quella economica, ma è il contrario in quella sociale,. E questa fondamentale contraddizione o forse fraintednimento spiega perché l'economia italiana si arricchisce ma non decolla mai, rimanendo sempre una società di elemosine e tributi, non di produzione e distribuzione.

venerdì 17 agosto 2018

Arte , sezione aurea, proporzioni

Se si confrontano una statua greca con le meravigliose state di Ife (inizialmente si credette che fossero opere greche, in quanto era impossibile che dei selvaggi avessero creato tali capolavori) si nota un naturalismo meno perfetto nelle sculture africane, soprattutto una scarsa proporzione t ra le parti del corpo che probabilmente è voluta (in quanto enfatizza il volto) ma che è anche collegata alla mancanza, nell'arte africana, dell'interesse per la matematica che avevano i greci e che li portò alla scoperta della sezione aurea come fondamento delle proporzioni del corpo umano (il partenone, che è fondato sulla sezione aurea, è la rappresentazione astrattissima di un corpo umano).

sabato 4 febbraio 2017

Geniuses are stealers

Picasso said that good artist copy but geniuses steal. The reason is that cubism was not invented by him, but by African artistis. The "demoiselles d'Avignon" pays hommage to Africa in the ugly mask on the right (in fact it is unvolountarily a short hisotry of African art, from the striking realism of Ife and Nok cultures to the almost abstract art of Yoruba)




But Picasso was too modest (as often geniuses are): 1) first of all, everybody thought that African masks and statues were little more than the horrid attempts of half-monkeys (realistc figures were still unknown); only a genius like Picasso could understand the sophistication and conciousness of African art 2) Picasso at least did a work of translation of African art into Western canons. In particular, African artist make no preparatory drawings, whereas "les demoiselles d'Avignon" was carefully prepared and is obviously the product of a sublime master of drawing

domenica 29 marzo 2015

Economia, jobs act, Londra, Cairo

Se adotti la crudele ma dinamica legislazione del lavoro di Londra ma hai il sistema infrastrutturale del Cairo (e non quello spaziale della città britannica), non avrai la dinamica economia di Londra, ma quella del Cairo.

lunedì 29 giugno 2009

Africa


Sentivo ieri in televisione un africano che diceva: "fatemi studiare. Uno non può costruire nulla se non lo fanno studiare". E mi è venuta una gran rabbia. A parte che un europeo invariabilmente dice "datemi li sordi" - non fatemi studiare, ho paura che non facciano studiare gli africani perché hanno della genialità. Obama, piaccia o no, è un genio - uno che dal nulla diventa presidente degli Stati Uniti è un genio; Nkrumah era un genio, Mandela è un genio, ed erano dei geni gli studenti camerunesi di fisica dell'univeristà di Shanghai che ho conosciuto - un mio amico chimico mi ha detto che i camerunesi sono anche chimici eccezionali, solo che non hanno soldi per le apparecchiature. E gli facciamo vendere calzini.

giovedì 7 agosto 2008

sinistra in crisi


La sinistra è in crisi! I più anziani continuano a votare sostanzialmente come votavano da giovani, ma i giovani non solo votano ampiamente a destra, ma nei loro discorsi non è rintracciabile quasi alcunché dei valori che possiamo definire di sinistra: solidarietà contro competizione, diffidenza verso i ricchi e i potenti, che anzi sono amati e ammirati, cercare se stessi invece di coltivare l’apparenza. Tra i ragazzini, tuttavia, sono metabolizzate due cose: l’uguaglianza tra i sessi (anche tra i terzi e i quarti sessi) e il rispetto per i deboli – il primo è un’eredità del femminismo, il secondo, pensa un po’, deriva dal fatto che bene o male i fascisti hanno perso la guerra – come diceva in un suo blog (http://silver-86.spaces.live.com/default.aspx) un ragazzo per altro tutto infervorato per l’esercito e per la forza.
Per fortuna, sembra che alla sinistra la cosa importi pochissimo, per lo meno alla sinistra cosiddetta radicale che è preoccupata soprattutto di rimarcare la propria “identità”, esattamente come il popolo italiano nel suo complesso rimarca la propria “identità” di fronte alla minaccia della globalizzazione.

A) Per quanto riguarda l’Italia, il problema è in fondo assai semplice: gli italiani non hanno uno straccio di servizi non solo sociali, né pubblici né privati (esistono anche i servizi privati), fatte salve scuola e sanità. La cosa divertente è che gli italiani non se ne rendono minimamente conto – quando per caso si confrontano con le realtà degli altri paesi europei fanno la faccia di Miranda che scopre il mondo nuovo, e non vogliono più tornare nella nostra patria bellissima. Un paio di anni fa un premier tentò di raccogliere i fondi per costruire una rete di servizi, e il popolo italianogridò unanime: “i comunisti ci vogliono rubbare i soldi!”.

B) Per quanto riguarda l’Europa, ormai i “cattivi” siamo, ahimé, noi. Quando il terzo mondo, era in miseria, in fondo non faceva paura; oggi fa paura eccome, e l’Europa si è barricata nel suo fortino protetto dai governi di destra quasi ubiqui nell’Unione. Nel frattempo la Cina si è di fatto alleata con l’Africa, dopo decenni di infruttuose lagne europee (ved Bono et similia) sugli aiuto agli africani – del resto ricordo che nel 1993 all’Università di Shanghai gli studenti camerunesi studiavano fisica con brillanti risultati, cosa che non si sarebbero potuti sognare in un’università europea o americana. E, forse, l’America ricca si sta alleando, o per lo meno ha stipulato un trattato di non belligeranza, con l’America già povera.

C) Per quanto riguarda il mondo – mein Gott! – ahimé, il problema della poverà è risolto. Esistono ingiustizie e discriminazioni, esistono ancora i dannati della terra, si muore sul lavoro, i contadini del sud soffrono catastrofi grazie al WTO e alle multinazionali agricole, ma di fatto la povertà sempre più è un’eccezione, non solo in occidente, ma ovunque. Non avere più poveri da difendere – questo di fondo ha messo in crisi la sinistra. Come uscirne? Non lo so, ma ricordo gl antichi testi sacri, che dicevano non che il capitalismo produce poveri (idea malthusiana contro cui lottano per pagine e pagine i Grundrisse), ma piuttosto che il capitalismo avrebbe presto incontrato i limiti delle sue capacità di sviluppo, e sarebbe andato incontro a crisi ricorrenti di sovrapproduzione – oltre a non riuscire più ad aumentare la produzione a causa della caduta del saggio di profitto. I poveri erano in fondo solo il veicolo di questo cambiamento, che sarebbe avvenuto contestualmente alla loro sparizione. Il web, in cui i ragazzini nuotano come pesci nell’acqua, al sicuro dagli adulti che in questa foresta mettono appena piede, con certe sue forme di produzione che violano di fatto le leggi economiche, sembrerebbe indicare che qualcosa sta cambiando, ma si tratta comunque fondamentalmente di cultura – e inoltre vorrei aspettare l’evolversi di questo fenomeno ultrarecente prima di gridare al miracolo.