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martedì 15 aprile 2025

Il romanesco di Zerocalcare

 Il mestiere di uno scrittore, al di là di messggio, personaggi, descrizioni, è quello di fare un lavoro sul linguaggio. E Zerocalcare effettivamente fa un lavoro sul roimano, lavoro che probabilmente è partito in modo spontaneo, per sfruttare la comicità intrinseca in uesta parlata, ma dopo le serie netfliz e dopo le critiche ricevute di incomprensibilità è diventata molto più consapevole e pensata.

sabato 27 aprile 2019

serie TV e romanzi russi

Se "Breaking Bad" è "Guerra e Pace", "True Detective" è "Delitto e Castigo": il primo epico, il secondo esistenziale

venerdì 14 ottobre 2016

Nobel a Dylan

Baricco, quando dice che Dylan non è letteratura non vuol dire che Dylan non sia un grande artista, dice che la canzone non rientra nella letteratura, esattamente come il cinema, che pure molto ha a che fare con il romanzo (il cinema è essenzialmente romanzo per immagini, anche se non sempre, Kubrick e Godard sono forse più pittura che romanzo).

Ora il problema sarebbe veramente solo di classificazione, se non fosse per un problema più profondo. Sentivo un intelligente commentatore che a proposito di questo Nobel citava Walter Benjamin. Il problema è proprio l'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica: quando irrompe la tecnica non puoi più fare arte come si faceva dal 500 all'800. In pittura il problema si pone con l'invenzione della fotografia e ci sono voluti un centinaio d'anni per risolverlo (se si p risolto). Nel momento in cui si possono fare le fotografie, l'arte non può essere più una fotografia (l'aristotelica imitazione della natura), e Picasso e Kandinsly e un po' dopo Duchamp prendono il problema di petto rinunciando alla mimesi per mantenere quello che oserei chiamare lo "spirito" della mimesi. Direi che la poesia nell'epoca della cultura di massa è affrontata in modo molto simile dao "canzonettisti", rinunciando alla poesia, mantenendone lo spirito. Del resto era successo esattamente lo stesso con il romanzo. Il romanzo antico (la vera storia di Luciano per dire) era un divertissiment, o un divertissement con risvolti soterici (l'asino d'oro), e tale è rimasto per tutto il medioevp finché Cervantes non dice ironicamente che il romanzo non solo è inutile ma addirittura è dannoso - in modo assolutamente equivalente al "sono solo canzonette" di Bennato.

sabato 10 gennaio 2015

Breaking bad

Breaking bad fa impazzire i giovani non certo per la droga, la violenza, il sangue, ma perché dice qual è il senso della vita - come Guerra e Pace, che gli assomiglia moltissimo. Sesso soldi e potere non bastano certo a un ventenne. Che poi il senso della vita non sia quello non ha nessuna importanza.

domenica 26 ottobre 2014

Education

Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.

Since centuries and up to a few years ago, élites received classical education, whereas technical education was reserved to people with executive tasks. Classical education was essentially based on the understanding of what is beauty, because without this, understanding truth is also impossible – as the famous lines of Keats’ stress. Sensibility, in fact, is a powerful allied of reason in order to make sense of things. In the middle ages this faculty was named sidneresis.


In ancient times and up to the XIX century this meant reading Homer and Vergil, but after the Romantic revolution, the model of beauty changed: French and Russian novels became the paradigm of taste and discernment for educated people. Today nobody reads Victor Hugo, Dumas, Stendahl, Tolstoj. And this resulted in the aesthetical collapse of this time of greed, robbery, carelessness. But I think that something will change in short time, and this is surprisingly due, possibly, to the web. I think in particular to the series Breaking Bad, that rages among the youngsters. It is full of imperfections, it is obviously very pop, but in some way it has the breath, the care for detail, the visual and spiritual beauty that is the mark of the French and Russian masterpieces. A young friens of mine is convinced that this is the new paradigm - maybe..


lunedì 29 settembre 2014

Walter Siti III (il realismo è l'impossibile)

Nei romanzi di Walter Siti c'è molto pop e molto post-moderno, e anche abbastanza pornografia. Sono cose divertenti e spesso anche istruttive, come era istruttivo Umberto Eco che studiava i media. Però ogni tanto, per qualche riga, qua e là,  sembra di leggere Virgilio - esagero ovviamente, ma quella bellezza pura, rotonda e spirituale che i moderni in genere non riescono a ricreare c'è realmente. Non so come ci riesca, probabilmente è un po' pagano (come tutti gli italiani del resto). Nel suo saggio "il realismo è l'impossibile" dice più o meno che nel romanzo realista (intende essenzialmente Dickens/Flaubert ) la realtà irrompe come delle brevi apparizioni surreali in mezzo alla finzione letteraria. Quello che lui percepisce come realtà è quello che a me appare come bellezza classica - del resto truth is beauty and beauty is truth.

lunedì 12 agosto 2013

Dostoevskij

Many do not realise that Dostoevskji was ana anarchist. It was impossible for him to express openly his ideas - he was even condemned to death and he suffered a period of exile in Sibiria. And yet the novels of Dostoevskji are stuffed with political reasonings, but this is hidden under a veil of irony. He thinks that actually that beauty will save the world, and yet it puts these words in the mouth of an "idiot" (Myskin). The episode of the Gran Inquisitor in particular is extremely ironic - if this is appreciated it loses all its rather enigmatic nature.


venerdì 9 agosto 2013

Walter Siti II

Credo che il modello (forse involontario) di Siti sia Dickens. Dickens, pur descrivendo cattivi cattivissimi e diabolici, rimane fondamentalmente un autore comico - come Siti. A cui manca certo la visionarietà di Dickens, non credo per mancanza di fantasia, come si lagna continuamente, ma per mancanza di consapevolezza politica.

mercoledì 7 agosto 2013

Meraviglioso

In un suo libro Walter Siti scrive “la televisione ci fornisce il meraviglioso come lo fornivano i romanzi cavallereschi nel quattrocento”. Come lo fornivano i romanzi cavallereschi nel cinquecento, in realtà; nel secolo precedente il romanzo cavalleresco rispecchiava la realtà sociale e aveva una f unzione educativa, diventa meraviglioso quando la società delle corti feudali si disgrega per lasciare il posto alle monarchie assolute (ed è l’epoca in cui Cervantes li ridicolizza nel Don Quijote).

martedì 18 ottobre 2011

Scrittura

In fondo Platone aveva ragione a criticare l'avvento della scrittura, ma non per le ragioni da lui addotte. L'oralità ha un carattere quasi magico - si pensi ai racconti intorno al fuoco - che la scrittura non ha, nonostante il romanzo sia proprio il tentativo di ricreare tale magia (e infatti la sua nascita in forma moderna coincide con l'invenzione della stampa, cioè con la diffusione di massa della scrittura). Però Platone accusava la scrittura di rendere inutile la memoria; al contrario, la memoria è enormemente ampliata dalla lettura, ed è molto maggiore in chi sa leggere e scrivere che negli illetterati - probabilmente uno studente di liceo sa più cose di quante ne sapessero i cantastorie che recitavano a memoria l'intera odissea.