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domenica 21 luglio 2024

Dualismo cartesiano

 In "Angels fear", Gregory Bateson giustamente sottolinea come Cartesio abbia separato rigorosamente mente e corpo in modo da escludere completamente la mente dal campo della ricerca scientifica. Quello che non dice, e che mi semrba invece abbastanza evidente, è che non l'abbia fatto innocentemente, ma che abbia fatto questa scelta per non fare la fine di Giordano Bruno e soprattutto di Galileo. Ci sono lettere che dimostrano come il processo a Galileo avesse spaventato moltissimo Keplero e Cartesio. E alla chiesa la soluzione cartesiana tutto sommato è andata bene. Il darwinismo non è stato per esempio ma icombattuto dai cattolici (diverso è il caso dei protestanti) in quanto non è contraddittorio col fatto che in un qualche momento la scintilla divina sia entrata nello scimmione.

Ma oggi la visione materialistica (direi più correttamente postivistica) viene duramente contrastata da movimenti come i no-vax e i complottisti che spopolano sul web. Li detesto, ma mi rendo conto che in fondo si pongono semplicemente il problema della mente, anche se in un modo a dir poco semplicistico. La soluzione del problema della mente ovviamente non può che partir3e dalla ricerca sull'ecologia della mente di Bateson stesso.


sabato 15 dicembre 2018

Sinderesi

Per la filosofia medievale la sinderesi era la capacità immediata di distinguere il bene dal male e il vero dal falso. Era considerata non una facoltà ma un senso, che ovviamente poteva ingannarsi come la vista o l'udito ma che rappresentava appunot una sorta di percezione. Il concetto arriva a cartesio, che lo chiamava "buon senso" ma successivamente scompare.

Oggi siamo chiaramente in presenza di una malattia della sinderesi, un po' come una malattia della vista e dell'udito. Il terrapiattismo, l'elezione di Trump, la facilità con cui i fake si propaghino più facilmente delle notizie vere, indicano proprio una patologia fi questa facoltà - che è strettamente collegata con un certo senso di irrealtà del mondo in sé, molto probabilmente collegato alla pervaasività non dei social ma dell'immaginario televisivo. E però il f atto che il concetto di sinderesi scompaia proprio con Cartesio mi fa pensare che la capacità di distignuere il vero dal falso sparisca quando si comincia a pensare che la realtà sia fondamentalmente una produzione della nostra mente, idea che comincia proprio con Cartesio e che con l'eccezione del materialismo marxista è la filosofia dell'occidente.

domenica 26 ottobre 2014

Dubbio metodico

Il dubbio metodico non significa dubitare sempre, ma dubitare con metodo.

lunedì 22 agosto 2011

Nuoccio dunque sono

Quante volte capita che ti taglino la strada con rombandi Audi, o che parcheggino strettissimi dietro di se. Al maleducato non viene nessun vantaggio (dovrà fermarsi al semaforo e non guadagnerà certo spazio al parcheggio), però, infastidendoti, avrà fatto notare la sua esistenza. "Nuoccio dunque sono", è il principio che ha sostituito il motto cartesiano da quando pensare sembra essere diventato del tutto superfluo. L'automobile, che ci rende tutti più animaleschi, rivela particolarmente questa psicologia, che sembra modellata su quella della sfrenata competizione capitalistica (e che però è, almeno nelle situazioni ideali, una competizione di idee), ma ha invece a che fare con il f enomeno visto tante volte in TV per cui, gli anonimi spettatori di un qualche evento televisivo, quando si accorgono di rientrare nell'inquadratura di un personaggio intervistato, alzano la manina per salutare. Anzi, se volessimo seguire la divertente e profonda analisi di Marco Cipolla, siamo pienamente nel campo dello stupido: il padrone delle ferriere danneggiava il lavoratore per avvantaggiare sé stesso, mentre colui che parcheggia stretto dietro di me danneggia me e non avvantaggia sé stesso.

domenica 31 maggio 2009

Forma

Ho letto un’intervista di Sanguineti secondo cui il ‘900 distrugge l’Ordine. A parte che il ‘900 crea un ordine nuovo, mi sembra che al fondo ci sia l’idea che se si distrugge la forma emerge la sostanza – che spinozianamente è dio. Ma si vadano a rileggere Spinoza: dalla sostanza consegue necessariamente la forma. Sono gli aristotelici – e in parte i cartesiani – che pensano che la sostanza sia necessariamente informe, e che gli vada sovrapposta una forma. Nella realtà, questa forma imposta, impedisce che emerga la forma naturale che consegue dalla sotanza. Annah Arendt, in “Forza e violenza”, diceva una cosa del genere.

domenica 1 febbraio 2009

Limite

Il concetto di limite sta alle fondamenta stesse della scienza. Le idee chiare e distinte – quelle che distinguono la scienza dalle idee nebulose e vaghe dei discorsi non scientifici – sono proprio quelle ben delimitate – in matematica la prima cosa che si deve sapere di una funzione è il suo campo di esistenza i suoi limiti. Al contrario, i discorsi non scientifici – esoterici, mistici, ecc. – ricercano una conoscenza senza limiti. La bacchetta magica è quella che permette di fare tutto, mentre la scienza usa uno strumento diverso per ogni problema.

L’esistenza di limiti, tuttavia, fa nascere automaticamente il desiderio di superarli – in genere quando si incontra un ostacolo invalicabile si cerca un’altra strada per aggirarlo, e questo è quello che storicamente la scienza ha fatto quasi sempre. Inventando una nuova strada dopo l’altra, la scienza – sotto sotto – spera di coprire l’intero spazio infinito del mondo. Ma è possibile coprire questo spazio infinito con una sovrapposizione di conoscenze limitate? Non lo sappiamo, ma ho il sospetto – ed è un sospetto che mi nasce da alcuni problemi matematici, in particolare topologici, come il fatto che non si può coprire una sfera con una serie di piani – che non sia possibile: rimarrebbe allora spazio per la religione.