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domenica 30 ottobre 2022

Meloni e Pasolini

 Pasolini diceva che è più difficile combattere il fascismo latente insito nella società dei consumi che i picchiatori e gli squadristi. Giusto. Però poi Pasolini è stato ammazzato a bastonate da dei picchiatori fascisti. Il che vuol dire che va bene il consumismo, ma non bisogna neanche sottovalutare los quadrismo.

Ho l'impressione che il popolo italiano abbia commesso questo errore di sottovalutazione con Giorgia Meloni.


venerdì 4 febbraio 2022

Pasolini

 Tutti di Pasolini ricordano l'infelice poesia di Vallle Giulia, mentre è abbondantemente tenuto nascosto che Pasolini ha collaborato con Lotta Contnua - e probabilmente è morto per questa collabroazione. L'Italia è il paese più di destra della Galassia, e di un uomo radicalmente di sinistra si ricorda l'unica cosa di destra che ha detto.

mercoledì 8 aprile 2020

Solo l'amore conta

No, nel post precedente ,i sono sbagliato: solo l'amore conta.

sabato 14 marzo 2020

Pasolini iniziato

Molti (Trevi, Mattioli) pensano che Pasolini fosse un iniziato, mentre altri, chome Walter Siti, che forse lo conosce meglio, lo escludono. Va detto che negli ultimi lavori - Salà, Petrolio - gli elementi occultistici e iniziatici sono numerosi, ma ho un0impressione. Pasolini stava indagando sulla morte di Enrico Mattei e per farlo frequentava circoli fascisti che erano legati agli esecutori dell'attentato. Considerando che l'occultismo e la tradizione sono parte integrante della formazione dei fascisti un minimo convinti è probabile che sia venuto in contatto con questi concetti e o per curiosità o per meglio dipingere i suoi personaggi li abbia inseriti nelle ultime opere.

domenica 18 novembre 2018

Grammatica e povertà

Sui social i post sull'uso corretto dell'italiano vanno di moda quasi quanto i gattini. L'impressione che ho è che le persone che li postano non abbiano poi tutta questa padronanza della nostra lingua. Per esempio (parlo dopo l'ascolto di diversi parlanti ossessionati dal congiuntivo) mi sembra che molti non conoscano le regole sull'uso del congiuntivo (che implicano la distinzione tra reale possibile e impossibile) ma semplicemente usino questo modo verbale quando il verbo segue determinate congiunzioni.

Un altro caso interessante è la famosa polemica su petaloso, che la crusca, nella risposta alla maestra che era rimasta colpita da questo neologismo (perché di questo si trattava) infantile, definiva corretto formalmente ma non accettabile in quanto non in uso. Le reazioni sono state molto fastidiose, non tanto perché segnalavano una certa supponenza (cioè di saperla più lunga della Crusca) unita alla incapacità di comprendere la sottigliezza degli accademici, che erano riusciti a unire delicatezza nei confronti di un bambino con una sintesi rapidissima della vecchia discussione tra grammatica normativa e grammatica descrittiva - quanto perché ancora una volta indicano scarsa padronanza dei mezzi linguistici - un parlante smaliziato usa qualche volta neologismi (il padre della Ginzburg nel famoso romanzo ne inventava a bizeffe ed era professore universitario).

L'Italia era fino a pochissimi anni fa divisa tra élites numericamente limitatissime e una immensa massa di contadini analfabeti. Furiose lotte sociali unite all'intervento di una borghesia illuminata (e anche la necessità di avere una forza lavoro più alfabetizzata in una società tecnologica) hanno garantito a queste masse l'accesso all'istruzione - solo che un po' la vergogna delle umili origini, un po' la mancanza di consapevolezza hanno fatto sì che queste moltitudini di recente alfabetizzazione pensino di aver raggiunto chissà quale livello solo grazie ai loro sgorzi individuali - non diversamente dall'impiegatuccio dal bottegaio e dall'industrialotto che pensano di essersi guadagnati i quattro soldi che hanno e non di aver sostanzialemnte ricevuto - da Craxi in poi - un mare di sussidi. Il fenomeno è generalizzato, ed è strettamente legata all'ascesa del populismo, con il suo mostruoso miscuglio di disumanità mancanza di umanità maschilismo e razzismo  gli ex poveri di solito sono terribili, come ci raccontava Pasolini.

domenica 4 novembre 2018

Rogo dei libri

Pasolini diceva che quello che non erano riusciti a fare i fascist (fsascistizzare l'Italia) c'erano riusciti i democristiani. Più o meno negli stessi anni Bradbury dice che quello che non erano riusciti a fare i nazisti (bruciare tutti i libri) era riuscito a farlo la televisione.

sabato 13 ottobre 2018

Cattolici

Federico Moccia ha dichiarato sul Correre della Sera (quasi letteralmente) che quando un uomo ammazza la moglie la colpa è di tutti e due. Un cattolico è capace di dire cose che non direbbe nemmeno un nazista o libero. Pasolini (che era cattolico) diceva qualcosa del genere.

venerdì 24 agosto 2018

Accattone

Rivedendo accattone quello che più mi colpisce è quanto Pasolini fosse lontano dal PCI (il lavoro visto come un lager, l'esaltazione del sottoproletariato) e vicino invece alla sinistra extraparlamentare. Che gli avessero dato l'ostrcismo aveva più a che fare con la politica che con il fatto che andasse con i ragazzini,

venerdì 13 luglio 2018

ENI

L'altro giorno mi è piombato in casa un giovanotto che mi voleva vendere contratti mirabolanti con trucchetti psicologici da due soldi. Per un attimo ho esitato, pensando che Mattei, il fondatore dell'ENI; è stato fatto zompare in aria perché rischiava di alterare gli equilibri mondiali con la sua politica di apertura al mondo arabo, e che Pasolini probabilmente è stato ucciso perché avevo scoperto nome e cognome di mandanti ed esecutori del delitto - descritto probabilmente in "Petrolio"  - poi l'ho mandato via.

martedì 26 aprile 2016

Pasolini e la grazia dei semplici

Pasolini sosteneva di non sopportare chiunque avesse un titolo di studio superiore alla terza media, in quanto la scarsa istruzione conferisce una certa grazia che si perde con la scolarizzazione per essere riacquistata solamente a livelli altissimi di sapere. Per quanto effettivamente i semplici abbiano una grazia particolare, quale errore in questa pur grande intuizione! La grazia di cui parla Pasolini è quella che nasce dal non possedere nulla, e solo indirettamente è correlata con il grado di istruzione. GLi operai, con cui Pasolini aveva poca domestichezza, posseggono quella stessa grazia dei pastori e dei contadini molto poveri (a quella si riferisce) pur essendo un po' più scolarizzati, in quanto non poratno il fardello della proprietà.

martedì 5 gennaio 2016

Checco Zalone, marketinh, Renzi e autarchia.

In questo articolo Antonio Menna suggerisce che il gran successo dell'ultimo film di Checco Zalone sia un fenomeno di marketing studiato a tavolino. Fosse un fenomeno di marketing, si tratta di una decisione politica. In tutto il mondo vedono star wars, e noi invece vediamo Checco Zalone, che è stato praticamente imposto e non per una scelta commerciale (sono tutti e due film commerciali pompati spasmodicamente dalla macchina pubblicitaria) da parte di Berlusconi, ma per una scelta politica - di autarchia - di Renzi. Dopo una legge elettorale che ricorda moltissimo la legge Acerbo, dopo una riforma della scuola che ricorda moltissimo la riforma Gentile (la prima importante riforma del fascismo), adesso anche l'autarchia. Mi resta solo il dubbio se si tratti di un tratto personale di Renzi, che viene dal mondo dei bottegai e che quindi ha naturaliter qualcosa di fascista, o se c'è continuità con quelle forze oscure che a suo tempo hanno orchestrato la strategia della tensione e che erano il vero obiettivo di Pasolini negli ultimi 4-5 anni della sua vita. Non solo non ho prove, ma non ho neanche indizi.

venerdì 6 novembre 2015

Muccino e Pasolini

Umberto Eco una volta disse che si può anche dire che Dante era un cattivo poeta, ma solo dopo 50 pagine di fitta analisi testuale. Il problema di Muccino che critica Pasolini perché non ha tecnica cinematografica non è tanto un mediocre che critica un gigante, quanto che non c'è argomentazione, come nelle chiacchere da bar. Tra l'altro, è abbastanza divertente che non si sia accorto che il carattere naif della tecnica cinematografica di Pasolini, assai evidente, rientra pienamente nello stile delle ricerca artistiche di avanguardia del secondo dopoguerra, che disprezzano la tecnica, da Duchamp al punk.

giovedì 23 aprile 2015

Fonzie

A Renzi piacerebbe essere Fonzie (americano) ma ovviamente è Alberto Sordi. Incattivito, perché nel frattempo c'è stata la mutazione antropologica.

domenica 10 agosto 2014

Pasolini

Sono sempre piuttosto severo con Pasolini. Ma oltre che un profeta, era anche coraggiosissimo. La "Ricotta" fu subito ritirata dalle sale con l'accusa di vilipendio alla religione - un film spiritualissimo del quale Moravia disse "Molto più giusto sarebbe stato incolpare il regista di aver vilipeso i valori della piccola e media borghesia italiana," chiusa e cattiva ancor oggi, figuriamoci nel 1962.

venerdì 18 luglio 2014

Lo stato sociale

Il gruppo "Lo stato sociale" ha scritto e cantato molto, ma in fondo dice una cosa sola: la nostra è una generazione di codardi. Avranno ragione? Non mi piacciono eccessivamente, forse perché sono molto meno di sinistra di come vogliono farci credere, però sono chiaramente dei poeti, e i poeti sono rari, e i poeti vedono lontano. Curiosamente sono praticamente gli stessi sentimenti che mi ispira Pasolini
- fosse mai che sono i nuovi Pasolini?

sabato 13 luglio 2013

Pasolini televisivo

Paolini aveva chiaramente il dono della profezia, che è esclusivo dei grandi poeti. Peò, stranamentee, le poesie e i romanzi sono tutto sommato orrende e retoriche (anche se non ho letto tutto). Il cinema è bello e drammatico, ma non si può ceto dirre che sia Rossellini. Gli scritti "corsari" sui giornali sono corsari solo perché in Italia dire cose biecamentee reazionarie è vconsiderato fico e anticonformista - siamo inseorabilmente un paese cattolico. Dove ha raggiunto la vera grandezza, paradossalmente, è negli interventi televisivi. Le profezie sono tutte avvenute in televisione, e artisticamente la frammentarietà. la sofisticatezza, la padronanza del linguaggio sono superlativi.

martedì 7 maggio 2013

Masochismo

Riporto questo link a un commento di Aurelio Picca su Pasolini: http://www.ilgiornale.it/news/ora-basta-santificazioni-pasolini-resta-lupo.html. Nonostante il "Giornale" non sia certo la sede pià propensa verso i gay, sono sostanzialmente d'accordo con lui. E' ben noto che moltissimi gay muoiono uccisi dai loro amanti prezzolati o meno - il primo forse fu Giulio Cesare - e temo che a Pasolini sia successo questo. Per contro, il presunto masochismo non significa che "se la sia cercata" come sembra intendere Picca. Ci sono fior di masochisti - soprattutto etero - che muoiono anziani e serenamente. E tra l'altro non ne sono neanche sicuro - la morte di cui parla Picca è la croce cristiana, mentre quella di Salò è la pulsione di annientamentodel fascismo - tra l'altro resa come da nessun altro - e la metafora non è più disgustosa del suo oggetto.

mercoledì 23 maggio 2012

Gattopardismo

“Tutto cambi perché nulla cambi”, la famosa frase de “Gattopardo”, si riferisce ovviamente alla politica adattota dalle aristocrazie reazionarie italiane per mantenere i loro privilegi dopo che le forze liberali – sia liebral-socialiste come Mazzini, sia liberalconservatrici come Cavour, sia ancora le forze liberali inglesi e massoniche – erano riuscite a riunificare l’Italia. Ma la vicenda del “Gattopardo” è anche una metafora della politica della Democrazia cristiana – e per questo fu pubblicata da Feltrinelli – che riuscì nell’operazione – invero acrobatica – di far diventare gli italiani ricchi nel reddito, ma poveri nel cervello, con i difetti, quindi, sia dei poveri che dei ricchi e senza i pregi di nessuno dei due – quello che Pasolini definì sviluppo senza progresso. Quando vediamo le automobili parcheggiate in seconda e tripla fila, l’ostentazone di beni più o meno di lusso, l’ignoranza rivendicata come un valore, il disprezzo per la cultura non solo a destra, il servilismo verso i potenti, l’ipocrisia, l’attaccamento alla “robba”, stiamo guardando esempi del passaggio al benessere mantenendo le forme culturali e psicologiche del povero - lo potremmo chiamare dongesualdismo. Se ne è recentemente accorto anche Giuseppe De Rita nel suo libro "l'eclissi della borghesia"– lacrime di coccodrillo, è stato l’ideologo dello sviluppo senza progresso per conto della DC.

martedì 27 marzo 2012

Pasolini



Sono abbastanza convinto che se Pasolini non fosse stato omosessuale, sarebbe stato biecamente reazionario, cosa di cui qualche traccia resta nei suoi pur acutissimi interventi. Se decise di passare col PCI, forse dobbiamo ringraziare il retrivo Friuli che quando era ragazzo lo perseguitò e torturò per le sue preferenze sessuali. Del resto, una volta venuto a Roma, Pasolini frequentava l'orrida borghesia di sinistra del PCI, in primis Moravia, a quell'epoca arbitro e principe della letteratura italiana, amicizia certamente profonda e sincera, ma anche utile dal punto di vista della carriera letteraria. Non bisogna dimenticare infatti, che, per quanto a Pasolini piacesse fare il "corsaro", era perfettamente inserito nell'establishment culturale italiano dell'epoca - scriveva sul Corriere della Sera, non certo su foglietti clandestini - e le sue posizioni di solito erano quelle ufficiali del PCI - la famosa e troppe volte citata poesia di Valle Giulia esprimeva in modo certo brillante le viete posizioni del PCI sul '68. Pasolini quasi certamente non si sarebbe mai interessato delle periferie, se non fossero state territorio di "caccia" - nelle periferie romane si ha di solito un atteggiamento molto tollerante nei confronti dell'omosessualità, forse un ricordo dell'antica Roma. Qui però non poté non rimanere colpito dalla perturbante purezza dei sottoproletari - poeta lo era veramente - e diventarne il portavoce.

martedì 31 gennaio 2012

Costituente

















La vignetta di Staino (Venerdì di Repubblica del 12 gennaio 2012) è acuta e divertente. Occorrre però sottolineare come la “pozione” sia sostanzialmente la stessa del patto costituente: cattolici, social-comunisti e liberali. Quello che forse è cambiato più fortemente è la componente liberale, che allora era composta di azionisti e oggi è composta da “massoni”. Gli azionisti esistono ancora, e sono numerosi, ma, essendosi sostanzialmente schierati con gli eredi della sinistra sessantottina, sono stati esclusi, su ordine degli eredi del PCI, dal nuovo patto.

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