Visualizzazione post con etichetta Giulio Cesare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giulio Cesare. Mostra tutti i post

mercoledì 20 novembre 2013

Gay

Siamo abituati oggigiorno ad associare l'omosessualità maschile agli artisti, alle persone di spettacolo, ai parruchieri, talora all'effeminatezza. Ma l'omosessualità è una caratteristica da guerrieri. Da Achille, Alessandro, Cesare e Spartato fino (purtroppo) ai gerarchi nazisti, le caserme, dove si trovano solo maschioni energici e pienidi testosterone, sono habitat ideale per l'amore omoerotico.

martedì 7 maggio 2013

Masochismo

Riporto questo link a un commento di Aurelio Picca su Pasolini: http://www.ilgiornale.it/news/ora-basta-santificazioni-pasolini-resta-lupo.html. Nonostante il "Giornale" non sia certo la sede pià propensa verso i gay, sono sostanzialmente d'accordo con lui. E' ben noto che moltissimi gay muoiono uccisi dai loro amanti prezzolati o meno - il primo forse fu Giulio Cesare - e temo che a Pasolini sia successo questo. Per contro, il presunto masochismo non significa che "se la sia cercata" come sembra intendere Picca. Ci sono fior di masochisti - soprattutto etero - che muoiono anziani e serenamente. E tra l'altro non ne sono neanche sicuro - la morte di cui parla Picca è la croce cristiana, mentre quella di Salò è la pulsione di annientamentodel fascismo - tra l'altro resa come da nessun altro - e la metafora non è più disgustosa del suo oggetto.

lunedì 11 maggio 2009

volgarità

I manifesti dei fascisti dicono, in genere, le stesse cose di quelli estrema sinistra; si riconoscono però subito per un fondo, sempre percepibile, di volgarità. Mi sono chiesto a lungo in cosa consiste la volgarità; non certo nelle parolacce – si possono dire le parolacce senza un filo di volgarità, come Dante o la Litizzetto – la chiave me l’ha finalmente fornita mia madre, che ha definito questa volgarità “mancanza di sensibilità”. Con questa chiave divengono chiare tre cose:
1) Giulio Cesare e Hitler hanno ucciso all’incirca lo stesso numero di persone, però solo il secondo rappresenta il cosiddetto male assoluto; Cesare era estremamente sensibile e mostrava spesso pietà – anche se esagerata per fini propagandistici - mentre i nazisti mancavano totalmente di sensibilità, come un automa, e questo rende del tutto disumani i lager.
2) oggi va di moda essere volgari-insensibili, perché i piccolo borghesi credono che il capo debba essere insensibile. In realtà non c’è peggiore sciagura, e parlo degli aspetti pratici del comando, di un capo senza sensibilità. Se uno è insensibile va bene per fare il caporale, non per fare il generale – e vale di nuovo l’esempio di Cesare.
3) spesso i fascisti appaiono stupidi: senza sensibilità è menomato anche l’intelletto,

mercoledì 20 febbraio 2008

Alberto Sordi

Alberto Sordi piace enormemente agli italiani, perché rappresente quello che gli italiani vorrebbero essere, dei cinici furbi. In realtà Alberto, che non mancava di momenti di sincerità, ha rappresentato il vero volto di sé stesso (e deglia italiani) in "mamma mia che impressione", dove interpretava un bigotto stupido. Il geniale Gigi Magni, in "nell'anno del Signore", smaschera e nobilita contemporaneamente Sordi, facendogli interpretare un prete devotissimo, che però non capisce i meccanismi di potere in cui risulta invischiato, e che viene neutralizzato nel momento in cui potrebbe diventare non funzionale. In generale, questo film si fonda sull'idea di far interpretare ai mattatori della commedia all'italiana non i loro ruoli stereotipati, ma sé stessi: Manfredi, invece dell'ingenuo, interpreta un intellettuale, Sordi, appunto, invece del cinico, il devoto stupido, Tognazzi, invece della checca, un gelido e spietato uomo di potere.
Una cosa però non viene rappresentata in questo film né in quelli più sinceri di Sordi: che questi personaggi (sciocchi e bigotti) trovano la loro più funzionale applicazione pertradire coloro che si vogliono neutralizzare o eliminare; da Bruto con Cesare in poi.

sabato 5 gennaio 2008

Cesare

Plutarco butta lì (Vite parallele) che Cesare voleva concedere la cittadinanza romana a tutto l'Impero. E' per questo che è stato ucciso, non certo per difendere le libertà repubblicane. Bruto e Cassio certo erano in buona fede - degli utili idioti - ma con l'uccisione di Cesare l'aristrocrazia romana, annientata politicamente, ha potuto sopravvivere, ha prevenuto l'ascesa di una borghesia mercantile (così ben descritta nella storia di Trimalcione nel Satyricon), e in ultima analisi ha portato al collasso di Roma. Gli imperatori giulio-cladi, in particolare Tiberio e Nerone, hanno tentato la strada dell'eliminazione fisica deli aristocratici (attirandosi le maldicenze di Tacito e altri), ma alla fine hanno prevalso i fautori del compromesso, come Augusto e Traiano