Visualizzazione post con etichetta legge del più forte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legge del più forte. Mostra tutti i post

domenica 4 settembre 2016

Language, history, laws

it is often said that history is written by rulers. This idea was stated in a slighlty different and more general way by Plato, who said that the legislator is the person who gives the names. If this is true, and if we equate giving names with writing history and being legislator, all of us are the legislator, and in particular children, since words come  from use, new one area unceasingly created and this in particular by childrem.

giovedì 29 gennaio 2015

Ercole, cavalieri medievali e fascismo.

Ercole era al servizio di Euristeo, un re debole e abbastanza stupido, i cavalieri medievali erano al servizio di una dama (cosa impensabile per i neofascisti che ai cavalieri medievali spesso si richiamano), che per quanto forte e intelligente aveva pur sempre la forza fisica limitata di una donna. Il forte deve essere al servizio di un re debole, altrimenti si scivola nel fascismo. Forse non è un caso che Ercole e Lancillotto e Ginevra non siano mai stato oggetto di film americani.

domenica 6 luglio 2014

Legge e potere

In un post precedente parlavo dello stato di eccezione di Schmitt che tanto piace a molti. Il principio di Schmitt in fondo è una versione del principio che risale a Tucidide che la legge altro non è che quello che decide il più forte. Ora, la legge, o il diritto, sono esattamente il contrario, sono il freno al più forte. Credo che la prima forma di diritto moderno sia la legge delle XII tavole, che furono richieste dalla plebe proprio per porre un freno all'arbitrio dei patrizi nei giudizi. Si potrebbe dire che il diritto si riduce a due principi: uguaglianza, e a ciascuno il suo, e ambedue sono l'opposto di quello che diceva Tucididie.

lunedì 4 febbraio 2008

legge del più forte

Stavo sull'autobus, e ascoltavo la conversazione tra un passeggero e l'autista. L'autista diceva: "io ho costruito una casa abusiva, vado a caccia di frodo, commetto altri reati, e nessuno mi ha mai detto niente! Non si può andare avanti così".
Detta così, sembra assurda. Ma un senso in fondo c'è. Per l'autista non è pensabile che uno si comporti secondo le regole (di convinvenza) spontaneamente, perché le ritiene giuste, ma è necessario che una forza le imponga. In altre parole, implicitamente l'autista non riconosce l'esistenza di un diritto, naturale o convenuto, ma solo della legge del più forte. E al fondo è questo il problema degli italiani, non tanto il cercare il proprio "particulare" (perché i vari particulari potrebbero essere ricomposti dalla discussione), quanto dal riconoscere come valida solo la legge del più forte.
Ora, se la legge del più forte poteva funzionare in un mondo contadino, in una società complessa porta al disastro e alla polverizzazione. Quello a cui assistiamo.