Visualizzazione post con etichetta Prodi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prodi. Mostra tutti i post

sabato 9 agosto 2014

Socialdemocracy and mixed economy

In Italy, and probably in other countries, the prestige of Germany is steadily rising. This is not surprising. Given the very good performances of this country in a period of heavy global depression. Nonetheless, I see that the economic model of Germany and other socialdemocracies is poorly understood. The “social model” of Europe – a “third way” between the pure liberism of the United States and the socialism of Soviet Union – had in fact two very different declensions: the socialdemocracy of Central Europe, and the mixed economy of Britain, Italy and partly France. Many believe that Italy has been fundamentally a socialist country, modelled after the Soviet Union, but our model was rather Britain and its mixed economy. The sanitary service, for instance, is cleary shaped after the British Sanitary Service.
Both socialdemocracies and mixed economies envisage strong state intervention in economy, but in a very different way. In socialdemocracies enterprise is almost exclusively private, but there is a strong, progressive taxation that redistribute wealth from the rich to the poor via a very developed network of universal social services. In mixed economies there are state enterprises that coexist with private enterprises and often represent a consistent fraction of national economy. In Italy the publicly hold IRI represented the largest enterprise in the country, but coexisted with other big corporations such as FIAT or Ansaldo. In Britain the fraction of publicly hold enterprises was perhaps even bigger. In mixed economies taxation is relatively low and not strongly progressive, and social services are present but less developed than in socialdemocracies. Somebody could say that taxation is Italy is very high, but, although in principle it is strongly progressive, in practice taxes are paid almost exclusively by the lower classes, given the existence of extensive fiscal evasion in the upper classes.
Today socialdemocracies not only survive but show very good economic performances. Mixed economies, with the exception of France, have disappeared: public enterprises have been sold and Britain and Italy have changed from a mixed socialist/liberist model, to an almost completely liberist economic model with a relatively well developed welfare (the persistence of a welfare system today is the main difference with USA). In Britain the transition to a liberist model happened in the early 80’s, while in Italy it is more recent and successive to the collapse of the Soviet Union.
It must be said that Prodi and Bersani had in mind to follow a German model and to transform Italy into a socialdemocracy, but their project failed largely because of the opposition of PD. The majority of former communist party in fact converted to liberism after 1989, and never considered the possibility of a socialdemocratic model, largely, I suspect, because of poor knowledge of the redistributive model of Central European economies. In Italy, before 1989, we had a conflict between socialism and liberism, and few knew exactly what happened in Sweden, Germany, Denmark.



martedì 20 settembre 2011

Rendite

Il capolavoro dei democrsitiani è stato di passare al capitalismo senza abolire le rendite feudali - un capolavoro che non è riuscito in nessun paese del mondo, e a cui pensava Pasolini quando parlava di sviluppo senza progresso. In America, per esempio, i ricchi non pagano sostanzialmente tasse, però non usufruiscono di servizi pubblici; in Italia non pagano sostanzialmente tasse, e insieme usufuriscono di servizi pubblici - l'evasioen fiscale si configura quindi come un gigantesco sussidio ai privilegiati. Prodi aveva tentato di iniziare ad intccare le rendite - programma eminentemente liberale - con il risultato che ha gettato nel panico la destra rentière e la sinistra - per tradizione non certo liberale.

lunedì 11 luglio 2011

Default





Prodi aveva proposto al Paese di fare qualche sacrificio per risanare il mostruoso debito pubblico e restare nell'euro. I lavoratori tutto sommato furono d'accordo (sacrificio più, sacrificio meno), ma al 20% ricco del paese venne quasi una crisi isterica: "mi vogliono togliere qualche euro, sono rovianato! (in stile zio Paperone). Prodi cadde, venne la politica di "tolleranza" dell'evasione e di aumento della tassazione indiretta di Berlusconi e Tremonti. Vent'anni dopo, siamo sull'orlo della bancarotta. Il bel sito http://globaleconomicanalysis.blogspot.com/ chiama l'Italia "l'elefante invisibile".










Incidentalmente, questo 20% più ricco attualmente ha i soldi che gli escono dalle orecchie. Se per una volta toccassimo i forti invece che come al solito i deboli, mi sa che avremmo un bilancio florido; fu del resto l'errore di Prodi, chiedere sacrifici a tutti, invece di chiedere di più a chi ha di più - del resto a un democristiano non si può chiedere di diventare socialista.










domenica 13 dicembre 2009

Legge elettorale

Il caos politico culturale e morale italiano è il caos di un vuoto di potere, molto simile a quello della Somalia, conseguente allo sgretolamento della DC e del PSI dopo tangentopoli (e la caduta dei blocchi). Se però solo dello sfaldamento di una classe politica si trattasse, sarebbe ben poco danno – Prodi aveva sostituito egregiamente per ben due volte quella precedente. Il problema vero è la contrapposizione tra i vecchi “poteri forti”, cioè la grande borghesia industriale del Nord-ovest e la chiesa, e i poteri emergenti degli industriali del nord-ovest e forse della mafia imprenditrice. Nel post precedente ipotizzavo che una soluzione potrebbe essere il federalismo, che però, allo stato attuale delle cose, porterebbe probabilmente a una disgregazione del Paese. Un’altra soluzione che mi frulla per la testa – perché ovviamente soluzioni non ne ho – è quella di ridare centralità al parlamento che potrebbe rappresentare il luogo di mediazione tra le varie forze del Paese. Negli ultimi trent’anni ha avuto grande fortuna l’idea anglosassone che l’esecutivo debba essere fortissimo – idea smentita dal perfetto funzionamento della parlamentarissima Germania; sarebbe forse ora di liberarsi di queste posizioni puramente ideologiche. Un parlamento centrale richiederebbe, vista la polarizzazion geografica delle forze in campo, una legge elettorale che rafforzasse le rappresentanze locali. Una tale legge rischierebbe di schiacciare i ceti urbani delle grandi città (quelli progressivi, solitamente), proprio ciò che avviene negli Stati Uniti (il grande peso dato ai piccoli collegi nel sistema elettorale americano permette il persistere e spesso l’egemonia di forze reazionarie come quelle che hanno sostenuto Bush), ma forse un’opportuno disegno dei collegi elettorali potrebbe ovviare al problema. Il Mattarellum, per quanto mostruoso dal punto di vista estetico, in fondo funzionava; mentre il Porcellum garantisce potere quasi assoluto a una minoranza: Lega + Pdl, pur non raggiungendo la maggioranza assoluta dei votanti, hanno una maggioranza bulgara in Parlamento. Questa sproporzione tra rappresentazione nella popolazione e nel parlamento – e non la mancanza di buone maniere - è la vera causa dell’acutezza dei conflitti politici. Purtroppo, disegnare un sistema elettorale decente è ostacolato dal fatto che non bisogna toccare Casini, e anche dal fatto che in questo meraviglioso Paese raramente elaboriamo risposte nostre ai nostri problemi: di solito compriamo i format dagli stranieri.

lunedì 25 agosto 2008

Prodi ruba, Tremonti no



E’già la seconda volta che succede: Prodi sana il bilancio e raccoglie un surplus, e Tremonti se li spende – naturalmente accusando Prodi di quello che fa lui, secondo il principio del bue che dice cornuto all’asino. Siccome per il popolo italiano raccogliere risorse per destinarle all’interesse comune è considerato togliere, mentre attingere a risorse comuni per privatizzarle (diciamo così) viene considerato dare, alla fine risulta che Prodi ruba, Tremonti elargisce.

mercoledì 13 agosto 2008

Veltroni




Wer hat Prodis Regierung erschlagen? Berlusconi hatte die "spallata" der Regierung geben versucht, einige Senatoren bestechend, haber er war erfolglos. So, Prodi, anstatt zu anstürzen, war riesig verstärkt. In diesem Moment, Veltroni äusserte dass er wollte ohne Rifondazione den Wahlen eintreten. Und wenige Tage später Prodi stürzte auf, dank die Abgang Udeurs. Veltroni war sicher gewahr dass seine Äusserung gefährlich und eben tödlich für Prodi war , warum denn äusserte er so?


Ich vermute dass Veltroni und vielleicht die Kirche glaubten dass in den nächsten Wahlen UDC werde einen grossen Erfolg haben, so dass die Rechte und die Linke + die katolische beinahe ausgegliechen werden. Aber UDC hatte nicht diesen Erfolg, die Lega erhöte sehr seine Stimmen, und die Abgleichung italienischen Politik verschiebenete rechts.

lunedì 10 marzo 2008

Wahl


In derselbem Tag, Zapatero hat die Wahl weitgehend gewinnen, un Prodi hat seinen Rücktritt angekundet. Zapatero hat eine Tugend, der fehlt Prodi, die Tapfigkeit. Prodi (und auch Bersani), hatten nicht die Tapfigkeit die Reiche und die Strenge zu rühren, und lasste den Preis der Ökonomische Sanierung den Armen und den Schwachen zahlen. Hätte gescheidet, die höchste Steurraten (über 45.000 eur) zu höhern, er hatte grössere Bezüge hegabt, nicht um zu sagen dass es wäre richtiger gewesen sein.