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lunedì 24 dicembre 2012

Ercole

In fondo la storia di Cristo è la stessa di Ercole: nato da Zeus e da una donna mortale, scende agli inferi per sconfiggere Cerbero-morte, e quando muore (per il tradimento della camicia di Nesso), viene assunto, unico tra i mortali, tra gli dei dell'Olimpo. Del resto sembra, almeno secondo Sergio Frau, che Herakles sia la traslitterazione (o meglio la lettura alla greca) del nome del dio fenicio Melknès, e la fenicia non è lontana dalla Galilea. L'unico punto forse di disaccordo è che Cristo compie solo l'ultima fatica, mentre Ercole ne compie dodici, che rappresentano le forze oscure che minacciano l'umanità, e che per gli antichi erano assai più numerose della morte, di cui, in fondo, si preoccupavano poco.

lunedì 7 aprile 2008

Mito

Mio padre raccontava spesso che, quando ormai Hitler e Mussolini avevano perso palesemente la guerra, si mormorasse che Hitler aveva l'"arma segreta". In fondo era vero: l'arma segreta era l'atomica, però non l'aveva Hitler, ma gli Stati Uniti.
La storia delle cordate italiane che dovrebbero rilevare l'Alitalia sembra sullo stesso tono, non lontano dal pensiero mitologico, che del resto oggi appare dilagante. I miti veicolano profonde verità, purché non vengano interpretati letteralmente. Nella tarda antichità non ricordo quale autore era già consapevole di questo fatto, e diceva: "queste favole non sono mai state e saranno sempre".
Mi chiedevo quale sia il motivo di questo dilagare del pensiero mitologico, e mi ha risposto mia madre: stiamo abbandonando la lettura e la scrittura sostituite dall'immagine, esattamente come i primitivi.