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sabato 23 luglio 2011

Drawing




Architecture still relies on the Reinessance idea that if you can draw, you can create the world - buildings, paintings, machines, a few century after industrial objects - and thus you are like god. The free masons symbolism of square and compass and the famous painting of the creation where god is represented as an architect is based on this idea. A corollary to the idea is that the architect - not the painter nor the sculptor, that create only images of the world - is like god. The idea is still among us: if you are acquainted with architects you certainly had the feeling that they believe to be able to do everything - to be omni-potent. But science, that rised at the end of the Reinessance - has told us that the structure of the world - and therefore the ability to modify it or even create things - is based on certain mathematical relationships among the parts - in some way Pythagorean conceptions are at the base of our modern vision of the world, and it is no case that Kepler was guided by Pythagorean principles in the discovery of the laws of motion of planets. Drawing as nothing to do with these mathematical relationships, although it can suggest them, and this explains why archtitect believe they can do everything but usually are able to do nothing - often not even buildings.


domenica 1 febbraio 2009

Astrologia /II

Dicevo prima che l’astrologia, probabilmente consiste nella scomposizione del corso tortuoso della vita in una serie di cicli – un po’ come l’analisi di Fourier scompone una funzione in una somma di seni e coseni – e che le orbite dei pianeti, lungi dell’esercitare un influsso diretto sugli uomini, sono ninet’altro che grandi “orologi” che servono per calcolare i tempi di questi cicli – Jung parlava di sincronicità. Del resto anche l’astronomia tolemaica, che non è stata distinta dall’astrologia fino a dopo Keplero, si basava (nella forma originale e non in quella divulgativa scolastica), sulla sovrapposizione di cicli ed epicicli.
Ora, l’astrologia – tutte le astrologie, quella vedica, occidentale, maya - assume cicli perfettamente regolari e omogenei. I pianeti furono scelti - al posto per esempio della fioritura degli alberi - perché il loro moto è perfettamente regolare e omogeneo, e non sottoposto a bizzarrie imprevedibili; ma sappiamo da quattro secoli che invece i pianeti rallentano quando sono lontani dal sole e accelerano quando sono vicini, e seguono un’orbita “brutta” come un’ellisse. D’altra parte, cosa ci impedisce di pensare che i cicli della vita non subiscano rallentamente e accelerazioni, che scombinaano il preciso orologio stabilito dal tema natale? Credo del resto che il problema possa essere stato percepito dagli stessi astrologi, in quanto esistono diversi tipi di dominazione - che consiste nel suddivide i ciclo del sole in intevalli - e alcuni prevedono intervalli diseguali, che è esattamente quello che avrebbe fatto un astrologo che conoscesse le leggi di Keplero. Sarebbe insomma divertente inventare un’astrologia kepleriana. Se poi si potesse inventare un’astrologia newtoniana, e addirittura un’astrologia einsteiniana, sarebbe ancora più divertente – sempre che non esistano già, i filosofi hanno pensato più cose di quante ce ne siano in cielo e in terra.