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domenica 7 aprile 2019
marxismo volgare e nominalismo magico
Non ricordo chi diceva "cos'è mai un nome: una rosa con un altro nome profumerebbe ugualmente". In altre parole i nomi sono solo suoni che servono a etichettare un concetto, che è la cosa che conta. Nella scuola italiana invece si ha ancora l'idea magica che se cambi il suono allora cambi la cosa - la base della magia è proprio questo, e che quindi quello che è importante non è afferrare i concetti ma ripetere correttamente la parola (pronunciata dal professore) questo nominalismo magico è particolarmente radicato (non so perché) tra coloro che si proclamano marxisti, che pensano che utilizzare la terminologia marxiana sia praticamente tutto ciò che serve per essere marxisti e che se invece si formulano esattamente gli stessi concetti con terminologia diversa. O meglio lo so, Marx è scritto in linguaggio dialettico, che ben pochi (soprattutto se hanno meno di 60 anni) padroneggiano e non padroneggiando la dialettica sono costretti a fermarsi alle parole marxiane senza afferrare la sintassi marxiana.
sabato 15 agosto 2015
Teoria del gender, nominalismo e manipolatori.
Negli ultimi tempi in Italia sta acquistando sempre più forza il movimento - appoggiato soprattutto da forze di estrema destra - che contrasta la cosiddetta teoria gender. Senza entrare nel merito della questione, mi sembra che tutto nasca da un fraintendimento di fondo che interessa non solo chi usa strumentalmente questo concetto per imporre leggi omofobiche e spesso anche sessiste, ma anche personalità non certo di destra e ben informate, e soprattutto il vasto pubblico. la toeria gender stabilisce una netta distinzione tra il sesso, genetico e che si esprime nella cosituzione fisica (organi genitali e caratteri sessuali secondari) e il genere, che riguarda l'aspetto mentale della sessualità e il ruolo che una persona decide di svolgere nel gioco sessuale e che non è geneticamente determinato. Nasce dall'esigenza di alcune femministe americane di trovare un termine appropriato per i loro studi (studi di genere, appunto), dato che l'espressione studi di sesso non avrebbe avuto alcun senso, avrebbe fatto pensare a studi di ginecologia. In Italia però, siccome ancora confondiamo il nome con la cosa, come facevano gli antichi greci, non ci riesce proprio di afferrare un cocnetto così semplice che si debba distinguere il sesso (fisico) dal genere (mentale). Il concetto viene interpretato come il fatto che non esistano differenze tra maschi e femmine. Ci sono femministe - quindi insospettabili - che fanno questa confusione (solo in Italia, però). Se questo fraintendimento non fosse così facile, i subdoli manipolatori che ordiscono queste campagne, e la cui prima arma è quella di confondere (come il diavolo) non avrebbero così facile gioco.
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mercoledì 16 luglio 2008
Stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus. La rosa, tra tante altre cose, è simbolo della sapienza (Maria, sedes sapientiae); i rosacroce, per esempio, sono quelli che vedono la rosa (la sapienza) nella croce (lo stemma della NATO è simbolo rosacrociano). Quindi stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus significa che la sapienza originaria sta nel nome, stringiamo solo nomi. La frase è una citazione di Bernardo di Chiaravalle, stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus, cioè di Roma rimane solo il nome. Bernardo in genere è simbolo di continenza, ma in questo caso c’è un riferimento al doctor mellifluus, il maestro di eloquenza.
Più in generale, questo nominalismo amato da Eco e più in generale da letterati e filosofi, discende da un’idea assai greca, per cui la beatitudine consiste nella contemplazione della verità; una volta afferrata la verità, l’unica cosa da fare è combinare e ricombinare le parole che ne celebrano la lode. Il presupposto ovviamente è che la verità e dio siano fissati una volta per tutti ed eterni, quando in realtà si modificano continuamente nel processo continuo e progressivo della creazione. I mercanti che hanno costruito il mondo moderno a partire dal 1300 hanno imposto un modello diverso, in cui la beatitudine consiste nel creare il mondo. Credo che di fondo sia un’idea ebraica.
Ma già muoveva il mio disio e il velle
Sì come rota ch’igualmente è mossa
L’amor che muove il cielo e l’altre stelle
L’accento è sul movimento, il desiderio e la volontà.
Più in generale, questo nominalismo amato da Eco e più in generale da letterati e filosofi, discende da un’idea assai greca, per cui la beatitudine consiste nella contemplazione della verità; una volta afferrata la verità, l’unica cosa da fare è combinare e ricombinare le parole che ne celebrano la lode. Il presupposto ovviamente è che la verità e dio siano fissati una volta per tutti ed eterni, quando in realtà si modificano continuamente nel processo continuo e progressivo della creazione. I mercanti che hanno costruito il mondo moderno a partire dal 1300 hanno imposto un modello diverso, in cui la beatitudine consiste nel creare il mondo. Credo che di fondo sia un’idea ebraica.
Ma già muoveva il mio disio e il velle
Sì come rota ch’igualmente è mossa
L’amor che muove il cielo e l’altre stelle
L’accento è sul movimento, il desiderio e la volontà.
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