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sabato 6 gennaio 2024

Depeche Mode e Derrida

 non vorrei dire un'peresia, e non ci avevo mai pensato, ma riascoltando la bella canzone dei Depeche Mode "Enjoy the Silence" mi è venuto in mente che in fondo dice le stesse cose che in modo molto più complicato dice Derrida. Del resto gli anni sono quelli.


Words like violence
Break the silence
Come crashing in
Into my little world
Painful to me
Pierce right through me
Can't you understand?
Oh, my little girl
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
Vows are spoken
To be broken
Feelings are intense
Words are trivial
Pleasures remain
So does the pain
Words are meaningless
And forgettable
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

mercoledì 1 settembre 2021

Derrida

 Derrida ha sostanzialmente preso De Saussurre e gli ha tolto il significante - un po' come i neokantiani tanto criticati da Lenin hanno tolo a Kant il noumeno. Il risultato è un immenso pastrocchio in cui sguazziamo ampiamente ancora oggi.

le toerie di Derrida non sono del tutto insensate - quello che è insnesato è partire da De Saussurre-


lunedì 9 agosto 2021

Linguaggio e labiritno

 Derrida diceva che il fonema è il fenomeno del labirinto e che se vogliamo elevarci verso il sole della presenza facciamo la fine di Icaro.

Tuttavia non dimentichiamo che per il mito nel labirinto è intrappolato il mostro - Derrida in ultim analisi ha liberato il mostro dalla sua prigione - labirinto su un'isola lontana e perversa e che prima Dedalo e poi Teseo, il primo aiutato dalla ragione il secondo dall'eterno femminino, abbandonano per ritornare a casa in Attica. Nobn c'è solo Icaro e non c'è solo il sole,

giovedì 23 luglio 2020

Legalità decoro e correttezza

Legalità, non diritto o giustizia, decoro, non dignità, correttezza, non rispetto. I tre valori squisitamente piccolo borghesi che caratterizzano l'epoca del predominio della classe media in cui viviamo.

giovedì 15 agosto 2019

von Humboldt, milionari, fake news

Sto leggendo una vita di von Humboldt, il grande naturalista tedesco fondatore dell'ecologia. Il mio primo istinto rispetto ai grandi successi di von Humbdolt è stato "bella forza, era un barone milionario!" Però i baroni milionari esistono ancora oggi, però non fanno gli esploratori, e di solito nemmeno collezionano arte come si è fatto per secoli. Il motivo è che ai tempo di von Humbdolt lo scienziato e l'artista valevano più del ricco e del potente, mentre oggi nulla vale più di soldi e potere, E la fake news che apparentemente derivano dal emzzo informatico, nascono proprio dal disprezzo per la verità di chi pensa che contino solo i soldi.

martedì 6 agosto 2019

Postmoderno a sinistra in Europa

Se uno vuole dei marxisti, li deve cercare nelle università americane. In Europa, con la rara eccezione dei Wu Ming, c'è il postmoderno. Tra l'altro, se Vattimo Oliva Eco erano consapevoli di essere "traditori", non so se i postmoderni di oggi siano consapevoli di essere totalmente postmoderni. E forse è proprio il postmodernismo che accomuna la sinistra ormai diventata liberista e quella che si ritiene radicale.

martedì 25 giugno 2019

Storytelling

Ho come l'impressione che nessuno sappia più fare niente, il pasticciere, lo scienziato eccetera, tanto ormai fanno tutto i computer. La gente si tiene occupata facendo il venditore. Vale anche nella scienza, dove campiamo vendendo come rivoluzioni idee di venti trenta anni fa (si chiama storytelling con linguaggio più aulico).

martedì 7 maggio 2019

Postmoderno nellascienza

Un grande scienziato ha scritto che quando preparava la prima edizione del suo libro principale pensava che questo sarebbe durato perché era vicino alla verità. Siccome però nei dieci anni successivi le nuove scoperte hanno quasi completamente riscritto la disciplina di cui il libro si occupava,, cominciva a sospettare che la verità non esiste. In altre parole se io non ho trovato la verità allora vuol dire che la verità non esiste - e questo è il succo del postmoderno, il trionfo del narcisismo.

domenica 7 aprile 2019

Abbanondo di Marx

A proposito di marxismo volgare e nominalismo è esempalre questa trasmissione di radioondarossa, per altro molto interessante.

Da una parte abbiamo un filosofo marxista, che espone con estrema precisione il pensiero di Marx, tranne le parti dell'economia di Marx che richiedono strumenti matematici, cioè il secondo libro del capitale e buona parte del primo (in particolare tutta la trattazione delle crisi di sovrapproduzione e la caduta tendenziale del saggio di profitto, che Marx esprime in linguaggio dialettico ma che sono molto più facili da capire con un minimo di modellizzazione; modellizzazione che sta alla base dell'analisi keynesiana il che significa che non viene letta dai marxisti, che giustamente identificano il carattere assolutamente borghese dell'analisi keynesiana ma che si dimetnicano che bisogna sempre prendere tutto quello di utile che c'è dagli avversari invece di cercare di preservarsi puri come dei catari).

Dall'altra c'è un (relativamente) giovane economista che secondo me non ha mai letto Marx in quanto chiaramente non padroneggia la dialettica. Che non padroneggi la dialettica si vede proprio da come affronta i rapporti della Banca Mondiale e di Confindustria: siccome sono di origine borghese devono essere sbagliati. Se le stesse statistiche fossero state fornite da un marxista sarebbero invece state giuste. Se uno invece si legge Marx si accorge che quando parlava di Smith Ricardo e Malthus era profondamente dialettico: diceva sempre (semplifico): in questo ci hanno visto giusto ma in questo ha visto sbagliato (di solito si vede sbagliato per i paraocchi ideologici della propria classe). Del resto alla fine degli anni '60 si è abbandonata la dialettica a favore della decostruzione, che sembra simile ma è completamente diversa, in quanto la decostruzione sostiene 8semplfiico) che è impossibile trovare delle verità comuni in quanto ogni idea è completamente determinata dall'essere di chi la professa. Detta così si vede subito che anche se parte dal concetto di struttura e sovrastruttura è esattamente il contrario dell'analisi marxiana che pretendeva di essere scientifica /e  in questo momento non so dare una definizione di scientifico per Marx e non mi va neanche di cercarla).

Detto questo il giovane mi piace particolarmente, perché ha capito e porta avanti un'idea fondamentale: alal fine degli anni '70, con la sconfitta del movimento operaio più o meno globale (il crollo dell'Unione Sovietica degli anni 80 ne è solo una conseguenza) si decise di abbandonare il marxismo. La nascita del postmoderno e della decostruzione sono solo conseguenze di questa scelta. Chicco si è reso conto che in fondo tutti i problemi della politica degli ultimi 50 anni, che pure ha espresso in certi momenti delle contraddizioni forti (si pensi al moviemnto No Global che quantomeno era di massa e globale) nascono proprio da questo abbandono di Marx. Purtroppo NON ha gli strumenti per il tirono a Marx (e infatti ricorre a un vecchietto simpatico che è cresciuto a pane a Marx) ed è fondamentalmente postmoderno nel modo di pensare (senza accorgersene che è il problema peggiore).. Va detto che il problema si verifica soprattutto per il Marx economista (molto più difficile) e non per il Marx storico, in quanto pèr esempio i Wu Ming portano avanti un'analisi storica assoltuamente amrxista e tra l'altro (quindi= fortemente efficace.


venerdì 1 febbraio 2019

Nascita della dialettica

I sofisti del V secolo a.C. inventarono la dialettica a solo scopo pratico, per vincere nei processi. Siccome con queste tecniche vincevano sempre, ritenevano che la verità bon esistesse ("l'uomo è la misura di tutte le cose"). Socrate si accorse che quelle stesse tecniche che avevano portato i sofisti a diventare relativisti e "postmoderni" erano uno strumento potentissimo per la ricerca della verità più profonda, e che la verità sembra che non esista perché nessuno la conosce. Il saggio è colui che si rende conto di questa ignoranza, mentre lo stolto è colui che crede di sapere (oggi si direbbe che è affetto dalla sindrome di Dunning-Kruger).

domenica 25 novembre 2018

Postmodernism. science, Trump. puittinf himself in discussion.

The line of reasoning adovocated by the prophets of postmodernisms  - postmodernism which is at the base of the modern post-truth age - is more or less the same: 1) if you believe in reason you believe that truth ecists 2) if truth exists there is only one truth 3) an univolca truth is authoritarian.

The univocity of truth is maybe authoritarian, since for instance there are a lot of things that are not in the realm of scientific evidence. But the naive way of thinking I tried to summarise above misunderstands deeply the nature of science and reason: reason is not a set of rules for finding the truth, itis a set of rules for finding the wtronh i- truth can be imagined, but cannot ever be attained. In other words, science, in its deepest meaning, and I mean the meaning of Socrate, means putting himself in discussionI: When postmodernism refused science as authoritariam it opened the door to a lot of people that never put himself in discussion - you can find zillions in the socials and the essenc of trumpism is exactly that he never can do wrong. Yhere are huge fires in America? It is not due to global warming, it is due to lack of racking od the woods, since I don't believe in global warming and since I never am wrong, there must be some other cause for that.

Of course the prophets of postmodernism believed sincerely that reason was authoritarian - Hitler and colonialism spoke in the name of science and used scientific method; the problem is that there is a flase science, and it is that science that does not arise from the deep socratic humiklity of putting himself always in discussion - Mengele used the scientific methods, but I think he wasn'0t an example of scientific humility. There is a lot of false science in sicentific journals, mainly becuase we teach the student the methods, but we don't teach the students the spirit of science.

Curiously, the fact that men never put themselves in discussion is one of the main accuses of women against men.

Science in the age of post-truth

That politician like half truths comes as no suprise but that even science is in the age of post-truth (or of narration) is somewhat disehartenint. This paper from Science )Science, ! not new scientist or another divulgative magazine) asks if cyrillic and arabic have something in common. Incredible! All the script in existence, with the exception of Korenan are derived from phoenician, and so onviously they have almost everything in common. Tje paper finds a few regularities among the scripts and then he finds that they are not more marked if the evolution of the aplphabets is followed in time and therefore they must be hard wired in the brain from the beginning  This is maybe true, but folow the procedure to demonstrate: I compare alphabets that are essentially the same, I find some regularities, and then I say that these regularities are a proof of a preference in the brain for these regularities. I must say that I read only the journalist's resume, not the paper, but this is actually the same line of reasoning Trump, i like the idea therefore it is true - proving the idea is unimportant.

domenica 18 novembre 2018

Trump Di Maio e Salvini

Per quanto Lega e 5 stelle copino sfacciatamente Trump (e forse sono anche sul suo libro paga) una differenza sostanziale c'è. Trump alcune idee ce l'ha - del resto non puoi governare il Paese più importante del mondo con l'improvvisazione;; Bush jr che ha governata nella più totale improvvisazione ha fatto fare bancarotta al suo Paese (nel 2008). I pentastellatoleghisti invece mancano di qualsiasi progetto - sono sostanzialmente due centri studi che i occupano di fabbricare meme per i social - uno di carattere razzista-patriarcale, l'altro più specializzato nei fake, o per meglio dire in quella che il defunto Galbraith chiamava la gentle fraud, anche se quando la Raggi dochiara di aver sanato il bilancio di ATAC (senza che tra l'altro nessuno dica una parola) la fraud comincia a non essere più tanto gentle.

E purtroppo funziona. Io non credo che la comunicazione possa prevalere sulal realtà per più di un certo tempo, però sembra effettivamente di essere finiti in un mondo di virtualità (narrazione) totale, che deve avere ragioni più profonde della pervasività dei social.

domenica 28 ottobre 2018

Postmoderno nella scienza

Uno studente, a cui consigliavo di studiare tassonomia, mi ha risposto che la tassonomia è noiosa. Lo stato dell'arte della scienza in questi ultimissimi anni, quella dello "storytelling", è proprio questo: non è importante che una ricerca sia vera o utile o interessante, basta che sia divertente..

Derrida e Trump

la post-verità di Trump e Salvini in fondo non è altro che una forma marcescente di postmoderno. Se tutto è narrazione, allora la narrazione di Martin Luther King e quella di un razzista sono aassolutamente equivalenti. Se Derrida - il principale colpevole di questo pasticcio (intellettuale, perché quello materiale è il fallimento dell'Unione Sovietica) - se Derrida fosse vivo forse si stupirebbe di osservare che l'autoritarismo si associa con il pesniero debole non con il pensiero forte, esattamente il contrario di quello che dicevano i padri fondatori del postmoderno (che erano tutti di sinsitra e antiautoritari).Derr

martedì 23 ottobre 2018

Nirvana, Dark Polo Gang

I Nirvana facevano la citazione ironica (ironica, no nparodistica, quindi talora di difficile comprensione) del post-punk. I Dark Polo Gang fanno la citazione ironica del gangsta rap. Accostare i Nirvana con la crew romana può sembrare romana però, a parte che anche i Nirvana erano musicisti mediocri, forse ci dice qualcosa sull spirito dei tempi

venerdì 19 ottobre 2018

The curse of postmodernism in science

Postmodernism ravaged in the 80s in fine arts and then passed without much trace. The footprint in literature was deeper, but the problem is that the ideas of postmodernism arrived recentlyin scicen  (probably in coincidence with the spread of computer), Concepts such as story-telling and narrative are firmly established in science with dramatic consequences. Postmodernism is a curse in itslef, but in science it is particularly negative since science is based on the belief that truth exists (although nobody knows it) and is incompatible with the idea of narrative.

In the last number of PNAS there is a very interesting paper which analyses the phylogenetic diversity of mammals, comparing endangered, not endangered and extinct lineages. The true title is "phylogenetic diversity in mammals" but it was rephrased as "storytelling" "it will take 5 millions years to recover from the current extinction criss. This is not only trivial, it is also misleading. The only advantage is that it is suited to make a meme.

An I don't want to speak of the many fashionable, but unineteresting papers I read.

venerdì 7 settembre 2018

computer e post-moderno

Anche se l'importanza dell'informatica sullla configurazione attuale del mondo è a dir poco lampante (i cosiddetti movimenti populisti sono per esempio figli dei social), l'armamentario culturale e ideologico con cui maneggiamo questo rivoluzione tecnologica in realtà si discosta di pochissimo dal postmodernismo degli anni '80. Le idee di Noah harari, pere sempio (almeno a giudicare dalla recensione che ne fa l'Economist, che tuttavia di solito è attendibile) in sostanza dice ben poco di diverso da quello che profetizzava "blade runner". Forse il motivo è nel fatto che siamo solo agli inizi, e che l'intelligenza artificiale è ancora assolutamente embrionale (il riconoscimento facciale e più in generale dei pattern è stato un grandissimo balso in avanti, ma la pecora è perfettamente in grado di fare il riconoscimento facciale).

domenica 17 giugno 2018

Pensiero debole

A proposito del post precedente, va pur detto che Marx è stato buttato alle ortiche (e con lui ogni forma di pensiero"forte") per delle buonissime ragioni - le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni - ovvero dal fallimento del socialismo reale e del tentativo di rivoluzione del '68. Il fallimento dell'unione sovietica, che è ben precedente al 1989, non fu tanto un fallimento economico, quanto sociopolitico. Gli inventori del postmoderno - cioè dell'abbandono delle "grandi narrazioni" - pur non facendo parte del movimento operaio, partivano tuttavia da sincere preoccupaazioni antiautoritarie (Lyotard, Eco, Vattimo, Bonito Oliva). Quanto al '68 - che viene raccontato come una rivolta generazionale ma che fu un tentativo pià o meno serio di fare una rivoluzione non autoritaria - specialmente in Cile e in Italia - non riuscì nel suo intento e questo portò alcuni a dire che l'autoritarismo stava nel pensiero "forte" stesso. Con la conseguenza che oggi siamo sommersi dal non-pensiero, a destra come a sinistra.

sabato 30 settembre 2017

Pensiero debole, pensiero forte, cultura classica

Non la crisi, non la globalizzazione, ma il pesniero debole è la causa della profonda crisi in cui versa l'occiudente. Eppure il pensiero debole non nasce solo dalla sconfitta del movimento operaio e del marxismo, ma da ragioni più profonde e difficilmente eludibili. La cultura classica, quella che permetteva non solo di sapere ma anche di capire, era fondata essenzialmente sulla letteratura latina e greca, e parzialmente sul grande romanzo romantico franco-russo che aveva rappresentato un canone moderno equivalente a Omero e Virgilio. Con la decolonnizazione, e con l'ascesa di paesi come la Cina, questo fondamento è inevitabilmente crollato. Non puoi proporre a un cinese di studiare il latino e Omero, tanto più che Cina, India Islam hanno una loro cultura classica e una loro lingua classica (cinese antico, arabo classico, sanscrito) che sono assai diverse da quelle occidentali ma hanno la stessa altissima dignità. La critica postmoderna è nata nei fatti incentrata sul cosiddetto relativismo e sulla critica del potere, ma isarebbe durata ben poco se non si fosse legata alla fine (per fortuna) dell'eurocentrismo.

Attualmente in mancanza di basi solide del sapere, si oscilla tra una frammentazione e un eclettismo più o meno new-age e un dominio della tecnica (non della scienza) assurta a paradigma, o una serie di slogan politic di solito di destra (ma raramente anche di sinistra) dal mercato come soluzione a tutti i problemi al nativismo. Tutto ovviamente assolutamente inadeguato, e tra l'altro anche profondamente inconsapevole del problema reale, Eco, uno degli inventori del postmoderno, era da parte sua perfettamente consapevole del problema, quando diceva che occorresse un'enciclopedia condivisa. Personalmente eco aveva sviluppato un'enciclopedia onnicomprensiva (e qualcosa del genere ha fatto Philippe Daverio) ma ovviamente l'enciclopedismo universale non è proponibile a livello di massa.

Il luogo dove il fenomeno è forse più evidente è nel liceo italiano, dove è stato mantenuto tutto l'impianto della scuola gentiliana tranne il suo filo unificatore, cioè lo storicismo, con il risultato che spesso i diplomati e i laureati sono più ignoranti (nel senso di essere incapaci di avere una visione complessiva) degli illetterati.