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lunedì 13 giugno 2011

Canne



Nella battaglia di Canne, Annibale distrusse completamente l'esercito romano, tanto che negli anni successivi si dovette ricorrere alla leva dei giovanetti. Maarbale, il suo generale, gli consigliò di procedere subito a distruggere Roma, ma Annibale preferì aspettare e questo probabilmente segnò la sua sconfitta finale, come sosteneva il presuntuoso generale Montgomery. Ma non credo che Annibale sia stato vittima di un errore tattico - credo piuttosto che abbia manifestato la sua natura di leader democratico. Sono quasi certo che si aspettasse la ribellione dei popoli italici contro i romani, che non arrivò. Sono quasi duemila anni che gli italiani aspettano di vedere chi sia il vincitore prima di mobilitarsi.

martedì 1 settembre 2009

Violenza e prevaricazione


Edmondo Berselli, commentando la querela di Ghedini per le 10 domande di Repubblica sulla vicenda delle escort, affermava che Berlusconi aveva gettato la maschera e mostrato tutta la violenza nascosta dietro il sorriso stereotipato. La parola violenza non mi ha convinto. Berlusconi non è violento, è ladro e prevaricatore – ladro nel senso che magari (forse) fa sempre tutto formalmente in regola, ma si appropria tuttavia sistematicamente di quello che suo non è: il gruppo CIR, le frequenze radiotelevisive nazionali, il parlamento. Perché però Berselli ha usato la parola violenza e non prevaricazione? Perché violenza ha assunto una forza negativa che prevaricazione non ha – anzi, prevaricazione è diventato un valore, come dimostrano note trasmissioni televisive (Il Grande Fratello, Amici). E’ un’operazione che agli scrittori che hanno modellato il nostro linguaggio e creato quindi il nostro mondo – sono i poeti che creano il mondo, come diceva fernanda Pivano - è stata in realtà assai facile, perché non hanno fatto altro che lavorare su un carattere preesistente della cultura latina. Quando vieni derubato o calpestato, e tu ha qualcosa da ridire, in Italia i prevaricatori ti rispondono scandalizzati: “come sei violento!” oppure “ma che maleducato!” – i romani facevano esattamente la stessa cosa, basta vedere cosa dicevano di Annibale o di Cleopatra. Mutatis mutandis. C’è però una grossa differenza tra ieri e oggi. I prevaricatori, eppure si vergognavano: il berlusconismo è consistito proprio nel liberarsi dai sensi di colpa.Del resto, non siamo più veramente capaci di violenza. Ci riempiamo gli occhi di immagini di violenza, ma nessuno più o quasi conosce il sapore del sangue – la maggior parte degli accoltellatori che tanto vanno di moda sono semianestetizzati dalla cocaina - il cui piacere irragionato si chiama violenza e che si vede reale ormai solo nei documentari sugli scimpanzè a caccia di piccole prede. Forse l’antico tabù ebraico del sangue qualche effetto alla fine l’ha prodotto