martedì 31 gennaio 2012

Costituente

















La vignetta di Staino (Venerdì di Repubblica del 12 gennaio 2012) è acuta e divertente. Occorrre però sottolineare come la “pozione” sia sostanzialmente la stessa del patto costituente: cattolici, social-comunisti e liberali. Quello che forse è cambiato più fortemente è la componente liberale, che allora era composta di azionisti e oggi è composta da “massoni”. Gli azionisti esistono ancora, e sono numerosi, ma, essendosi sostanzialmente schierati con gli eredi della sinistra sessantottina, sono stati esclusi, su ordine degli eredi del PCI, dal nuovo patto.

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Dai Pra'




Ho appena letto il libro di Dai ‘Pra “Quelli che però è lo stesso”. Carino: il politically correct come sostitutivo di un’educazione politica assente. L’autrice, insegnante precaria in una scuola all’Idroscalo, estrema periferia degradata di Ostia, incontra i (sotto)proletari, di cui sostanzialmente invidia la libertà, anche quando si esprime nelle forme aberranti della violenza, del facismo, del machismo, del cattivo gusto. Non vorrei essere troppo cattivo, ma mi sembra che non avendo né il coraggio di abbandonare la propria piccoloborghesità né gli strumenti politici (nonostante o forse a causa del padre sessantottino) per rapportarsi dialetticamente con i proletari, si mette a fare la crocerossina, ovvero a tentare di trasformarli in piccolo borghesi di sinistra. Peccato, perché i sottoproletari sarebbero stato un ottimo punto di vista per rappresentare l'Italia berlusconiana.

lunedì 9 gennaio 2012

XXIth century art



Many complain that the art of XXI century is somewhat a reptition of the art of the earlier 30 years, and that we lack the geniuses of even recent past. But this situation is not very different from the centuries after the Reinassance. Reinassance is an age of giants, when even not so great artists could achieve the highest performances; in the Baroque we have a number of geniuses (Velazqeuz, Caravaggio, Rubens), amidst a very large number of excellent artists that are however not very original; in the XVIII century the average quality of paintings is very high, but the century produced very few outstanding artists; in XIX century, paintings is largely academic and weak, although a number of very fine artists (Ingres, David, Géricault, Friedrich etc.) was produced by this century. Of course, the reason of this sort of decadence is the development of the language of modern paintings, that was tumultuous in the Reinessance and then slowed down - as well as there are only seven notes, and you can compose a large but not infinite number of melodies, there is only a limited number of subjects in painting and in the way to express them. After a century of tumultuous development of the language of art, we are in a phase of settlement, with little innovation because almost everything has been explored. Nonetheless, the quality of the latest art is in my opinion on average very high, although actually often not very innovative. Then, a time will arrive when the meaning itself of art will change, in the same way as in XIX century the meaning of art changed from representation to imagination. Probably we have already some hints of this great change, but we cannot see it: Michelangelo was already a conceptual artidu, but of course nobody could suspect in that time that such ideas would lead to objects trouvés and abstract painting.

domenica 1 gennaio 2012

Daverio


I have read the fine book by Daverio "Il Museo Immaginato", recently issued. It is amusing and funny, but behind the friendliness there is a rather revolutionary proposal in approaching the history of art: to replace the usual storicist approch that emphasize the innovations of each artist and that wasa inheriteed from Vasari, with an evaluation of the web of citations and relationships that link together all paintings of every age, not differently from the approach of literary cirticism. The plat works mainly because the selection is very restricted, only paitingins and only paintings from Titian to the XIX century (with rare exceptions), a period of very little innovation before the revolutions of the late XIX-early XX century. But the proposal is well worth of consideration.

sabato 24 dicembre 2011

Inglese

Stavo leggendo in un libro di Nick Hornby il discorso di un personaggio che parlava in cockney. Mi colpì la stranezza di quel linguaggio, non tanto il vocabolario, che differisce dall'inglese standard quasi solo per la pronuncia, quanto per la sintassi. La disposizione delle parole è infatti completamente diversa dall costruzione diretta - non diversa da quella delle lingue neolatine - dell'inglese che si insegna nelle scuole (inglesi). Il che mi fa pensare che l'inglese, sotto una verniciatura di francese (da cui proviene gran parte del vocabolario) e latina (che fino a poco fa era la lingua dei dotti), sotto uno strato sassone-germanico, conserva una sintassi celtica, del tutto diversa sia dalla costruzione delle lingue germaniche che di quelle neolatine. Questa sintassi particolare si ritrova ancora nel gallese e nel gaelico, ma rimane al cuore dell'inglese, e si riconosce soprattutto nei dialetti e nello slang, dove la scorza neolatina è più sottile. I celti, invasi da sassoni e normanni, assorbirono il vocabolario degli invasori, ma mantennero la sintassi della lingua di origine.

Obama


Uno dei pilastri dell'ideologia africana è che siamo tutti fratelli. Barack Obama, nel suo discorso inaugurale, ha sostanzialmente detto agli americani siamo tutti fratelli, uniamoci per affrontare i gravi probelmi del Paese -solo che un discorso del genere non lo puoi fare agli americani. La destra ha preferito far piombare il Paese nella recessione piuttosto che rinunciare ai suoi privlegi e la sinistra l'ha considerato una pappamolla. Insomma, ha peccato di troppa nobiltà d'animo.

sabato 17 dicembre 2011

Leonardo and Malevic


There is a strange consonance between "Mona Lisa" and Malevic's suprematism: both are holograms. More generally. Leonardo was so ahead of his tome (and so misunderstood) to be a man of XXth century. He considered himself an artist, an intellectual, a creative man, like us today, not certainly a craftsman such as was the concept in the XVIth century. Moreover, his main interest was perhaps to find a way to escape from the bidimensionality of the painting, a typical XXth century topic that was not fully perceived in the XVIth century.

martedì 13 dicembre 2011

Velazquez



Velazquez' "The Vulcan Forge": The "Demoiselles d'Avignon" four centuries before? The number, position, attitude of the figures is almost the same

martedì 22 novembre 2011

Spese militari



La crisi nasce dalle spese smisurate per le guerre di Bush e all'Italia basterebbe ritirare i soldati sparsi qua e là per far rientrare nelle casse dello stato l'importo di dieci finanziarie. E se fosse il banchiere Mario Monti a ritirarle, le truppe? Non succederà, il programma del nuovo governo sembra scritto dalla Marcegaglia, ma se dovesse succedere mi piacerebbe sentire i commenti.

domenica 20 novembre 2011

Il Principe



E’ curioso come Machiavelli venga ricordato come un cinico alchimista del potere quando era un rivoluzionario romantico. Aveva partecipato a una congiura contro Lorenzo il Magnifico, e per questo era stato allontanato dalle cariche pubbliche. Per capire il Principe bisogna poi tener conto che Lorenzo, a cui il libretto è indirizzato, non era certo un capo democratico di una repubblica, ma una specie di dittatore di Firenze che, con quelle tecniche che con De Pretis nel XIX secolo sarebbero state chiamate “trasformismo”, era riuscito a tessere una rete di accordi, quelli sì estremamente cinici, con tutti gli stati italiani tanto da essere diventato l”ago della bilancia”. Inoltre Lorenzo si teneva buona la Francia che aveva mire espansionistiche sull’Italia. Machiavelli sostanzialmente dice: smettila di leccare i piedi alla Francia, e mostra il coraggio che deve avere un leader politico, fatti capo di una coalizione di stati italiani e dai una bella bastonata (militare) agli stranieri. In altre parole, il Principe è una critica del trasformismo delle pavide classi dirigenti italiane, non certo un invito a vendersi la madre pur di avere successo in politica! Le virtù che invoca sono sì quelle della volpe, ma anche quelle del lione! Qualcosa di non troppo dissimile la sinistra extraparlamentare rinfacciava a Enrico Berlinguer negli anni ’70. Tant’è, Lorenzo ovviamente non diede ascolto a Machiavelli, le potenze straniere fecero un sol boccone dell’Italia, l’Italia entrò in una crisi economica mortale da cui si riprese solo con l’Unità, Firenze, la città più ricca d’Europa, divenne una città di provincia, e soprattutto finì il Rinascimento.

sabato 19 novembre 2011

Crise

Il y a un grand débat autour de la crise et surtout sur à qui est la faute. La crise a commencée car les Etats Units n'étaient plus en gré de payer - par les instrument de finance - pour les guerres incroyeablement couteuses en Afghanistan et en Iraq - plutot que infinite justice, infinite expense. La crise puis a passée dans les colonies européennes, à qui les Américain ont adossé bonne part de leur expenses. En effet, le rapport entre le Bund allemand et les bonds américains est très négatif, ce qui signifie un flux d'argent de l'Europe à l'Amérique. Et de cela la crise de l'Euro. Sans doute, les banquiers allemands et francais ont pris en main la situation et veulent que cette hémorragie soit payée par les travailleurs et non pas par eux, mais les problèmes de l'euro et de la crise ne sont pas ni euroéens ni allemands.

Corano

La modernità in Occidente cominciò quando Lutero tradusse la bibbia in tedesco, permettendone a tutti e non solo ai preti la lettura. Forse l'islam uscirà completamente dal Medioevo - con cui ha un rapporto ambivalente- quando sarà possibile tradurre il Corano in arabo moderno. Il Corano infatti è scritto in arabo classico, un po' l'equivalente del latino per l'arabo, e può essere letto solo dai dotti.

giovedì 3 novembre 2011

Terry



E’ ormai famosa l’affermazione di Terry de Nicolò per cui le racchie dovrebbero restare a casa e per avere successo bisogna essere disposte a vendere anche la madre. La cosa interessante non è la frase in sé – i liberalconservatori maschi e ricchi fanno continuamente l’elogio dello “struggle for existence” e va benissimo, se l’elogio dello “struggle for existence” viene fatto da una donna in fondo non tanto fortunata, diventa fonte di scandalo – quanto il fatto che tutti siano rimasti spiazzati. Sarebbe bastato rispondere: “ma ha Terry avuto successo? Si può considerare successo il quarto d’ora di notorietà costruito ad uso e consumo di chi il successo ce l’ha veramente? Possono fare la prostituta anche le racchie, vista la sorprendente varietà dei gusti maschili, e forse se fosse diventata abilissima nel lavoro a maglia avrebbe fatto moltissime comparsate televisive lautamente pagate (anche se in contesti più familiari). In altre parole , sarebbe bastato il vecchio armamentario critico, sarebbe bastato dire che chi ha il potere illude le poveracce con fantasie di successo. Ma l’armamentario critico non va più di moda.
Tra l’altro, atroce mi sorge il dubbio che dovremmo leggere la frase di Terry non come una spavalda dichiarazione di cinismo, ma come una amara (e forse non del tutto inconsapevole) denuncia di stampo femminista. In effetti, in un paese oscenamente maschilista come l’Italia, che credo abbia meno parlamentari donna del Pakistan musulmano, con l’unico leader politico donna (Rosy Bindi) a cui viene continuamente rinfacciato di essere brutta, per una donna le possibilità di ascesa sociale sono veramente molto limitate. La Montalcini è dovuta andare in America.

giovedì 27 ottobre 2011

Pasolini



In un famoso video sulle dune si Sabaudia http://youtu.be/e6ki-p1eW2o Pasolini diceva che il fascismo non era riuscito a rendere fascisti gli italiani, mentre ci erano riusciti, con il consumismo, i democristiani. Descriveva in modo quanto mai icastico il berluscon-leghismo vent'anni prima del suo avvento - le televisioni commerciali iniziarono a trasmettere poco dopo la morte del poeta. I poeti hanno, come si sa, il dono della profezia. I politici della destra hanno smantellato le strutture statuali del paese, a partire dallo stesso parlamento, che è stato neutralizzato dalla legge elettorale detta "porcellum" ma il problema vero, che renderà difficilissima una qualsiasi opera di ricostruzione, è proprio quella che Pasolini chiamava "mutazione antropologica". Se però la fascistizzazione dell'Italia è passata attraverso il consumismo, ci sono - forse - realtà che, essendo sfuggite almeno in gran parte al consumismo, sono anche sfuggite alla fascistizzazione. La prima è il sud dove, nonostante l'oppressione della mafia, il consumismo è ancora - per forza maggiore di povertà - non è arrivato se non marginalmente, e infatti proprio dal sud proviene Caparezza, che dell'Italia di oggi fa una critica non solo spietata, ma soprattutto efficace e di generale consenso. L'altro forse sono i giovanissimi.

martedì 18 ottobre 2011

Scrittura

In fondo Platone aveva ragione a criticare l'avvento della scrittura, ma non per le ragioni da lui addotte. L'oralità ha un carattere quasi magico - si pensi ai racconti intorno al fuoco - che la scrittura non ha, nonostante il romanzo sia proprio il tentativo di ricreare tale magia (e infatti la sua nascita in forma moderna coincide con l'invenzione della stampa, cioè con la diffusione di massa della scrittura). Però Platone accusava la scrittura di rendere inutile la memoria; al contrario, la memoria è enormemente ampliata dalla lettura, ed è molto maggiore in chi sa leggere e scrivere che negli illetterati - probabilmente uno studente di liceo sa più cose di quante ne sapessero i cantastorie che recitavano a memoria l'intera odissea.