domenica 3 giugno 2012
Truppenparade
Die Truppenparade von 2 Juni, die Soldaten in den Strassen, die air show in Ostia. Heutige Italien ist etwas ähnlich einigen Afrikanischen Staaten der 70gen Jahren, wo die Leuten starben von Hunger, aber wo der Staat hatte eine riesige Armee.
A few days ago, I was strolling in Wien
A few days ago, I was strolling in Wien, and I casually arrived in front of Karlskirche, not far from the Technische Universäit. The XVIII century church has a nice baroque dome , but in front it shows the colonnade and the tympanum of a greek temple and two dull columns modeled after the Colonna Traiana in Rome and presenting the history of Saint Carlo Borromeo. Apart from these faux pas, the church is overall gracious and nice. And yet, it lacked something, it lacked the feeling of life and death that you find even in second order art in Italy. After this first disappointment, my attention was drawn from the surrounding buildings. On the left there is a modern builduing,, that represents in some way a wing of the church; in front, there is a large elliptic fountain with a modern abstract scuplture on one side. The sculpture and the modern building are certainly not masterpieces, but they have they appear to have the aura that is definitively lacking in the church. This leads me to the two following considerations: 1) in much of Northern Europe classic art is largely a plate imitation of Italian art, but at the beginning of XXth century a new original style developed in Central Europe (Klimt, the Bauhaus) that eventually became the artistic mainstream; Italian contribution to modern art is important but not central. 2) Italian art is wonderful, but it’s aim is the glorification of the Prince; so it conveys a feeling of life and death, closely connected to the power oif life and death of the ruler. The art of the North is sometimes inane, but gracious, since it’s aim is not the glory of kings, but the enjoyment of the people, the embellishment of public squares and lanes.
San Gennaro
Bar e tabaccherie strabordano dei rettangoli vivacemente colorati dei gratta e vinci. Ricordano certe chiese, come la basilica di Sant'Antonio a Padova, inzeppate di ex-voto, e la somiglianza con gli ex-voto non credo sia casuale - affidarsi alla fortuna del gioco d'azzardo è del tutto equivalente ad aspettarsi la grazia da San Gennaro. Le slot-machine rappresentano da parte loro moderni confessionali, le cui lunghe file caratterizzano le navate laterali delle chiese e gli angoli dei bar?
sabato 2 giugno 2012
Nnth symphony
It is well known that Beethovem in his ninth Symphony, attempted in an almost impossible task, to merge symphony with song. This is impossible because symphony and song have very different harmonic and rythmic propreties: symphony derives fundamentally from dance (and many of Beethoven's symnphonies are beautiful examples of dances), whereas song is something completely different. And in fact the attempt basically failed, as can be seen particularly well in the development of the theme of the Ode to Joy afteer the first part of the last momevement; and yet in the last phraases of the movement he eventually succeeds, by splitting the chorus musical line into small "pieces" with strong rythmic accent, that can be merged with the dancing rythm of the orchestra.
Alle Menschen wären Brüder
Il famoso verso dell'Inno alla gioia dell'ultimo movimento della nona dice "Alle Menschen wären Brüder", tutti gli uomini saranno fratelli. E tutto sommato i tedeschi, tra di loro, questo ideale sono riusciti a realizzarlo. Il tentativo di estenderlo a tutta Europa sembra per ora fallimentare, a causa certamente della rigidità quasi fanatica dei mitteleuropei, ma soprattutto, temo, del farsi i beati cazzi propri degli altri europei
martedì 29 maggio 2012
Berlusconi Bonaparte
Non sono certo il primo a notarlo, ma la somiglianza della descrizione del regime di Napoleone III nel 18 Brumaio di Marx e un nostro recente presidente del consiglio è sorprendente: "Ma Bonaparte si considera soprattutto capo della Società del 10 dicembre, rappresentante del sottoproletariato, al quale appartengono egli stesso, il suo entourage [67], il suo governo e il suo esercito, e per il quale si tratta anzitutto di aver cura dei propri interessi e di trarre dal tesoro pubblico premi per la lotteria della California. E come capo della Società dei 10 dicembre, egli si afferma con decreti, senza decreti e malgrado i decreti. Questo suo compito pieno di contraddizioni spiega le contraddizioni del suo governo, il confuso marciare a tastoni, i tentativi di guadagnare o di umiliare ora questa ora quella classe, che finiscono per sollevarle tutte ugualmente contro di lui; l'incertezza pratica che contrasta in modo comicissimo con lo stile imperativo, categorico, degli atti di governo, ricalcato servilmente su quello dello zio. (...) Bonaparte vorrebbe apparire come il patriarcale benefattore di tutte le classi. Ma non può dar nulla all'una di esse senza prenderlo all'altra. Come al tempo della Fronda si diceva del Duca di Guisa, ch'egli era l'uomo più obligeant della Francia, perché aveva trasformato tutti i suoi beni in obbligazioni dei suoi seguaci verso di sé, cosi Bonaparte vorrebbe essere l'uomo più obligeant della Francia e trasformare tutta la proprietà, tutto il lavoro della Francia, in un'obbligazione verso di sé. Egli vorrebbe rubare tutta la Francia, per farne un regalo alla Francia, o piuttosto per poter comprare la Francia con denaro francese (...) Alla corte, nei ministeri, alla testa dell'amministrazione e dell'esercito si accalca una massa di individui, del migliore dei quali si può dire che non si sa donde venga; una bohème turbolenta, malfamata, avida di saccheggio che strisciando indossa abiti gallonati, con la stessa dignità grottesca dei grandi dignitari di Soulouque. Ci si può fare un'idea di questo strato superiore della Società del 10 dicembre se si pensa che Véron-Crevell è il suo moralista e Granier de Cassagnac il suo pensatore. Quando Guizot, al tempo del suo ministero, si serviva di questo Granier in un foglio equivoco contro l'opposizione dinastica, era solito farne l'elogio dicendo: "C'est le roi des drôles", "è il re dei furfanti". Non sarebbe giusto ricordare, a proposito della corte e della tribù di Luigi Bonaparte, la Reggenza di Luigi XV. Perché la "Francia ha conosciuto un numero abbastanza grande di governi di mantenute ma non aveva ancora mai avuto un governo di hommes entretenus" (...) In nome dell'ordine crea l'anarchia, spogliando in pari tempo la macchina dello Stato della sua aureola, profanandola, rendendola repugnante e ridicola.
mercoledì 23 maggio 2012
Donne
Dal Venerdì di Repubblica del 18 maggio 2012, dalla rubrica di Natalia Aspesi :”E’ vero, noi non ci stimiamo, portiamo dentro di noi ancora il retaggio del secondo sesso … della legge che ci discriminava, degli scienziati che trovavano il nostro cervello più leggero, il che ci faceva meno intelligenti, escluse da ogni professione, non potevamo guadagnarci da vivere se non come governanti o puttane, andavamo in galera se adultere, si veniva ammazzare per “onore” ... morivamo a migliaia prima dei quarant’anni per i troppi parti o per infezioni da parto, non si era amesse all’università …” Tutto questo orrore, paradossalmente, gli uomini maschi l’avevano creato per paura dell’immenso potere della generazione posseduto dalle donne, ma non dai maschi.
Gattopardismo
“Tutto cambi perché nulla cambi”, la famosa frase de “Gattopardo”, si riferisce ovviamente alla politica adattota dalle aristocrazie reazionarie italiane per mantenere i loro privilegi dopo che le forze liberali – sia liebral-socialiste come Mazzini, sia liberalconservatrici come Cavour, sia ancora le forze liberali inglesi e massoniche – erano riuscite a riunificare l’Italia. Ma la vicenda del “Gattopardo” è anche una metafora della politica della Democrazia cristiana – e per questo fu pubblicata da Feltrinelli – che riuscì nell’operazione – invero acrobatica – di far diventare gli italiani ricchi nel reddito, ma poveri nel cervello, con i difetti, quindi, sia dei poveri che dei ricchi e senza i pregi di nessuno dei due – quello che Pasolini definì sviluppo senza progresso. Quando vediamo le automobili parcheggiate in seconda e tripla fila, l’ostentazone di beni più o meno di lusso, l’ignoranza rivendicata come un valore, il disprezzo per la cultura non solo a destra, il servilismo verso i potenti, l’ipocrisia, l’attaccamento alla “robba”, stiamo guardando esempi del passaggio al benessere mantenendo le forme culturali e psicologiche del povero - lo potremmo chiamare dongesualdismo. Se ne è recentemente accorto anche Giuseppe De Rita nel suo libro "l'eclissi della borghesia"– lacrime di coccodrillo, è stato l’ideologo dello sviluppo senza progresso per conto della DC.
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Verga
domenica 20 maggio 2012
Jeff Koons
Many believe that the art of Jeff Koons is nothing but a play, a joke. I believe that his intentions are much more serious, notwithstanding the ludic character of many of his pieces. He denounces our worshipping the gods of banality and consumerism: bunnies and so on – not much differently from the holy icons painted by Warhol. But I think that he points out that our world is a world of fakes: false gods (vacuum cleaners on a pillar), fictitious jewels (bunnies of platinum). His masterpiece is perhaps his marriage with the porn-star Ilona Staller - fundamentally an expensive performance: even romance in our age is artificial, inflated, made of plastic.
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Barbari
Non molto tempo fa Baricco, in una serie di articoli su “Repubblica”, annunciava sulla fine dell’era cominciata all’inizio del XIX secolo col romanticismo e ammoniva dell’arrivo dei barbari, che sostituiscono la superficie alla profondità. Mi sono ricordato di questi testi leggendo le ultime pagine di “Le Parole e le Cose” di Foucault, in cui, dopo aver analizzato l’epoca “classica” (XVII-XVIII secolo) studiava le basi della cultura dei secoli XIX e XX, e scorgeva nella filosofia di Nietzsche l’annuncio della fine della configurazione epistemologica nata negli ultimi anni del XVIII secolo. “Più che la morte di Dio, - o piuttosto sulla scia di questa morte … - quello che Nietzsche annuncia è la fine del suo uccisore; è la frantumazione del volto dell’uomo nel riso, e il ritorno delle maschere, la disperione della profonda rincorsa del tempo da cui si sentiva trasportato e di cui sospettava la pressione nell’essere stesso delle cose, è l’identità del Ritorno dell’Uguale e dell’assoluta dispersione dell’uomo.” E’ un testo degli anni ’60 – contemporaneo quindi dei lavori di Andy Warhol – ma letto oggi sembra descrivere con precisione scientifica la scomparsa del regno della profondità e la nascita di quello della superficialità. Mi era già venuto il sospetto che Nietzsche fosse il profeta dei nostri tempi. Nietzsche è gettonatissimo, infatti, tra i ragazzi del liceo.
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sabato 28 aprile 2012
Classification
The XVII century French botanist Adanson, in his "Histoire naturelle du Sénégal" (I read it in a citation dy Foucault), describes his "Method" for classifying species. He begins with an arbitrary species, he describes thoroughly this species, than he passes to the next and describes only the differences; he then passes to a third species, and describes only the differences with the first two species. Eventually he arrives at a tabel composde only of differential characters among the species that allows to distinguish the "natural families". It is striking that the method is exactly the same of cluster analysis, only without the help of computer power.
venerdì 27 aprile 2012
Imprudence
Le prix Nobel pour l'économie Paul Krugmann a declaré qu'il faudrait réduire le chômage au coût même d'augmenter l'inflation. Enfin! Il s'agit bien sûr d'hérésie pure pour les néo-liberistes et les prêtres des banques centrales. Bernanke, le président de la Federal Reserve américaine, a dit qu'il est "imprudent". Imprudent car l'inflation réduit le capital des "épargneurs", c'est à dire des riches.
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mercoledì 18 aprile 2012
Competition
I have read (in a citation) the following passage from Jerom Cardanus: "it is well known that plants hate each other ... they say that olive and vine hate cabbage, that cocomber escapes from olive. Considering that they grow because of the heath of sun and moisture of earth, it is necessary that every large tree is obnoxious to other plants, and also the tree with many roots". It is exactly and precisely what today ecologists call competition for resources.
sabato 14 aprile 2012
Donne
Secondo il Corano la donna vale la metà di un uomo. Secondo gli italiani, temo, un cinquantesimo.
Anni '70
La morte di Moro (e soprattutto la paura che le Brigate Rosse avevano messo a moltissimi) causarono un tale trauma da provocare la totale rimozione di quello che era successo negli anni ’70. I ragazzi non ne sanno praticamente niente, e non certo perché il periodo non si studia a scuola – sul fascismo infatti sono genericamente informati da quello che sentono in giro, non certo dalle lezioni. Le rimozioni, si sa, provocano nevrosi, e la nostra nevrosi forse è stata Berlusconi. Ne siamo usciti (sembra) con una doccia gelata – tecnica in uso insieme all’elettroshock nei manicomi di una volta.
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